
Rape Academy: una rete globale dove uomini si scambiano istruzioni (e video) su come drogare e abusare le loro partner.
L’inchiesta della CNN
Rape Academy. Accademia dello stupro.
Una inchiesta della CNN ha portato alla luce l’ennesimo caso in cui uomini postano online foto e video di donne drogate, sedate, abusate. La CNN ha mostrato come questi gruppi funzionino facendo da eco, e che il contenuto più estremo diventa il contenuto più “premiato”.
Dirette streaming in cui venivano mostrate le violenze sulle donne, vittime di uomini conosciuti – mariti, conviventi, fidanzati, padri – che prima le drogavano e poi le stupravano. Il prezzo? 20 dollari a spettatore.
Con il tag #eyechec gli aggressori si filmano mentre sollevano le palpebre delle vittime; questo serve a dimostrare che la donna è totalmente inerte.
Nelle chat si scambiano consigli su quali farmaci usare, bisogna che siano inodore e insapore, e su dove acquistare farmaci in totale libertà.
Le vittime? Sono mogli, compagne, fidanzate, sorelle, figlie. Ritratte nude o seminude, spesso con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Riprese mentre, svenute, vengono ripetutamente violentate.
Motherless
Motherless è il sito oggetto dell’inchiesta della CNN. Questo sito genera ogni mese un traffico enorme: 62 MILIONI di visite.
Questo sito non è un sito nascosto nel darkweb; è una cosa che chiunque può facilmente trovare. Oltre al sito ci sono un forum e una chat Telegram, tutto assolutamente anonimo, in cui gli utenti possono scambiare consigli su quali tecniche siano più corrette per stuprare una donna.
Chi frequenta Motherless pare avere un unico obbiettivo: stuprare una donna incosciente. Incosciente perché precedentemente drogata.
Come per Gisèle Pelicot, ci troviamo di fronte non a sconosciuti – non che fosse meno grave – ma davanti a uomini che le vittime spesso conoscono bene perché li hanno sposati.
L’archivio è vastissimo: dai video tutorial che spiegano come verificare lo stato di incoscienza della propria partner prima di abusarne, fino agli scambi tra chi è mentore e chi segue su quali farmaci siano più adatti allo scopo; dagli utenti che vendono i “kit stupro” agli utenti che postano online i video delle violenze sessuali.
Nei forum e nelle chat si trovano anche le paure di questi uomini; nessun timore morale o legale, sia mai un sussulto di civiltà: hanno paura di essere scoperti dalla compagna, che lei si svegli durante l’atto, che possa morire per una dose troppo alta di farmaci.
La CNN e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) confermano un dato inquietante: i dati su questi abusi sono scarsi.
A livello globale questo fenomeno è sottostimato: molte donne non denunciano perché, banalmente, non sanno di essere state stuprate.
Gli uomini di questi gruppi operano protetti dall’anonimato di internet. Queste comunità online di uomini sono costruite su una perversa solidarietà che va a normalizzare episodi di violenza brutale.
Una rete enorme di stupratori e pedofili. Una rete enorme che insegna come diventare un bravo stupratore o un predatore sessuale.
Harrassment as Infrastructure
L’8 aprile 2026 l’organizzazione europea indipendente no-profit AI Forensics ha pubblicato il report “Harrassment Of Infrastructure” dove viene mostrato come Telegram viene utilizzato come canale dove inviare e ricevere contenuti sessuali non consensuali di donne, e spesso anche bambine e bambini. Il report riguarda Spagna e Italia.
La ricerca di AI Forensics è significativa perché documenta come questi abusi vengono organizzati, messi in rete e monetizzati su Telegram, sia dagli utenti, sia attraverso servizi come l’accesso ai canali a pagamento, l’utilizzo delle funzionalità premium di Telegram per creare contenuti offensivi, e l’inserimento di bot che diffondono immagini di nudo all’interno dei gruppi.
Il CEO di Telegram Pavel Durov dopo la pubblicazione del report non ha offerto alcuna disponibilità a collaborare per cercare di mitigare i danni, ma anzi ha accusato l’Unione Europea di utilizzare ONG e organi di stampa per cercare di giustificare un aumento della sorveglianza e della censura (!!!), attaccando direttamente sia la Commissione Europea che AI Forensics. Altri personaggi hanno difeso la posizione di Durov – tra cui Elon Musk, che ha ribadito la propria ostilità nei confronti delle istituzioni europee e del Digital Services Act (DSA).
La risposta di Durov è una scelta di opposizione alle norme, e illustra un modello molto più ampio di attacchi frequenti e ripetuti da parte di grandi aziende tecnologiche contro le organizzazioni indipendenti della società civile, e contro ricercatrici e ricercatori che operano nel campo dei diritti civili.
Le prove degli abusi non sono più in discussione.
AI Forensics ha documentato ciò che survivors e organizzazioni denunciano da anni: Telegram ospita e facilita reti di abusi di genere su vasta scala, in aperta violazione non solo del diritto dell’UE e del Digital Services Act, ma anche in violazione dell’AI Act, della Direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, e della Direttiva 2011/93/UE sulla lotta contro gli abusi sessuali, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia infantile.
Comunità di queste dimensioni non possono essere trattate come “gruppi privati” esenti da controllo. La questione adesso riguarda le istituzioni della UE, se cioè sono disposte a usare il loro potere per fermare questo ennesimo orrore, anziché nascondersi dietro lo status di non-VLOP per sottrarsi alle proprie responsabilità.
Gli uomini hanno creato legami che servono, banalmente – ma banale non è – a soddisfare e rafforzare i loro bisogni narcisistici.
L’estremo controllo sul corpo delle donne.
NOT ALL MEN BUT ALWAYS A MAN.
Valentina Cimino
Riceviamo dall’ufficio stampa di Telegram la seguente precisazione, che integriamo nell’articolo:
“L’articolo afferma che il signor Durov non ha offerto alcuna collaborazione per mitigare i danni. Questo omette un contesto importante. La pornografia non consensuale, inclusa quella deepfake, è esplicitamente vietata su Telegram e viene rimossa ogni volta che viene individuata. Telegram rispetta la normativa dell’UE e tutti gli obblighi previsti dal Digital Services Act.“
















































Sempre.