Nausicaä della Valle del Vento fonte immagine: leganerd.com

Pur non essendo ufficialmente un film dello Studio Ghibli, che all’epoca non era stato ancora fondato, Nausicaä della Valle del Vento ne rappresenta idealmente la nascita, offrendo fin da subito la figura di un personaggio femminile forte, intraprendente e indipendente, nonché una visione ecologista di preservazione del territorio e delle comunità.

Prima dello Studio Ghibli

fonte immagine: cinemodium.com

Nausicaä della Valle del Vento nasce come manga: pubblicato a intermittenza tra il 1982 e il 1994  sul mensile Animage della Tokuma Shoten, il manga prese avvio dalla proposta che la casa editrice giapponese fece a Miyazaki: Toshio Suzuki (che diventerà produttore dello Studio Ghibli) e Osamu Kameyama incoraggiarono Miyazaki a presentare le sue idee per dei progetti di animazione alla Tokuma Shoten. L’azienda gli propose di dare forma alle sue idee sotto forma cartacea. Miyazaki accettò e iniziò quindi a disegnare il manga, avendo come idea principale quella di raccontare la storia di una ragazza che ha sulle sue spalle la sorte di un popolo. Ma nel tempo Nausicaä è diventato il racconto del grido disperato per come l’uomo sta sfruttando la Terra. Distruggendola.

L’animatore e regista giapponese iniziò a lavorare alla pellicola nel 1983 in collaborazione con  Isao Takahata, il produttore con cui circa un anno dopo fondò lo Studio Ghibli. Per la produzione del film di animazione di Nausicaä della Valle del Vento gli autori si affidarono allo studio di animazione Tokuma Shoten e alla Toei Animation; inoltre il compositore Joe Hisaishi iniziò a lavorare con Miyazaki occupandosi della colonna sonora del film, avviando così una collaborazione che è durata negli anni. Tutto il film poteva basarsi solo sui 16 capitoli usciti fino a quel momento, e il budget per la sua realizzazione era di 1 milione di dollari. Nonostante qualche iniziale intoppo riuscirono a portare a termine il lavoro e l’11 marzo del 1984 uscì nelle sale un film destinato ad avere un enorme successo. E sarà proprio questo successo che permetterà al Maestro Miyazaki di fondare il suo studio di animazione, lo Studio Ghibli, e Nausicaä è l’opera che ha gettato le fondamenta del suo pensiero e della sua poetica.

La storia di Nausicaä della Valle del Vento

fonte immagine: anime.everyeye.it

Nausicaä della Valle del vento (風の谷のナウシカ, Kaze no tani no Naushika) racconta la storia del mondo mille anni dopo un cataclisma che ne ha sconvolto gli equilibri. La sinossi del film: « Sono passati mille anni dai sette giorni del fuoco, una spaventosa guerra termonucleare che ha annientato la civiltà umana e buona parte dell’ecosistema terrestre originale. Il Mare della Rovina si è espanso drammaticamente, occupando i regni degli uomini e invadendo la Terra con i suoi insetti giganti e le sue spore velenose. I pochi esseri umani superstiti vivono in due grandi regni, Tolmechia e Pejite.». Nausicaä è la giovane e coraggiosa principessa della Valle del Vento, un bosco che continua a prosperare grazie a uno zefiro speciale che preserva la bellezza e la fertilità del luogo. La principessa sa cavalcare il vento volando come un uccello e sa comunicare con gli Ohm, i giganteschi insetti guardiani della foresta. E mentre lei cerca di studiare e capire come preservare tutte le diversità di questo mondo post apocalittico, il piccolo villaggio degli abitanti della Valle viene coinvolto nello scontro tra i due grandi regni di Pejite e Tolmechia che combattono per assicurarsi la supremazia ed eliminare la minaccia del Mondo Marcio. E se il mondo è dominato da un’umanità spaventata e arrogante, Nausicaä si distingue per il suo rapporto empatico con la Natura, e proprio per questa sua capacità di “sentire” il dolore della terra e la paura di chi la abita la salvezza del Mondo è nelle sue mani: lei riuscirà a compiere la profezia e a unire uomo e natura.

fonte immagine: criticaleye.it

Nausicaä è il prototipo dell’eroina del mondo di Miyazaki, è il modello per tutte le future beniamine protagoniste dei film dello Studio Ghibli: donne forti, coraggiose, attaccate alla vita e capaci di farsi valere in ogni situazione, donne che sradicano i pregiudizi. Ogni missione viene vissuta non solo come missione per arrivare al bene ma anche come crescita personale per migliorare sé stesse. La principessa Nausicaä è altruista, pacifista e ama la natura, ma è anche profondamente umana e compirà degli errori – dettati dall’odio, odio che lei tenta di rifuggire in ogni modo – a cui però saprà rimediare.

Il personaggio di Nausicaä è stato ispirato da due eroine della letteratura: la prima è la principessa dei Feaci cantata nell’Odissea da Omero, la seconda è La principessa che amava gli insetti protagonista dell’omonimo racconto della cultura giapponese. Questa prima produzione miyazakiana pone al centro la figura femminile: non soltanto la protagonista da cui prende nome il film, ma anche altre donne come la Veneranda Anziana, capace di predire il futuro e di interpretare il volere della Natura, o la Regina Kshana leader di un esercito e combattiva, o ancora la Madre Regina di Pejite che libera Nausicaä per permetterle di difendere il suo villaggio, e ancora tutte le abitanti del Valle del Vento che si dimostrano sempre piene di risorse. Mentre gli uomini nella storia ricoprono un ruolo marginale o solo di supporto, poiché non considerati abbastanza capaci da comandare e provare a salvare il Mondo.

nausicaa della valle del vento
fonte immagine: movieforkids.bestmovie.it

Come in altre sue produzioni – come per esempio la Principessa Mononoke – in Nausicaä della Valle del Vento Miyazaki ha descritto il difficile rapporto tra umanità e natura, che hanno smesso di vivere in armonia poiché la natura è stata devastata dagli esseri umani ormai incapaci di ascoltare la voce del prossimo. Ma il Maestro lancia un messaggio di speranza, la speranza che la convivenza tra umanità e natura sia ancora possibile; e dove gli uomini hanno fallito ecco che arrivano le donne e il loro spirito. E sarà Nausicaä a far capire ai suoi simili che non bisogna aver paura di ciò che non si conosce e che l’unica via perseguibile è la tolleranza.

A distanza di 37 anni questo film riesce ancora a emozionare e induce a numerose riflessioni sull’ecologia, sull’antimilitarismo e sulla necessità di pensare a un mondo nuovo per la speranza di un futuro migliore.

Valentina Cimino

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