Elezioni: la Lega ha fatto i conti senza il Sud

Il popolo italiano è sulle spine dalle ore 23:00 del 4 marzo, orario di chiusura delle urne. Mancano ancora alcuni seggi, ma il risultato sembra essere evidente: l’Italia è divisa in due.

L’inaspettata affluenza del Sud

Durante le prime proiezioni, molti seggi erano ancora aperti per far votare gli elettori in fila da un’ora o due, segnale positivo per un’Italia ormai sfiduciata. A Sud, in particolar modo, i dati di affluenza delle ore 12:00 avevano fatto pensare ad un disinteresse generale:

  • Abruzzo 19,38%
  • Basilicata 16,27%
  • Calabria 15,11%
  • Campania 16,96%
  • Molise 17,88%
  • Puglia 17,97%
  • Sicilia 14,27%

Solo con l’affluenza delle ore 19:00 si è potuto constatare un aumento di oltre il 5% al Sud e le regioni del centro-nord, le quali avevano dimostrato un calo rispetto al Referendum Costituzionale. L’Abruzzo si è aggiudicato il primo posto con un’affluenza del 75,94% mentre, con il 63,08%, la Calabria si è collocata all’ultimo posto.

Il Movimento 5 Stelle avrà dato una spinta agli elettori? Pare proprio di si, almeno dai dati attuali che vedono una maggioranza di schede pentastellate piuttosto che bianche, come qualcuno aveva previsto.

La conquista del Movimento 5 Stelle

È evidente come la maggiore affluenza abbia portato con sé anche molti elettori favorevoli ad un governo a cinque stelle. Con oltre il 32% possiamo dire che il Movimento 5 Stelle abbia affermato di essere un voto di protesta e non “il meno peggio” su cui fare affidamento. Perché? Ormai anche le persone con una determinata conoscenza politica hanno deciso di mettere il loro futuro e quello dei loro figli nelle mani di persone che non hanno mai governato questo Paese. Sicuramente il fatto che Beppe Grillo non fosse presente, ha dato la possibilità al giovane Di Maio di dimostrare agli elettori di sapersi muovere da solo. Sarà forse stato questo a convincerli? Considerando che la maggior parte (statisticamente parlando) vota l’immagine del politico e non in base al programma del partito, possiamo star tranquilli che in molti abbiano bypassato i molteplici raggiri per non rispondere a domande come: «Il Movimento 5 Stelle è antifascista?». Pare che qui abbia vinto la legge del più giovane. In ogni caso, è proprio grazie al Sud se sono riusciti a portarsi a casa una vittoria simile. Riusciranno a conquistare anche il Nord?

Il fallimento del Cavaliere

Più che sul Partito Democratico, mi concentrerei sul fallimento di Berlusconi. Proprio così. L’uomo che ha governato il nostro Paese, portandolo alla rovina, facendoci deridere dal mondo intero, credeva di poter tornare e ricongiungersi agli elettori più fidati. Fortunatamente le cose non vanno sempre come speriamo: il 14% degli elettori lo avranno anche votato, ma è stato anche dimostrato che da solo non è più nessuno. Le elezioni del 2013 hanno visto Forza Italia al 21,5%, mentre quest’anno ha avuto un notevole calo.

Una chiara dimostrazione l’abbiamo avuta grazie alla protesta delle FEMEN: è proprio quella la fine politica che si merita. Sì, Berlusconi è scaduto.

elezioni sud
Femen VS Berlusconi

Purtroppo non possiamo cantare vittoria poiché Forza Italia – al Sud – si è aggiudicata il secondo posto. Proprio non vogliamo imparare che queste persone sono le stesse che farebbero a meno di noi, ma sono anche le stesse che hanno permesso a molti di lucrare sulle nostre vite, sulla nostra salute. Probabilmente tutto questo non è bastato.

Prima gli ignoranti, con Salvini si può

Dulcis in fundo, arriviamo al candidato che oggi ringrazia un’Italia intera per i voti, quando ha sempre pensato di ripudiarne una bella fetta. Il 2013 vedeva la Lega al 4%, oggi la differenza è impressionante: attualmente è il secondo partito con il 18,6%. Questo risultato destabilizza i molti che, a parer mio, si stanno sconvolgendo anche un po’ troppo: l’Italia è razzista, è di destra e vuole una dittatura. Come si può ottenere anche solo il 6% in Campania o circa l’8% in Molise? Grazie non a una buona campagna elettorale, ma alla furbizia di puntare su quella parte degli elettori ignoranti, che credono Salvini uno spiraglio di luce, l’unico ad aver capito come funzionano le cose. Piuttosto, ciò che mi sconvolge è che ad alcuni meridionali la storia non ha insegnato niente. Badate bene, non la storia dei libri e di Garibaldi eroe, ma una storia che ci ha visto depredati di qualsiasi cosa tranne una: la solidarietà e l’accoglienza.

In conclusione, siete ancora convinti che senza il Sud si stia meglio e che non abbia ribaltato completamente il risultato delle elezioni?

Ilaria Cozzolino

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