Olimpiadi Milano Cortina

Dopo lo straordinario successo per ospitarle, adesso tocca lavorare bene per arrivarci: Milano-Cortina è l’occasione giusta per dimostrare che in Italia siamo in grado di gestire eventi di questa portata.

Italia batte Svezia. Un anno e mezzo dopo la doppia sfida per il Mondiale, i due paesi si sono affrontati nuovamente in uno spareggio, anche se stavolta non direttamente sul terreno di gioco. E fortunatamente per il nostro Paese, abbiamo vinto: Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi invernali nel 2026. Non è stato un testa a testa: il tandem italiano ha trionfato con 47 voti a favore, contro i 34 di Stoccolma-Aare. Una vittoria importante che riporterà una manifestazione sportiva di livello internazionale al di qua delle Alpi a vent’anni da Torino 2006 e che dà l’idea di un paese che, quando riesce a non disunirsi, risulta credibile. Non a caso we dream together è stato lo slogan che ha accompagnato il percorso di candidatura di questi mesi. Uniti si sogna e a quanto pare si vince. Simbolo di questa compattezza è la foto che ritrae Giuseppe Sala, sindaco di Milano, e Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, abbracciati alla fine del loro intervento a Losanna. Due esponenti di spicco di Partito Democratico e Lega, due partiti diversi, opposti e concorrenti che hanno trovato un terreno comune su cui lavorare bene. Anche il capo politico e ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, che in passato si era espresso in modo negativo sull’argomento, ha voluto congratularsi per il successo della delegazione italiana: “[…]L’Italia saprà dare il meglio di sé e saprà vincere come fa ogni volta che gioca da squadra”. Ed è importante che il sostegno arrivi da tutti gli attori principali della politica italiana, perché l’assegnazione delle Olimpiadi è un successo per tutti. 

LA DELEGAZIONE – Per convincere i delegati del CIO della bontà della proposta tricolore è stata schierata una squadra composta da alti rappresentati dello Stato. Oltre ai citati Zaia e Sala, erano presenti naturalmente anche il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Assieme a loro sono intervenuti il presidente del CONI Giovanni Malagò,il Premier Giuseppe Conte e il suo sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha voluto contribuire con il suo intervento, pur non essendo presente fisicamente, con un videomessaggio. Naturalmente, non potevano mancare i personaggi illustri dello sport italiano, partendo dal presidente del Milan e l’amministratore delegato corporate dell’Inter, Paolo ScarioniAlessandro Antonello, arrivando fino a leggende come Marcello LippiAldo MontanoAntonio RossiGiuseppe Abbagnale. Ma sono le atlete azzurre le protagoniste assolute della presentazione: Sofia GoggiaMichela Moioli si sono date appuntamento per gareggiare una contro l’altra ma assieme per il tricolore, Arianna Fontana ha parlato della calorosa accoglienza degli italiani e, infine, la 17enne promessa dello short track Elisa Confortola ha chiesto agli ottantadue votanti di realizzare il sogno azzurro delle Olimpiadi.

IL PROGETTO – Al di là delle parole, che hanno sicuramente aiutato, a far propendere il CIO per l’Italia è stata la credibilità del progetto, in tutte le sue forme. Per prima cosa, l’entusiasmo delle persone, come ha spiegato il presidente Thomas Bach: l’80% degli italiani era favorevole, a dispetto del 55% degli svedesi. La freddezza degli scandinavi ha influenzato anche politica e istituzioni locali, infatti la città di Stoccolma non avrebbe finanziato in nessun modo l’organizzazione; questo è un altro punto su cui l’Italia ha fatto centro, infatti, dei 1.3 miliardi complessivi stimati per la gestione, 400 milioni arriveranno dalle casse di comuni e regioni (gli altri 900 dal CIO). A questi andranno poi aggiunti i 340 milioni per le infrastrutture e i collegamenti.

Olimpiadi Milano Cortina

I giochi verranno tenuti in 14 sedi suddivise in 4 cluster principali: MilanoValtellinaCortinaVal di Fiemme. Di queste, solo due impianti necessitano di un’infrastruttura completamente nuova, le altre o sono già pronte o devono essere ristrutturate in maniera permanente o temporanea. Quelli che hanno bisogno degli interventi più significativi sono: Villaggio Olimpico di Milano (nuovo); Pala Italia Santa Giulia, che ospiterà il torneo maschile di hockey su ghiaccio (nuovo); Stadio Hockey Milano, che ospiterà il torneo femminile di hockey su ghiaccio (esistente con lavori permanenti necessari); Sliding Centre ’EugenioMonti’ a Cortina, che ospiterà le gare di Bob, Skeleton e Slittino (esistente con lavori permanenti necessari); Pista di pattinaggio su ghiaccio Pinè che ospiterà il pattinaggio di velocità (esistente con lavori permanenti necessari); Villaggi Olimpici di Livigno e Cortina (temporanei, con una componente permanente a Livigno). 

Oltre a questi avremo lo Stadio San Sirol’Arena di Verona che ospiteranno le cerimonie di apertura e chiusura. 

TORINO 2006 – In questi anni l’argomento Olimpiadi ha tenuto molto banco in Italia, soprattutto per la candidatura di Roma per quelle del 2024, a cui alla fine arrivò un ‘no’ da parte della nuova amministrazione Raggi. La ‘questione giochi olimpici’ però non riguarda solo noi, ma tutti. Essere scelti per ospitare un evento così importante è sicuramente un onore, ma una volta terminata la manifestazione ciò che resta sono i debiti: è il problema delle Olimpiadi moderne. Dal 1948 nessuna città che le ha ospitate ha avuto un profitto importante, tranne due: Los Angeles 1984 e Barcellona 1992. Questo ha portato molte città, negli ultimi anni, a ritirare le proprie candidature; è successo a Boston, Toronto, Oslo e infine Roma. Costi sempre più insormontabili che lievitano e non permettono alle amministrazioni comunali di estinguere il debito. La nostra capitale deve ancora finire di pagare quelle del 1960, per esempio. Questo ha contribuito a creare scetticismo attorno a questa tipologia di eventi ed è in un clima di questo tipo che siamo giunti alla scelta di Milano e Cortina. Va detto, comunque, che i costi delle Olimpiadi invernali sono nettamente inferiori rispetto a quelle estive, che hanno un fascino, una storia ed un significato molto più radicato e globale.

Quando Milano e Cortina alzeranno i sipari, saranno trascorsi vent’anni dall’ultima edizione di giochi olimpici che abbiamo ospitato in Italia, quelli di Torino 2006. Un successo straordinario in termini di visibilità, turismo e accelerazione di un processo di cambiamento che ha permesso di perdere l’identità di città cupa e industriale. Oggi il capoluogo piemontese vive anche attraverso la propria cultura, l’arte e, per l’appunto, lo sport. Nel 2015 le è stato conferito il riconoscimento di capitale europea dello sport, ha ospitato nel luglio 2016 il torneo preolimpico di basket e dal 2021 al 2025 ospiterà le ATP Finals.

Non ci sono stati soltanto benefici, ecco il motivo per cui la sindaca Appendino ha ritirato la sua città da quello che doveva essere un trio Torino-Milano-Cortina perché se c’è qualcosa in cui l’Italia è sempre campione del mondo, sono gli sprechi. Molte delle strutture costruite per quella occasione oggi giacciono in stato di abbandono totale o parziale, come il villaggio olimpico (costato 145 milioni) o la pista di Cesana (costata 140 milioni) o i trampolini di Pragelato, oggi transennati e pericolanti, costati all’epoca 37 milioni e la cui manutenzione annuale è stimata attorno al milione.

Questo è l’insegnamento che le Olimpiadi di Milano-Cortina dovranno trarre da Torino: evitare di gettare soldi dalla finestra e lasciare strutture fatiscenti ai posteri. Il dossier presentato fa ben sperare, ma i risultati di un’Olimpiade, positivi o negativi che siano, si calcolano a partire dai dieci anni successivi, perché è lì che si comprende se vi è stata un’amministrazione e una progettualità lungimirante. I dati della Bocconi e de La Sapienza di Roma non lascerebbero dubbi: giro d’affari di 4,5 miliardi, 2,8 dei quali a beneficio della Lombardia, un indotto di 1,5 miliardi e 22mila posti di lavoro. Se c’è una città che può affrontare una sfida importante come quella delle Olimpiadi, quella è Milano. Lo ha dimostrato in questi anni di costante crescita, lo ha dimostrato con l’Expo e con la candidatura per ospitare la sede EMA (andata poi ad Amsterdam).


Michele Di Mauro

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