Il museo del Sannio pochi giorni fa ha lanciato un appello urgente, tramite l’associazione ISIDEA, che chiede di dare il giusto risalto a Scipionyx samniticus, il piccolo dinosauro di Pietraroja, noto come Ciro. Tornato nel Sannio senza il dovuto clamore e relegato tra le mura dell’ex carcere S. Felice in Viale degli Atlantici, sede della Soprintendenza.

LA STORIA DEL MUSEO: Il Museo del Sannio nasce a Benevento nel 1806, come museo archeologico, voluto da Tayllerand, principe della cittadina longobarda. Verso la fine dell’800 un primo raggruppamento del materiale, arricchitosi negli anni, fu raccolto presso la Rocca dei Rettori, per volere di Almerico Meomartini. Il Novecento ha rappresentato per il museo il secolo delle svolte, a partire dalla locazione definitiva presso il Chiostro della chiesa di Santa Sofia, divenuta nel 2011 patrimonio UNESCO. Chi ha dato al museo la fisionomia attuale è stato l’ex direttore Elio Galasso, che nel 1973 aprì le porte dello stesso alla cultura contemporanea. Cura e interesse per questo museo non sono mancati, è stato, infatti, oggetto di restauro nel 1999, grazie all’architetto Ezio De Felice. Il Patrimonio museale è ricco e vario, si divide in tre sezioni, di cui una, quella della sala di Iside è stata, recentemente, traslocata al museo Arcos, mentre una quarta è presso la Rocca dei Rettori, in piazza Castello. La prima, più copiosa, è la sezione quella archeologica, che si trova al pianterreno del chiostro ove sono esposti reperti preromani e paleolitici,. Belle le terrecotte e le ceramiche provenienti dalle città sannitiche di Caudium e Telesia. Interessanti, inoltre, copie romane di statue greche, come il Doriforo di Policleto o dell’imperatore Traiano. La parte più affascinante del patrimonio è, forse, quello della Sala di Iside, che di recente è stata traslocata in un’ala moderna del museo Arcos. Qui sono raccolti reperti egizi provenienti dal tempio della dea, fatto erigere da Domiziano. La seconda sezione, medievalistica, si divide in: Sale della longobardia minor, dedicata al periodo longobardo di Benevento, dove ritroviamo numerosi resti architettonici e iscrizioni in caratteri paleocristiani e la Sala del medagliere.
IL DINOSAURO CIRO: Il fossile del dinosauro Ciro fu scoperto, per caso, negli anni ’80 da un appassionato del campo, Giovanni Todesco nella cava calcarea di Pietraroja, un paesino in provincia di Benevento. Inizialmente si credette ad un fossile di lucertola , ma solo nel 1993 lo studioso decise di farlo analizzare al conservatore del Museo di Storia Naturale di Milano, il prof. Giorgio Terruzzi. Che non appena vide il reperto rimase sconvolto, aveva d’avanti ai suoi occhi il primo fossile di dinosauro italiano. Infatti si tratta anche del primo dinosauro al mondo del quale si poteva osservare l’intestino completamente intatto. La notizia della scoperta fece il giro del mondo, occupando le prime pagine anche della celebre rivista Nature.
A cura di Rossella Mercurio e Claudia Cepollaro

















































