Libreria Dante & Descartes
Fonte immagine: foto di Simona Esposito

La Libreria Dante & Descartes è una realtà indipendente che dal 1984 rappresenta un presidio culturale nel cuore di Napoli. Fondata dalla passione di Raimondo Di Maio, oggi vive grazie all’impegno quotidiano suo e del figlio Giancarlo, che continuano a promuovere la cultura in una città sempre più caotica e orientata al turismo. Un impegno che trova casa nelle due storiche sedi di via Mezzocannone e Piazza del Gesù.

È in questo contesto che si inserisce l’episodio dello scorso 12 giugno: quattro auto di pattuglia sono state posizionate in modo da ostruire la visibilità e l’accesso alla sede di Piazza del Gesù, spingendo il titolare Giancarlo Di Maio a chiedere, almeno, di liberare un passaggio per l’ingresso dell’attività.

Giancarlo Di Maio nella sede a piazza del Gesù (fonte immagine: Simona Esposito)

Come raccontato dallo stesso Di Maio in un post, la richiesta è stata accolta con modi bruschi dalle forze dell’ordine che, pur essendo in borghese e senza alcuna intenzione iniziale di controllare l’attività, hanno preteso di visionare licenze e autorizzazioni. È stata inoltre contestata la presenza di una sedia, ritenuta pericolosa per i bambini, nonostante l’attività sia sottoposta a controlli periodici.

L’intervista in libreria

Nell’intervista rilasciata alla nostra redazione, Di Maio chiarisce di non avere alcuna intenzione di alimentare polemiche o opporsi alle autorità, né di essere contrario alle manifestazioni di piazza. A suscitare legittime domande è l’atteggiamento, o meglio il comportamento di chi ha effettuato i controlli, attraverso un’ingiustificata violenza verbale durata almeno mezz’ora. Il proprietario sottolinea, invece, il valore della piccola comunità nata intorno alla libreria in questi anni: «Grazie al rispetto e alla sensibilità di una comunità di lettori che non è solo quella napoletana, ma quella che ho incontrato in questi 15 anni, quella che frequenta le nostre librerie da oltre 40 anni, si è lenito lo straniamento di un lavoratore e di un essere umano coinvolto in una situazione inaspettata. Spero che questo supporto mi aiuti, perché non so cosa accadrà.» La speranza del titolare è quella di partecipare attivamente alla vita di piazza inserendosi nel rispetto delle norme e delle leggi vigenti creando uno spazio per la cultura e per i propri lettori. Non è infrequente, infatti, che le librerie indipendenti debbano affrontare costi spropositati per un semplice evento. Ma il libraio non ha intenzione di fermarsi e dichiara «bisogna riprendersi la propria vita e il proprio lavoro.»

l'interno della libreria (fonte immagine: Simona Esposito)
L’interno della libreria (fonte immagine: Simona Esposito)

In ultima analisi, questo episodio lascia spazio per interrogativi sul ruolo di un presidio culturale nel tessuto urbano. Se l’ingresso a una libreria, luogo di scambio e di crescita, viene più volte ostruito o poco valorizzato, sorge spontaneo chiedersi quale spazio sia rimasto per la libera iniziativa che non sia puramente commerciale, ma profondamente umana. La risposta della comunità è stata tuttavia di sostegno, e resta la speranza che non vi siano abusi di potere ma rispetto per chi sceglie di tenere viva la tradizione nonché la passione che ha animato padre e figlio in una piazza, in una strada e perfino in una città che altrimenti rimarrebbe al buio.

Simona Esposito

Simona Esposito
Sono Simona Esposito e mi occupo di libri e cultura. Avendo ricevuto una formazione classica e avendo continuato a insegnare, mi sono appassionata sempre più al mondo della letteratura e della cultura. Nel tempo libero, oltre alla lettura, mi dedico alle escursioni in montagna, al teatro e sono un'appassionata della natura e della fauna selvatica!

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