L’abitudine di mentire è una raccolta di racconti recentemente pubblicata per Ossorosso edizioni a cura di Deborah D’Addetta e Antonio Esposito. I dieci racconti inediti si propongono di esplorare la bugia per riflettere sulla finzione narrativa muovendo dall’idea che la letteratura sia di per sé stessa menzogna e che la persuasione sia lo strumento per valutare la riuscita di ciò che la scrittura, nel suo farsi, intesse, espone e disloca.
I racconti
Nella raccolta, autrici e autori – interpreti di un concetto di bugia ogni volta diverso e dalle molteplici sfumature- ci trasportano in tutto ciò che potrebbe essere, ma non è: un altrove a cui la mente desidera credere trovandovi un’evasione. La bugia si fa così “fabulazione mistica” come accade nell’esperienza di trasformazione del sacro in letteratura nel racconto “La Guadalupe” di Beatrice Fagan; diventa cifra stilistica che interroga il lettore, o ancora si svela in tutta la sua labilità il confine tra menzogna e non detto in “Dente di leone” dove Serena Nadal suggerisce come la menzogna possa essere, in delicate circostanze, preferibile se non addirittura necessaria.
La menzogna
Menzogna è un concetto che trascende il semplice atto di dire il falso. Spesso agisce come un velo o una costruzione che permette all’essere umano di gestire il dolore, il rapporto con l’altro, di abitare il mondo stesso. La bugia può essere suggestione, potenza creativa, nonché cifra tematica che, in questo caso, unisce i vari racconti. Ma davvero la letteratura è semplice finzione o è piuttosto un’alternativa? Una scissione di noi stessi, rappresentazione dell’inconscio e dei misteri dell’animo umano che si svelano come in una tavolozza? L’arte è parte dell’uomo come lo è anche la menzogna: il tutto sta nel saperla costruire, raccontare, e nel convincere che di menzogna non si tratti. Ogni artificio allora risulta reale, ogni suggestione si fa possibile e ogni interpretazione dei nostri autori appare valida e geniale.
Gli autori
L’abitudine di mentire è una raccolta di racconti che si propone di dare spazio alle voci nuove del panorama letterario. La partecipazione degli autori: Sara Cordero, Federico Dilirio, Beatrice Fagan, Flavio Ignelzi, Sarah Majocchi, Serena Nadal, Lidia Noviello, Daniele Scalese, Hilary Tiscione, e Pierfrancesco Trocchi al Salone Internazionale del Libro di Torino (edizione 2026) insieme ai curatori Deborah D’Addetta e Antonio Esposito, conferma l’importanza di questo progetto nel favorire il dialogo fra nuovi narratori, la casa editrice e il pubblico.
La casa editrice
E quando si parla di editoria indipendente, come non citare Ossorosso edizioni, realtà editoriale partenopea orientata verso voci emergenti e non convenzionali, e improntata al recupero di memorie dimenticate. Qui si dà voce alla dicotomia atavica di chi interpreta, scindendo, sovrapponendo o confondendo menzogna e verità. L’antologia funge da piattaforma per far conoscere la poetica degli autori, incentrata sulla riflessione sulla menzogna come potente strumento narrativo. Quest’opera corale consente, inoltre, a ciascun autore di costruire una propria “concezione di verità” grazie a una sperimentazione stilistica e, perché no, attraverso l’espressione della propria cifra personale.
Per concludere resta una domanda: se ogni narrazione è una forma di menzogna costruita ad arte, non siamo tutti, ogni giorno, autori della nostra stessa favola?
Simona Esposito















































