Emma Goldman matrimonio
Fonte: greelane.com

Emma Goldman (29 giugno 1869 – 14 maggio 1940) è una figura di riferimento per il movimento anarchico e per il movimento femminista. “Emma la rossa“, così era stata soprannominata, per tutta la vita si è impegnata a favore dell’emancipazione femminile: denunciò lo sfruttamento delle donne, la loro condizione di sottomissione nel matrimonio in una società di stampo patriarcale e maschilista, pose nuove teorie riguardo alla prostituzione – descrivendone le cause e le conseguenze. Fu al centro di numerose polemiche per le sue posizioni sessuo-libertarie e per aver rivendicato il ruolo della sessualità nella vita sociale.

Nelle sue raccolte di saggi Emma Goldman analizza la condizione della donna in una società che vede il matrimonio come l’ambizione massima di ciascuna. E proprio nelle sue analisi arriva a elaborare il pensiero per cui il matrimonio altro non è che una gabbia: «Sulle relazioni matrimoniali si fonda la proprietà privata, ovvero il nostro sistema disumano e crudele. Con le ricchezze e il superfluo da una parte e l’inerzia, lo sfruttamento, la povertà, la fame e la delinquenza dall’altra; perciò abolire il matrimonio significa eliminare tutte queste cose».

fonte immagine: ibs.it

Nella sua raccolta di saggi “Femminismo e Anarchia” Goldman spiega l’importanza della libertà individuale contro quelle che sono ormai le basi dell’oppressione, le tre istituzioni che dominano sull’uomo (inteso come umanità): «La religione, dominio della mente umana, la proprietà, dominio dei bisogni umani, e il governo, dominio della condotta umana». Partendo dalla necessità di prendere innanzitutto coscienza di sé tutti i saggi affrontano temi legati alla questione femminile e femminista, come il suffragio, il problema della tratta delle donne, il rapporto tra matrimonio e amore, fino a sviluppare una riflessione innovativa per l’epoca sull’emancipazione. Proprio in questa, Emma Goldman trova un limite: il diritto al voto, le nuove opportunità di lavoro, non hanno colmato le lacune del pensiero maschilista che è radicato da secoli nella società. Ogni donna deve, quindi, per emanciparsi davvero, comprendere l’importanza della propria individualità.

“Il giogo dell’istituzione matrimoniale”

Per Emma Goldman il matrimonio è un’istituzione al cui interno si perpetuano divisioni di genere che sono fondate su pregiudizi. Ma è anche l’istituzione alla base del sistema capitalistico e del militarismo, per cui liberarsi dal matrimonio è il primo passo per la creazione di una società libera.

«Dietro alle relazioni di ogni singolo uomo con ogni singola donna ci sono quelle sviluppatisi attraverso le epoche tra i due sessi in generale, che hanno portato alla differenza del ruolo e dei privilegi che esistono oggi. Due giovani si mettono insieme, ma la loro relazione è in gran parte determinata da cause che non dipendono da loro. Sanno poco l’uno dell’altra, la società ha tenuto separati di due sessi, il ragazzo e la ragazza sono stati cresciuti secondo criteri differenti. Come dice Olive Schreiner nella sua Story of an African Farm: “Al ragazzo hanno insegnato a essere, alla ragazza ad apparire”». Se al ragazzo viene insegnato a essere intelligente, sportivo, carismatico, forte sia fisicamente che caratterialmente, alla ragazza viene insegnato a essere carina, piacente, a controllare emozioni e passioni, a sommare l’intelligenza e il carattere per raggiungere un unico scopo: sposarsi con il massimo profitto. L’opinione pubblica ne distingue diritti e doveri ma soprattutto onore e disonore: «L’argomento del sesso è una scatola ermeticamente sigillata per la ragazza, perché le hanno dato da intendere che è impuro, immorale, indecente anche solo citare la questione sessuale. Per il ragazzo è un libro le cui pagine gli hanno provocato malessere e vizi segreti e, in alcuni casi, rovina e morte».

Emma “la rossa” segna il confine tra matrimonio e prostituzione: è una femminista di inizio ‘900, una rivoluzionaria, il suo obbiettivo è quello di scardinare le regole della società, dimostrare che è possibile – addirittura necessario – abbandonare i vecchi schemi per raggiungere non solo l’emancipazione femminile ma anche per permettere all’uomo di non sottostare alle regole patriarcali. Il matrimonio è diverso per le classi più ricche e le classi povere, e questa differenza non ha a che fare solo con il sentimento – le famiglie ricche tendevano a mantenere rapporti di pura convenienza, poche coppie nascevano davvero per amore, mentre le classi meno agiate avevano sin da subito un rapporto di subordinazione, dove la donna era alla ricerca dell’uomo che potesse sostenerla e darle una buona casa e “deve mettersi in vendita, corpo e anima, per il piacere di essere la moglie di qualcuno”.

Una esistenza triste a cui le donne dell’epoca non potevano sfuggire. Erano pochi gli esempi di donne che riuscivano ad andare contro la morale e prendere su di sé il biasimo della società. Questo poteva succedere però alle donne ricche, che non dipendevano da qualcuno. Mentre la questione era diversa per le donne povere, di cui Emma Goldman dice: «La donna povera deve tenere conto dei suoi piccini, è meno fortunata della sorella ricca e tuttavia, se resta vincolata, è chiamata responsabile anche se tutta la sua vita è una lunga successione di bugie, inganni e falsità. Eppure essa osa guardare dall’alto in basso con disgusto le sue sorelle che sono state costrette dalla società a vendere il proprio fascino e il proprio sentimento per la strada. Una donna sposata, per quanto sia povera e miserabile, si riterrà sempre superiore a quella che chiama prostituta, che è una reietta, odiata e disprezzata da tutti, anche da coloro che non esitano a comprare i suoi favori […]». Ma qual è quindi il rapporto tra prostituzione e matrimonio? La differenza tra una prostituta e una donna sposata sta nel fatto che quest’ultima si è venduta come schiava a vita in cambio di una casa o di un titolo, mentre la prostituta si vende per un periodo di tempo che sceglie lei. Per Emma Goldman il matrimonio è la forma peggiore di prostituzione: il matrimonio è degradante, è umiliante e lascia le donne a vivere una condizione orrenda.

Come viene vissuto oggi il matrimonio?

È chiaro che il pensiero di Emma Goldman risente inevitabilmente del periodo storico e culturale in cui lei ha vissuto e sviluppato la sua analisi anarco-femminista. Alcune sue riflessioni sono ormai riflessioni affrontate e discusse, non ancora totalmente risolte. E, infatti, noi ci chiediamo come viene vissuto oggi il matrimonio? Qual è il dibattito femminista attuale sul matrimonio?

«Si aprono alle donne le fabbriche, gli uffici, le Facoltà, ma si continua a considerare per loro il matrimonio come la carriera più onorevole […]. Tutto incoraggia le giovani ad attendere dal “principe azzurro” ricchezza e felicità, piuttosto che tentarne da sola la difficile conquista.» – diceva Simone de Beauvoir nella prima metà del secolo scorso. La percezione che si ha di questo sistema è oggi diversa? Una donna è davvero completa se non ha accanto a sé un uomo? E una femminista che invece sceglie di indossare “l’abito bianco” è meno femminista? Tutte domande lecite, le cui risposte però non sono facili da trovare. Il matrimonio come istituzione è oggi visto come condivisione di diritti, per fortuna ci si è emancipati dall’idea di unione antiquata che ti costringeva per la vita e per i figli. Il compito attuale del femminismo potrebbe essere quindi quello di non cedere all’idea del matrimonio come gabbia, ma di cambiarlo dal di dentro, dargli nuove modalità per permettere a chiunque decida – in un senso o in un altro – di star bene. Oppure no.

Valentina Cimino

Volevo studiare lettere e alla fine mi sono iscritta a giurisprudenza. Appassionata di libri, poesie e balletto. Proud to be nerd. Lavoro, scrivo, leggo, mangio. Dormo poco.

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