Asilo Filangieri luogo di cultura: una vittoria di Napoli

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Ex Asilo Filangieri
Ex Asilo Filangieri

L’amministrazione comunale napoletana fa un passo in avanti, legittima quel tempio senza spazio e senza tempo che è l’ex Asilo Filangieri.

Dal 2012 la struttura è gestita da un gruppo di attivisti, che hanno progressivamente trasformato quel luogo fisico in un polo culturale e sociale attraverso un impegno collettivo lento e costante, nonostante le difficoltà del caso, essendo stato, il luogo, spesso vittima di irruzioni o furti.

<<Abbiamo imparato l’arte e la tecnica del diritto e l’abbiamo messa al servizio di uno scopo sociale e collettivo – spiegano gli attivisti dell’Asilo – Abbiamo imparato quotidianamente dalla prassi, ovverosia dalla cura e dalla gestione quotidiana dell’Asilo, che oggi risplende per i mezzi di produzione ad uso collettivo di cui l’abbiamo dotato, per le sue risorse, per la sua bellezza. Nel tempo abbiamo imparato ad essere una comunità aperta e solidale in cui ognuno è ben accetto>>.

L’Amministrazione, su proposta degli assessori alla Cultura Nino Daniele, al Patrimonio Alessandro Fucito e alle Politiche urbane, beni comuni e democrazia partecipativa Carmine Piscopo, ha approvato la delibera che riconosce e inserisce gli spazi dell’ex Asilo Filangieri, da oggi denominato L’Asilo, nei luoghi della cultura destinati alla fruizione collettiva e all’iniziativa civica.

Uno spazio  di aggregazione necessario in una città dove dilagano il qualunquismo e l’illegalità, dove a 27 anni si muore per strada, da innocenti, colpiti da un proiettile vagante.  Non la pensa però così il  leader dell’opposizione in consiglio comunale e avversario alle prossime elezioni comunali Gianni Lettieri, che sulla sua pagina facebook scrive che “La delibera che sana l’occupazione abusiva dell’ex asilo Filangieri da parte di un collettivo rappresenta la pagina più penosa dell’amministrazione comunale di Napoli. E’ il trionfo dell’illegalità. La tutela della prepotenza. L’oltraggio più grande alla tutela dei beni comuni della nostra città”.

Dall’Asilo ribattono: <<Questa delibera è un passo in avanti verso il riconoscimento del lavoro quotidiano di tutte le comunità del territorio napoletano e non. Riteniamo essenziale l’obiettivo di ridare vita a spazi vuoti, abbandonati, o oggetto di spartizione clientelare, e renderli spazi di produzione, sperimentazione, crescita, incontri>> ed aggiungono: <<Crediamo che la crisi apparentemente irreversibile delle democrazie contemporanee possa essere arrestata soltanto riprendendosi direttamente il potere di scegliere e di decidere sulla gestione delle risorse comuni e dei territori; proprio il potere di decisione collettiva, sia pure tramite il meccanismo della democrazia rappresentativa, è stato progressivamente snaturato da governi più attenti ai mercati e al capitale finanziario che a chi lavora e produce. Per imparare di nuovo a decidere assieme bisogna ripartire da ciò che ci è vicino: i corpi, gli spazi, l’agire comune, il mutuo soccorso, la solidarietà>>

Gli attivisti concludono dunque: <<Prevedibilmente, siamo e saremo oggetto di attacchi violenti. Una pletora di politicanti aspira a rimettere le mani sullo spazio e riconsegnarlo agli amici degli amici con metodi mafiosi e clientelari.  Per questo, il nostro obiettivo è rafforzare il processo di autogestione dello spazio, essere sempre più inclusivi, combattere esclusione sociale, marginalità e guerra tra poveri, lottare per ridare dignità al lavoro. In questi quattro anni circa di autogoverno l’Asilo è diventato un luogo che appartiene alla città di Napoli: lotteremo affinché resti uno spazio aperto e non un terreno di spartizione clientelare, di nuove chiusure, di pochi. L’Asilo è vivo, viva L’Asilo>>.

Maria Bianca Russo

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