Remigrazione (Foto di Christian Lue su Unsplash)
Foto di Christian Lue su Unsplash

Esponenti dell’estrema destra tedesca e austriaca parlano apertamente di remigrazione; adesso anche in Italia si sta iniziando a parlarne. A metà maggio si terrà il Remigration Summit a Milano.

Remigrazione, che cos’è

Remigrazione s. f. Eufemismo per ritorno forzato di persone immigrate nel loro Paese d’origine.

vocabolario Treccani

Indica una ideologia di estrema destra. Il termine “remigrazione” è stato utilizzato già dal 2015 dal movimento francese Génération Identitaire; ne parlano apertamente gli esponenti di destra tedeschi e austriaci; questo concetto ha trovato sostenitori anche in politici italiani, esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia. Nel 2023 il concetto di remigrazione fu al centro di un dibattito interno nel principale partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Di questa riunione parlò per primo il sito tedesco di giornalismo investigativo Correctiv: tramite inchiesta portò alla luce l’idea, discussa tra i presenti, di un piano di espulsioni su larga scala di immigrati con permesso di soggiorno, di persone richiedenti asilo, di cittadini tedeschi di origine straniera. A questa operazione venne dato il nome di “remigrazione”.

fonte immagine: pexels.com / Dominik Türk

Il termine remigrazione viene utilizzato già da decenni nelle scienze sociali, e spiega il fenomeno del ritorno volontario di una persona migrante nel suo paese di origine; dagli anni ’90 questa parola è entrata a far parte del gergo dell’estrema destra francese – il Front National; è stata poi adottata da vari movimenti identitari, sempre francesi, nel corso degli ultimi dieci anni, ispirando la nascita del “Movimento per la remigrazione”, che ha come obbiettivo quello di persuadere le persone migranti a far ritorno nel proprio paese d’origine. Eviane Leidig, ricercatrice specializzata in online harms (estremismo e terrorismo, hate speech, misoginia, odio di genere, teorie del complotto), ha spiegato al Guardian che il termine remigrazione è strettamente collegato al complotto della “sostituzione etnica”, un piano secondo cui i bianchi dell’Occidente verranno sostituiti con persone di altre etnie.

In Europa alcuni dei partiti politici più forti e con un’ampia rappresentanza all’interno delle istituzioni stanno lavorando per rendere realtà la remigrazione, attraverso dei piani specifici e dettagliati. Nel settembre del 2024, il governo svedese ha proposto un contributo di 30mila euro da corrispondere a ogni migrante che decidesse di tornare nel proprio paese d’origine. L’obbiettivo è innanzitutto quello di fermare la migrazione verso la Svezia, e laddove questa remigrazione “volontaria” non dovesse avere successo, si insisterà su altri mezzi, come le deportazioni forzate. Il piano svedese è quello che, fino a ora, più ricalca le idee teoriche della remigrazione, idee modellate dall’estrema destra europea, a partire da Martin Seller fino ai politici italiani. Martin Seller è l’estremista austriaco che ha presentato il piano della remigrazione, con l’intenzione di creare le condizioni per cui le persone migranti siano costrette ad andare via attraverso la creazione di norme legislative repressive. L’integrazione quindi viene ostacolata con forza, e contemporaneamente si offre una soluzione (a un problema che è stato strumentalmente creato).

Una remigrazione senza alcuna volontarietà, simile a quella voluta da Giorgia Meloni con i centri in Albania, centri in cui trasferire i richiedenti asilo senza passare dall’Italia. E proprio in questi giorni il governo italiano ha portato avanti un’altra deportazione di migranti in Albania; nelle scorse settimane Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, ha condiviso un articolo de La Verità in cui veniva pronosticato il successo della remigrazione nel 2025.

Remigration Summit

Milano potrebbe ospitare, il 17 maggio 2025, il primo incontro continentale dedicato al concetto politico dell’estrema destra, la remigrazione appunto. Questo evento viene organizzato in maniera riservata; quello che si sa è che i partecipanti potranno acquistare online il biglietto – 25 euro – ma l’esatto luogo di incontro verrà comunicato tra le 48 e le 72 ore precedenti l’appuntamento. Intanto, sulla piattaforma GiveSendGo, è stata avviata una campagna di crowfunding che ha raccolto già quasi 3mila euro. Questo progetto è stato pubblicato da un ragazzino di 18 anni ex militante di Gioventù Nazionale (che, ricordiamo, è l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia), tale Andrea Ballarati, che ha fondato Azione Cultura Tradizione (ACT), associazione identitaria di Como con oltre 4.600 follower sui social. La notizia del summit ha ovviamente e giustamente scatenato forti reazioni sia istituzionali e sociali: il sindaco Beppe Sala sta valutando se il comune può intervenire per bloccare la manifestazione, il PD milanese ha lanciato una raccolta firme per impedire il summit. Il 17 maggio non pare poi una data scelta a caso: è infatti la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

La remigrazione va a radicalizzare ulteriormente le posizioni sul tema dell’immigrazione: se prima c’era l’idea dell’invasione e la necessità, da parte della destra, di fermare i flussi migratori (anche se il decreto legge Minniti Orlando del 2017 è stato fatto sotto un governo che si dichiarava di sinistra), adesso si apre alla possibilità di espellere in massa chi già vive e lavora e studia nei paesi occidentali, e tutto questo per poter avere una “etnia” omogenea. Non è contemplata l’espulsione di persone migranti che non hanno commesso reati e che non rappresentano un pericolo per la pubblica sicurezza. Ma molti sostenitori della remigrazione spingono invece verso l’espulsione della persona straniera in quanto straniera. Punto.

La politica europea sta sdoganando progetti apertamente discriminatori e pratiche eticamente condannabili sulla base del più becero populismo: remigrazione non significa, alla lettera, “migrazione indietro”. Significa “ritorno forzato in patria“.

Valentina Cimino

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