SALERNO – È ormai da lunedì 12 ottobre che va avanti la protesta da parte dei dipendenti dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale) i quali, come predetto il 6 ottobre, hanno occupato la sede principale situata in via Nizza, sostenuti dai segretari generali dei sindacati, quali CGIL, CISL e UIL.
La protesta è nata in seguito al mancato riconoscimento del fondo di 3,5 milioni pattuiti nell’agosto scorso con l’ex manager dell’azienda, Antonio Squillante, denaro che sarebbe stato utilizzato per estinguere gli enormi ritardi nel pagamento dei salari e la preoccupante perdita di occupazione.
Lo stato di agitazione e l’appello alle istituzioni da parte dei lavoratori, hanno spinto il sub commissario ad acta, Ettore Cinque, e il commissario dell’ASL di Salerno, Antonio Postiglione, a presentare la richiesta di una riunione per decidere sul da farsi. La suddetta si è svolta venerdì 16 nella sede della struttura commissariale al centro direzionale di Napoli, Isola C3. Dopo oltre quattro ore di discussione si è giunti ad indire lunedì mattina un’assemblea pubblica straordinaria, la quale si terrà nella sede principale dell’ASL stessa. All’incontro i rappresentati sindacali hanno persino “invitato” il governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Salerno, Enzo Napoli.
Quale futuro per la sanità della provincia di Salerno e della Campania tra desertificazione e privatizzazione?
Questo il titolo della riunione che si terrà il 19 Ottobre, a partire dalle 10:30.

Come afferma il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, “decine di crisi aziendali nella sanità privata salernitana non solo penalizza i dipendenti, ma provoca anche un vero e proprio ridimensionamento dell’offerta sanitaria che penalizza i cittadini salernitani nell’usufruire di un servizio primario e di un diritto costituzionale: quello alla salute.”
Maria Iemmino Pellegrino
















































