Il Ventre di Napoli: la storia di Palazzo Reale, fulcro del potere monarchico

Molti sono i luoghi di Napoli che raccontano l’intreccio perfetto di storia, arte e cultura: tra questi spicca, senza ombra di dubbio, il monumentale Palazzo Reale.

Ubicato nel cuore storico della città partenopea, Palazzo Reale domina la celebre Piazza Plebiscito, la piazza simbolo per i partenopei, e si trova accanto al Teatro San Carlo: inoltre ospita la Biblioteca Nazionale, uno dei luoghi che meglio celebra Napoli come capitale di cultura e storia.

La storia che si cela dietro la nascita di questo Palazzo è, come in mille altri casi a Napoli, molto particolare: la visita a Napoli di Filippo III creò una certa aspettativa; mancava nella città partenopea una struttura sontuosa, adatta ad ospitare l’uomo più potente al mondo. Il viceré Don Fernando decide di costruire dal nulla una residenza degna dell’ospite: così nacque Palazzo Reale. Fatto sta che Re Filippo III cambiò idea e la sua visita non ebbe mai luogo.

La progettazione e la costruzione fu affidata nel 1600 a Domenico Fontana, che un paio di anni dopo completò i lavori, sebbene il progetto risultasse in qualche modo incompleto. Tra il ‘700 e l’ ‘800 si ebbero successivi ampliamenti e alle rifiniture partecipò anche Luigi Vanvitelli, ideatore della famosissima Reggia di Caserta. Dopo l’incendio nel 1837 il Palazzo fu danneggiato e nel 1852 Gaetano Genovese fu incaricato dei successivi restauri, che dovevano ridonargli un gusto neoclassico.

Palazzo Reale diventa il fulcro del potere monarchico a Napoli e nell’Italia Meridionale: una delle residenze più note, ricca di capolavori e oggetti appartenuti ai reali; tra i suoi famosi abitanti figurano i viceré spagnoli e austriaci, poi i Borbone e infine i Savoia.

La sua facciata, che occupa circa 169 metri, è tutta opera del Fontana e conserva ancora le forme originarie; a cambiare solo le arcate inferiori sulle quali è intervenuto Vanvitelli: per motivi statici, sono state murate e ornate con nicchie. In esse sono raffigurati otto delle più importanti figure per la storia di Napoli: Ruggero d’Altavilla, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso I d’Aragona, Carlo V, Carlo di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II. La pluralità degli stili artistici è conseguenza diretta del fatto che ogni statua sia frutto di uno scultore diverso: nella loro varietà non fanno altro che raccontare l’unicità della storia di Napoli.

All’interno di Palazzo Reale si può visitare l’Appartamento Reale che dal 1919 è adibito a museo con il nome di Appartamento Storico; molte delle stanze e degli arredi, in special modo quelli di uso quotidiano, sono andati persi; ma le più antiche sale conservano ancora l’aspetto originario. Ad oggi è possibile visitare il Teatrino di Corte, la Sala del Trono, la Sala di Mariacristina di Savoia e la Cappella Reale, che racchiudono capolavori d’arte.

Il Teatrino di Corte nacque per rispondere ad un’esigenza specifica; per rispettabilità e decoro, i viceré non potevano recarsi a teatro: allora Ferdinando Fuga lo fece allestire nella Gran Sala. Il Teatro conserva ancora i tratti del progetto originario, comprese le dodici statue in gesso e cartapesta che rappresentano le nove Muse, Minerva, Apollo e Mercurio. Fu sede di rappresentazioni di opere buffe e ospitò opere di Domenico Cimarosa e Giovanni Paisiello.

Vi è poi la Sala del Trono, dove il re accoglieva i suoi ospiti. Essa è riconoscibile dalla presenza di ritratti di personaggi esistiti tra il Seicento e l’Ottocento. Prende il suo nome proprio dal Trono, con i leoni in stile impero, che è databile intorno al 1850.

Questo famoso Trono, oggetto di un restauro durato due anni, è stato proprio qualche giorno fa il motivo dell’ennesima polemica. Un selfie scattato da quattro donne in tacco 12 sedute su questo, ha fatto scoppiare l’indignazione; proprio quello stesso trono su cui sedettero gli ultimi sovrani borbonici del Regno delle due Sicilie sembrerebbe essere stato violato: ennesimo simbolo della scarsa considerazione che si ha del patrimonio artistico e culturale napoletano.

Merita anche l’esterno di Palazzo Reale, con i suoi tre cortili: quello d’Onore, realizzato dallo stesso Fontana, quello del Belvedere e quello delle Carrozze. Dal cortile d’Onore si può accedere ai Giardini Reali, aggiunti nel XIX secolo: un parco ricco di statue e percorsi segreti. Nell’Ottocento il botanico Federico Corrado conferì al giardino uno stile “all’inglese”, che lo rese una meta ambita. In fondo vi sono poi due Scuderie, oggi adibite a solo uso espositivo.

Va segnalato poi che in occasione del Napoli Teatro Festival, i Foja saranno in concerto al Palazzo Reale il 10 giugno 2018 per presentare uno spettacolo inedito; l’atmosfera suggestiva e regale di Palazzo Reale farà da sfondo ad un live in cui la canzone napoletana sarà la protagonista.

Prestigiosa residenza e simbolo del potere monarchico a Napoli, Palazzo Reale ha attraversato importanti pagine della storia partenopea. Ad oggi resta un fondamentale simbolo, per raccontare l’eterno passato e al contempo documentare la meravigliosa concatenazione tra arte e cultura.

Vanessa Vaia

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