After Kostja (fonte immagine: ufficio stampa Campania Teatro Festival)

Il 29 giugno, al teatro Sannazaro di Napoli, ha debuttato lo spettacolo After Kostja – Il gabbiano di Checov/ Vent’anni dopo. Un debutto importante, in uno dei teatri gioiello di Napoli e d’Italia, grazie al Campania Teatro Festival e alla fiducia del direttore artistico Ruggero Cappuccio.

fonte immagine: ufficio stampa Campania Teatro Festival

After Kostja

È l’alba della Rivoluzione d’Ottobre. Sono passati vent’anni dalla morte di Kostja, e Nina attraversa la Russia della Rivoluzione per tornare in una vecchia casa sul lago. La casa della sua vecchia antagonista, Arkadina. Attrice come Nina, madre di Kostja, amante di Trigorin – prima che Trigorin scegliesse Nina, più giovane e più bella. Arkadina è sola e ferita, non vuole lasciare la sua casa, non vuole seguire Nina che è lì con l’intenzione di salvarla dall’assalto dei contadini.

Arkadina la incolpa del suicidio di Kostja. Kostja la amava, ma lei non ha mai contraccambiato questo amore. Nina si è innamorata di Trigorin, le ha portato via anche il suo amore. Imperdonabile.

Adesso sono due donne sole, in un mondo che sta cambiando: i bolscevichi, guidati da Lenin e Trockij, insorgono contro il governo provvisorio per formare un governo rivoluzionario.

Le due attrici iniziano un duello, un gioco al massacro: Arkadina vuole ferire Nina, che prova a difendersi e difendere le sue scelte. Non si può decidere chi amare – e lei Trigorin lo amava, anche se era un uomo distante e freddo. Arkadina accusa Nina di essere stata il motivo per cui suo figlio Kostja si è ucciso – ma Nina non ci sta, non è colpa sua, lei non lo amava né lo aveva illuso. Kostja ha costruito un teatro in giardino per te! e ha scritto un racconto che parla di te, Nina: «Sulla riva del lago vive da tutta la vita una giovane ragazza». Il Gabbiano sei tu, Nina, la tua firma alla fine delle lettere che continuavi a scrivere a Kostja, e quanta poca delicatezza quando hai scelto di firmarti con il nome dell’opera del suo autore nemesi.

Ma Kostja aveva già provato a uccidersi, e Arkadina non aveva capito. Ha perso un figlio perché non ha saputo – forse non ha voluto né potuto – vedere la sofferenza. Ha perso un figlio anche Nina, frutto dell’amore con Trigorin. Si è ammalato e le è morto tra le braccia. E lei era da sola. Il padre del bambino non era lì con lei. Due donne sole. Due donne sole, lasciate dallo stesso uomo, lo scrittore, l’uomo pieno di fascino – sì – ma privo di amore. Se non per sé stesso.

fonte immagine: ibs.it

Tutto può accadere in questa notte. Un gabbiano entra in casa, da una finestra, tira via una tenda – una tenda buona – e cade a terra. C’è del sangue. Le donne lo osservano: ha un occhio nero, un’ala spezzata e la gola è stata tagliata. È un avvertimento – dice Nina, che insiste per andare via, lasciare quella casa. Nel racconto su di lei il gabbiano ha un occhio nero, un’ala spezzata, la gola tagliata. Devono andare via.

Si sente la risata di un bambino. Le due donne escono fuori, Nina canta, Arkadina rimane a riflettere. L’epifania: Nina dice ad Arkadina che lei è la sua famiglia. Arkadina dice a Nina che, non sa quando, né come, ma a un certo punto ha smesso di odiarla.

Due donne trafitte dal dolore, due donne che nel momento preciso in cui non solo il loro mondo ma tutto il mondo sta cambiando, riflettono sul senso della vita e del perdono. Il gioco tra le due attrici diventa una confessione reciproca. La Rivoluzione Russa le preoccupa, sono preoccupate per la vita e per il teatro, una spada di Damocle tra arte e sopravvivenza. Cosa succederà?

After Kostja è Il Gabbiano di Anton Čechov 20 anni dopo. Un inedito sequel scritto da Livia Castiglioni, per la regia di Alberto Oliva. Le due attrici in scena sono Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti.

Valentina Cimino

2 Commenti

  1. Interessante ed attenta esposizione. Grazie a nome della compagnia. Richiediamo cortesemente una piccola correzione dei crediti: il regista è Alberto Oliva e non Roberto

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