BeatriX
fonte immagine: www.radiogold.it

Cristiano Venturelli, nato a Modena cinquantacinque anni fa, ha al suo attivo ha tre pubblicazioni: la raccolta di poesie “Gocce di speranza” (Self-publishing, 2012), l’antologia di racconti di genere fantascientifico, horror e soprannaturale “Il sospiro del mistero” (Self-publishing, 2019) e il thriller soprannaturale “BeatriX” (VJ Edizioni, 2020). Due dei suoi racconti hanno vinto altrettanti concorsi letterari e sono stati pubblicati in due antologie: “I racconti del Premio Clepsamia 2019” della casa editrice VJ Edizioni e “20 racconti per il 2020” della casa editrice Il Giardino della Cultura.

Di seguito l’intervista all’autore.

BeatriX
La copertina di BeatriX

Ci racconti di cosa parla BeatriX, il suo ultimo romanzo

«Essenzialmente parla del confronto tra due donne: Carla, una donna normale, medico psichiatra in un una clinica di Modena, e Beatrice una creatura dotata di uno sguardo da poteri soprannaturali. La cosa che le accomuna è la forte depressione generata dalla perdita della persona a loro più cara e dall’incapacità di uscirne. Nel finale, però, l’una aiuterà l’altra a ridare uno scopo alle rispettive esistenze.»

Nel libro si crea un particolare focus sulla fase dell’elaborazione del lutto. Vuole dirci qualcosa in più a tal riguardo?

«Tutte le mie opere usano il soprannaturale come espediente per trattare tematiche di vita concreta, reale, come il cancro, le dipendenze (da sesso o da sostanze), l’amore filiale, il valore della vita e delle emozioni. Beatrix non sfugge a questa regola.»

Quali altre tematiche affronta nel testo?

«L’altra tematica affrontata da BeatriX è l’uso delle proprie capacità, dei propri talenti; in un’unica parola del proprio potere. Se ci si ferma un attimo a riflettere, non esiste un essere umano privo di qualità positive. A mio giudizio, anzi, la scoperta e lo sviluppo in positivo di queste capacità, dovrebbe essere l’obbiettivo primario dell’educazione che viene impartita al bambino, fin dalla più tenera età. Anche perché, come viene evidenziato in Beatrix, usare i propri talenti a favore degli altri, può diventare un modo per salvare sé stessi.»

Parliamo della figura di Beatrice. Caratteristiche e significato…

«Quasi tutti i personaggi fantastici che popolano le mie opere (siano essi vampiri, spettri, alieni o altro) hanno la caratteristica di possedere tratti umani. Beatrice, pur possedendo uno sguardo dalle stupefacenti proprietà, non conduce una vita priva di asperità. Tenta il suicidio dopo la morte della figlia ventenne, è impossibilitata ad avere un compagno o altre relazioni sociali, è costretta a una vita di perpetuo nomadismo per non destare sospetti. In poche parole, il fatto di possedere poteri sovrumani non la sottrae alle difficoltà della vita.»

Cosa ha significato per lei l’elaborazione e la pubblicazione di BeatriX?

«Anzitutto è un traguardo di cui vado fiero in quanto è il mio primo romanzo (in precedenza mi ero dedicato solo a scrivere racconti). In secondo luogo perché, come ho detto in precedenza, le mie opere trattano argomenti di vita vera e io stesso ho dovuto purtroppo affrontare in giovane età la perdita della persona a me più cara (mia madre). Ho quindi conosciuto e affrontato di persona il problema dell’elaborazione del lutto che del resto, prima o poi, tutti noi dobbiamo affrontare. Inoltre ho voluto mettere in luce il fatto che possedere poteri sovrumani non significa evitare le difficoltà della vita.»

Quindi, a chi consiglia maggiormente di leggere BeatriX? A che tipologia di lettore intendo…

«A un lettore maturo che apprezzi un libro di genere thriller soprannaturale, ma che, oltre a ricercare emozioni virtuali, abbia anche la voglia di riflettere su argomenti profondamente umani, che egli stesso tocca (o ha toccato) nella vita di tutti i giorni.» 

In passato lei si è occupato di genere fantascientifico, di horror, di horror soprannaturale ma anche di poesia. Quali sono gli autori e i libri (ma anche altre forme d’arte) che hanno maggiormente influenzato il suo stile di scrittura e di composizione?

«Fin da ragazzino sono stato un accanito lettore di quasi tutti i generi letterari e non mi sono soffermato su un autore in particolare. Nella fantascienza ho spaziato da Asimov e P. Dick fino ad arrivare al filone Cyberpunk. Della giallistica ho amato tanto Conan Doyle quanto R.Ludlum. Nell’horror sono partito da E. A. Poe per arrivare a S. King. Ho personalmente ho imparato che un buon libro rimane tale, indipendentemente dal suo autore.»

Chi è Cristiano Venturelli quando è lontano da penna e calamaio (o forse sarebbe più calzante scrivere quando è lontano da computer e scrivania)?

«Di fondo è una persona che ama le cose belle della vita: viaggiare e conoscere altri popoli e culture, le opere d’arte (dalla pittura alla scultura, all’architettura), la musica new wave, la buona cucina e, naturalmente… le belle donne

Sta scrivendo altro in questo momento? Cosa si aspetta dal suo futuro di scrittore?

«Al momento sto finendo di editare la mia seconda antologia di racconti horror-soprannaturali, intitolata SUSSURRI DALLE TENEBRE. Per quanto concerne il mio futuro come scrittore, non mi sono posto degli obbiettivi. Finché mi divertirò a scrivere continuerò a farlo con entusiasmo. Poi si vedrà

TRAMA DI BEATRIX. L’uomo da sempre si è posto la domanda di come sia meglio utilizzare le proprie capacità, i propri talenti, in una parola il proprio potere. Le protagoniste di questa storia dal ritmo incessante – che si svolge tutta nell’arco di una giornata frenetica – sembrano proprio l’incarnazione del potere, occulto o palese, che l’essere umano ha a disposizione, a volte inconsapevolmente, altre con piena coscienza di esso. Un potere che se indirizzato nella giusta direzione può portare beneficio agli altri, ma anche e soprattutto a chi lo detiene. BeatriX è anche questo: un’allegoria, intrigante e coinvolgente, per raccomandare a ciascuno di noi di usare le proprie capacità al servizio degli altri, unico modo per salvare sé stessi.

Intervista a cura di Frank Lavorino – Ufficio Stampa Il Taccuino

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