Neuralink, Elon Musk effettua il primo impianto in un essere umano
Fonte: Steve Jurvetson, Flickr.com (https://www.flickr.com/photos/jurvetson/52536395456)

Il 29 gennaio 2024, Elon Musk afferma su X che “il primo impianto di Neuralink in un essere umano è stato effettuato e il paziente si sta riprendendo bene“.

È l’ennesimo investimento dell’ultramiliardario, già padrone di due delle più importanti aziende a livello mondiale: la casa automobilistica Tesla e l’azienda di razzi Space X.

Neuralink è un’azienda specializzata in neurotecnologie che mira a produrre dispositivi in grado di curare gravi malattie cerebrali nel breve termine.

Telepathy, che cos’è e come funziona il chip impiantato

Il dispositivo impiantato dall’azienda di Elon Musk è stato chiamato Telepathy e “permette il controllo del tuo smartphone e del tuo pc e, attraverso questi quasi ogni altro device, con l’utilizzo del solo pensiero” così afferma lui. L’obiettivo di Musk è testare il dispositivo in numerose patologie neurologiche e, come primo gruppo, ha scelto “chi ha perso l’uso degli arti“.

Secondo la brochure dello studio, il chip contiene 64 fili polimerici che forniscono 1024 siti per misurare l’attività cerebrale: il controllo dell’attività neuronale avviene su singoli neuroni. Inoltre, una novità rispetto ai vecchi dispositivi riguarda il fatto che il chip sia completamente wireless, mentre i dispositivi utilizzati precedentemente dovevano restare fisicamente collegati a un computer attraverso una porta del cranio aumentando il rischio di infezioni.

Le controversie della sperimentazione

A maggio l’azienda ha ricevuto il via libera dalla Food and Drug Administration (FDA), ossia l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Questo dopo una controversa sperimentazione animale, che è stata oggetto di numerose critiche, tra cui il servizio di inchiesta di Wired.

Le modalità di sperimentazione sul gruppo di scimmie scelte per testare l’efficacia dei chip avvenivano inizialmente nell’UC Davis, un’università pubblica in California, e sono state accusate di violare l’Animal Welfare Act, una legge che tutela i diritti degli animali in varie situazioni, tra cui la sperimentazione scientifica.

Fonte: Pixabay.com

L’istituzione è stata accusata di aver nascosto foto, video ed email di monitoraggio della condizione delle scimmie durante la sperimentazione tra il 2018 e il 2020, tanto che nell’ottobre del 2022 il Comitato dei Medici ha citato in giudizio l’UC Davis tentando di ottenere il materiale nascosto.

Attualmente non si hanno dati sufficienti sull’identità del paziente a cui è stato impiantato il primo chip Telepathy e Neuralink non ha ancora fornito dati adeguati sull’obiettivo del suo studio e non ha risposto alla richiesta di intervista di Nature.

Inoltre, il protocollo di sperimentazione non appare su Clinicaltrials.gov, un registro online di studi clinici, e il metodo di reclutamento dei soggetti su cui testare il chip non sembra adeguato alla comunità scientifica siccome avviene attraverso l’immissione in circolo dell’opuscolo dello studio.

Le preoccupazioni della comunità scientifica

Ora che le sperimentazioni sui volontari sono iniziate, gli esperti si aspettano sicurezza da questo studio; anche perché, come è scritto nella brochure dello studio, i primi risultati si otterranno dopo circa 5 anni dall’impianto.

Le preoccupazioni riguardano tanto gli effetti collaterali immediati (“ictus, emorragia, danno vascolare” come afferma Tim Denison, neuroingegnere dell’Università di Oxford) quanto quelli a lungo termine. Altri dubbi riguardano la sostituzione dell’impianto in caso di un suo eventuale peggioramento nel tempo, cosa comune nei dispositivi esistenti.

L’investimento di Musk potrebbe quindi rappresentare un grande traguardo per l’innovazione scientifica, ma è importante che non venga bypassato il principio cardine della scoperta scientifica: la condivisione dei metodi, dati e risultati con altri membri della comunità per la tutela dei volontari e della salute di tutti.

Miriana Di Gloria

Studio biologia, per questo credo fermamente nella scienza come motore innovativo. Ho a cuore tematiche ambientali, sanitarie ed egualitarie più di qualsiasi altra cosa, per questo motivo credo nella collettivizzazione della scienza. Nel mio piccolo, cerco di affermarlo combattendo la disinformazione scientifica.

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