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Risale a qualche mese fa la notizia che la Regione Toscana ha siglato un accordo con il Forum toscano delle Associazioni per i diritti della famiglia, con il quale si impegna a contribuire con 195mila euro alla progettazione e alla realizzazione di azioni e iniziative tra la rete consultoriale del servizio pubblico e la rete di servizio e sostegno multidisciplinare del Forum.

Tanto per cambiare, una plateale sconfitta su tutti i fronti:
– per l’autodeterminazione delle donne, considerata l’idea di famiglia e delle relazioni di genere sostenuta dal Forum;
– per la legge e per la società, dato che ancora una volta la 194 è messa (più o meno esplicitamente) in pericolo e, ancora una volta, i servizi relativi al diritto alla salute, che l’ente pubblico dovrebbe garantire per tutte e tutti, sono delegati ad un ente privato;
– per la laicità (che tanto ci piace, ma solo quando non parliamo di Chiesa cattolica) e per la scienza, visto che il Forum toscano delle Associazioni per i diritti della famiglia ha un’ideologia dichiaratamente fondamentalista cattolica.

Nonostante l’opposizione di Sì Toscana a sinistra e la mobilitazione dei collettivi Non Una di Meno toscani, per il momento l’accordo rimane. Perché la cosa ci preoccupa tanto?

La destra e l’associazionismo cattolico

Come abbiamo già detto, il femminismo è una condicio sine qua non della sinistra. Un accordo simile in seno a un’amministrazione regionale è solo l’ultima ruota del grande carro della destra (ultra-conservatrice e che-strizza-l’occhio-al-fascismo) che sta inesorabilmente schiacciando l’Europa.

Abbiamo già parlato di CasaPound, della Russia, del Vaticano e di tutti quegli attori che hanno finanziato (politicamente ed economicamente) la realizzazione del World Congress of Families, la cui eredità ideologica è rappresentata appunto dal Forum toscano.

Tuttavia se ancora non è sufficiente perché tutti coloro che sostengono di lottare per la libertà e la democrazia facciano fronte comune, vediamo più nel dettaglio perché l’ideologia di queste associazioni dovrebbe farci paura.

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Il Manifesto della Fafce per le elezioni europee [credits: il sito della campagna Vote For Family 2019]

Fortezza Europa e famiglia

In vista delle elezioni europee che si terranno tra un paio di settimane, Fafce (la Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche) ha pubblicato un Manifesto dal titolo Stronger Families for a flourishing Society accompagnato dall’hashtag #VoteForFamilies.

Verso un patto europeo per la natalità

Il primo punto fa da subito riferimento, in perfetto stile securitario, alla “silenziosa emergenza” rappresentata dal cosiddetto “inverno demografico”.

La vera emergenza dell’Europa, come del resto del mondo, è il rapido e inesorabile deterioramento dell’equilibrio ambientale del nostro pianeta. È assurdo considerare la “crisi demografica” europea senza tenere conto del sistema in cui ci troviamo, un sistema globalizzato di sfruttamento capitalistico.

Fare più figli non ci aiuterà a salvare il pianeta, ancora meno ci aiuterà a risolvere il problema di un’equa distribuzione delle risorse.

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Le proteste del movimento Extinction Rebellion, 2019. [credits: Common Dreams]

Applicare il ‘family mainstreaming’ e promuovere le voci delle famiglie

I successivi punti del Manifesto fanno riferimento a un altro concetto fondamentale per l’integralismo cattolico: la famiglia come unità di base della società.

Per questo tipo di associazionismo cattolico il Soggetto non è, come per il capitalismo, l’individuo, né la comunità dei credenti, come nella teoria politica islamica, ancor meno la società nel suo insieme, come nel socialismo. Non si parla mai di società in crisi, ma di “famiglia in crisi”.

La società, concettualizata come un entità estranea e in qualche modo minacciosa, serve proprio per rafforzare l’idea che l’unico rifugio possibile per l’individuo sia la sicurezza del ‘dolce nido’. E dunque fondamentale che lo Stato si faccia da parte per garantire la “sussidiarietà“, in altre parole l’autosufficienza educativa e culturale dei singoli nuclei familiari (se fossi un’antropologa venuta dallo spazio non avrei dubbi a definire primitiva una società così ordinata).

La famiglia-fortezza è dunque il Soggetto delle politiche espresse dal Manifesto, mentre la società è l’Altro da cui è necessario difendersi.

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L’idea di famiglia della Fafce [credits: Homepage Fafce]

Basta guardare il sito della Fafce per rendersi conto di quali sono le linee sulle quali si opera questa divisione tra Soggetto e Altro. La famiglia cattolica è: europea, bianca, borghese, eterosessuale (cioè rappresenta la classe dominante la cui sopravvivenza è garantita dallo sfruttamento di una maggioranza non europea, non bianca, proletaria subordinata).

Il lavoro nobilita l’Uomo (e la sua famiglia)

I punti 4 e 5 del Manifesto fanno riferimento all’economia e alla necessità di “un lavoro dignitoso per ogni famiglia“, una frase il cui significato può essere soggetto a varie interpretazioni (garantiamo un lavoro a ogni membro della famiglia o basta che un solo membro lavori per tutta la famiglia?).

La risposta la troviamo più avanti: “Riconoscere il valore del lavoro casalingo e del volontariato, come fondamentali contributi di coesione sociale“. L’inevitabile sottotesto è l’arcinota divisione sessuale del lavoro all’interno della famiglia: da una parte il lavoro produttivo, quello del “Padre”, e dall’altra quello riproduttivo, quello della “Madre”.

Equilibrio tra vita familiare e impegno professionale

Il senso di questo punto lo ritroviamo nell’ultima frase: “La domenica come giorno di riposo settimanale per tutti“.

In un mondo dove gli impiegati di Amazon non hanno diritto ad andare in bagno durante l’orario di lavoro, mi domando che tipo di lotte gli autori del Manifesto abbiano in mente per convincere le grandi multinazionali a garantire il rispetto del giorno del Signore (o forse semplicemente il “tutti” non include i lavoratori sfruttati, sottopagati, immigrati eccetera).

Sciopero dei lavoratori Amazon [credits: Panorama]

Il resto del documento tratta, come si può immaginare, più nello specifico dell’istituzione matrimoniale e delle politiche riproduttive.

Stato e ideologia

L’ideologia sostenuta dal Forum delle associazioni delle famiglie è un’ideologia che
– sostiene idee retrograde, pseudo-scientifiche e prive di contatto con la realtà;
– diffonde “panico morale” inventandosi un nemico che non c’è per giustificare politiche emergenziali;
– si batte per i diritti di una minoranza, e non per i diritti di tutti;
– ci vuole isolati e dispersi, interessati al nostro piccolo orto e non al benessere di tutta la società:
– fa gli interessi del capitale e non dei lavoratori;
– è in contrasto con l’uguaglianza di genere.

La destra fondamentalista cattolica non è un pericolo solo per le donne o per le famiglie non tradizionali, ma per tutta la società, soprattutto per una società che si definisce progressista e liberale.

Per questo riteniamo di fondamentale importanza continuare a difendere il diritto alla salute e all’autodeterminazione di tutte e di tutti, attraverso il lavoro dei consultori pubblici, e che l’attore statale rimanga il principale promotore di questi diritti, senza delegare parte dei servizi che gli competono a privati la cui ideologia è in contrasto con la laicità dello Stato.

Claudia Tatangelo

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