Servizi ecosistemici: quanto vale la tutela della natura?
Foto di Maria Orlova da Pexels

«La sopravvivenza di una città non dipende dalla rettitudine degli uomini che vi risiedono, ma dai boschi e dalle paludi che la circondano». Henry David Thoreau conosceva bene l’importanza della natura e dei servizi da essa forniti al genere umano. Con “Camminare”, pubblicato per la prima volta nel 1862, lo scrittore statunitense illustrò per la prima volta il significato di quelli che successivamente vennero definiti servizi ecosistemici (SE). Un secolo e mezzo dopo la pubblicazione del capolavoro di Thoreau, il MA (Millennium Ecosystem Assessment) riconobbe nei servizi ecologici i «benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano». Foreste, montagne, zone umide, mari, oceani: luoghi minacciati dalle attività antropogeniche, invasi da orde di turisti irrispettosi che vedono nella natura l’ennesima valvola di sfogo a cui dare attenzioni, ma solo nei giorni festivi. Aree sottovalutate dagli stessi abitanti che le popolano, che per un rapido profitto economico le sfruttano fino a distruggerle. Per anni l’uomo ha accostato la tutela della natura a limitazioni di sviluppo dell’economia dei territori, dei Paesi, dell’intera società. Per decenni, e ancora oggi, la crescita del PIL ha rappresentato l’unico essenziale valore da tutelare, a tutti i costi. Eppure la scienza afferma altro. Una semplice domanda e nulla più: quanto vale la tutela della natura?

Servizi ecosistemici: no natura, no party

Secondo James Boyd e Spencer Banzhaf, esperti di economia politica e ambientale, «I servizi ecosistemici sono i prodotti finali della natura utili a produrre benessere per gli esseri umani. Tre condizioni necessarie definiscono un servizio ecosistemico. Il primo, e più ovvio, il servizio deve provenire dall’ambiente naturale. In secondo luogo, un servizio deve migliorare il benessere umano. Terzo, un servizio è un prodotto proveniente direttamente dalla natura e utilizzato dalle persone».

Grazie a molte ricerche scientifiche multidisciplinari, il MA ha potuto definire le quattro grandi categorie che caratterizzano i SE: supporto alla vita (formazione del suolo, etc.), approvvigionamento (cibo, etc.), regolazione (controllo dell’erosione, etc.), valori culturali (estetici, religiosi, sociali etc.). Da queste quattro macrocategorie si dipartono i flussi che spiegano come i servizi ecosistemici risultino essere fondamentali per il bene della società tutta.

Servizi ecosistemici: quanto vale la tutela della natura? Valore
Classificazione dei servizi ecosistemici e loro relazione con i fattori costituenti il benessere .
Fonte immagine: reteclima.it

Riconoscere l’importanza della natura e dei servizi ecologici da essa forniti rappresenta un step d’importanza strategica nella battaglia per una giusta società e per il benessere del genere umano. Una efficace transizione ecologica non può non tener conto della gestione virtuosa dei servizi ecosistemici.

Quanto vale la tutela della natura?

Nell’articolo “Growing support for valuing ecosystems will help conserve the planet“, pubblicato su Nature, si analizza l’importanza dell’attribuzione di un valore monetario ai servizi ecosistemici forniti dalla natura agli essere umani. Il concetto secondo cui ai benefici ecologici debba essere assegnata una validità economica è assai controverso. Risulta essere di fondamentale importanza chiarire che il riconoscimento del valore finanziario della natura non si traduce e mai potrà tradursi in discorsi di “proprietà privata”. La natura appartiene a tutti e tutti hanno il diritto di godere appieno dei servizi da essa forniti.

«L’economia ha bisogno di un salvataggio, ma anche la natura. Ciò che misuriamo, valutiamo e ciò che apprezziamo, lo gestiamo». Per il Segretario generale aggiunto per lo sviluppo economico delle Nazioni Unite, la valutazione monetaria dei servizi ecosistemici è un fattore essenziale nel dibattito inerente la compensazione delle comunità emarginate e a basso reddito che molto spesso si ritrovano a gestire quegli stessi ecosistemi che garantiscono benefici multipli a tutta la società.

Il caso della popolazione della Sierra de Manantlán può aiutare nella comprensione di tale dibattito. La conformazione calcarea della riserva di 140.000 ettari, situata in Messico, permette la fornitura di acqua purificata agli abitanti della città di Colima. Riconoscere il valore finanziario di servizi ecosistemici come quello appena citato permetterebbe il sostegno economico delle comunità che gestiscono gli ambienti che donano benefici ecologici all’intera società. «In cambio della cura della natura, sostengono i ricercatori, la gente della Sierra de Manantlán dovrebbe essere risarcita e i fondi utilizzati per l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la formazione professionale.» si legge nell’articolo.

Sottovalutare il grande lavoro svolto da queste comunità equivale a sottovalutare i benefici fornitici dalla natura. Secondo lo studio “Changes in the global value of ecosystem services“, dal 1997 al 2011 il valore economico riguardante la perdita globale dei servizi ecosistemici causata dalle attività dell’uomo quali il cambiamenti dell’uso del suolo si attestava a 4,3/20,2 trilioni di dollari all’anno. Lo stesso report chiarisce che la valutazione dei SE non riguarda in alcun modo la mercificazione degli stessi e che tali stime vengono calcolate esclusivamente per il riconoscimento dell’importanza dei benefici ecologici. Nel 2011 il valore totale dei servizi ecosistemici globali equivaleva a 125 trilioni di dollari all’anno, circa il doppio del PIL mondiale.

Come sostenuto dai ricercatori che hanno condotto lo studio «La valutazione dei servizi ecosistemici (in qualsiasi unità di misura economica) non equivale alla loro trasformazione in commodities o alla loro privatizzazione […] Tuttavia, questi servizi devono essere (e sono stati) valutati economicamente, e abbiamo bisogno di nuovi asset istituzionali comuni per prendere meglio in considerazione questi valori». La valutazione economica dei SE diventa quindi fondamentale nel riconoscimento degli stessi SE e nella lotta per la tutela ambientale. La natura non ha prezzo, ma perdere i benefici che essa fornisce all’uomo si tradurrebbe in un disastro economico oltre che sociale e ambientale.

Per comprendere l’importanza della natura abbiamo bisogno di capire il vero significato del termine “valore”. Nel libro “Il valore di tutto: chi lo produce e chi lo sottrae nell’economia globale”, l’economista Mariana Mazzucato espone brillantemente un concetto che può aiutarci nel riconoscimento dell’importanza dei servizi ecosistemici: «Se l’obiettivo è di promuovere una crescita che sia più innovativa, più inclusiva e più sostenibile, abbiamo bisogno di maggior comprensione del valore. […] Il modo in cui parliamo del valore influisce sul modo in cui tutti noi, dalle più grandi imprese al più modesto negoziante, ci comportiamo come attori nell’economia e nel modo in cui ne misuriamo la performance. È quello che i filosofi chiamano la “performatività”: il modo in cui parliamo delle cose influenza il nostro comportamento e quest’ultimo, a sua volta, influenza il nostro modo di pensare».

Marco Pisano

Marco Pisano
Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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