Napoli
fonte: Rolling Stone Italia

La Napoli criminale raccontata in televisione inizia a essere solo un ricordo. Negli ultimi tempi tante sono le fiction televisive girate nella città partenopea, lontane, finalmente, dalle ripetute trame che vedono i poliziotti da una parte e i criminali, camorristi dall’altra. Nelle nuove serie tv c’è qualcosa di più profondo, qualcosa che va oltre e mostra i tanti volti, un intreccio tra il romanzato e la cruda verità di una città che non vuole solo fare da pubblico.

La città di Napoli oggi più che mai attrae e appassiona: turisti da tutto il mondo scelgono la città partenopea certamente per tutto quanto può offrire a livello culturale, ma oggi è fonte di attrazione anche grazie alle più apprezzate serie tv che si sono susseguite in questi anni e che hanno visto come scelta predominante la città di Napoli e una serie di caratteristiche e sfumature che derivano da essa e dal suo popolo. Una città che attraverso il racconto televisivo, ma anche romanzato dai libri, riduce quella scollatura con la realtà; una città che si avvicina alle persone e alla loro quotidianità, scrittori che ispirano registi e viceversa, in una visione ampia, vissuta, che include, rappresenta e avvicina indistintamente ogni classe sociale e livello culturale. Dopo il successo per l‘Amica Geniale è giunto l’ultimo lavoro di Elena Ferrante ambientato a Napoli negli anni ’90, la cui serie intitolata “La vita bugiarda degli adulti” è possibile visionarla dal 4 gennaio sulla piattaforma Netflix.

Ma con Elena Ferrante e precedentemente con la seconda stagione di “Mina Settembre”, non finisce qui la stagione invernale dei grandi successi fiction che hanno appassionato, dal 27 febbraio torna in televisione la seconda stagione tanto attesa de “Il commissario Ricciardi“, una serie tv tratta dai romanzi dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, il quale ultimamente ha donato ai suoi lettori il ritorno del commissario Ricciardi con il romanzo “Caminito”, giunto dopo cinque anni dall’esordio nel 2019 del suo ultimo romanzo sul commissario intitolato “Il pianto dell’alba”. Solo grazie alla trasposizione televisiva che gli appassionati del tenebroso Ricciardi hanno potuto continuare in qualche modo a seguirlo, senza perderlo di vista e sperando in un suo ritorno nella penna del suo generatore, de Giovanni.

Nel particolare il commissario Ricciardi, interpretato dal grande attore Lino Guanciale, è un uomo particolarmente onesto, leale e dal temperamento solitario con un’infanzia alle spalle difficile essendo rimasto orfano di famiglia; è un personaggio dal grande intuito, rispettato dai colleghi e che risolve i casi con il suo lato oscuro che chiama “Il Fatto“, che lo riporta a rivivere le scene dell’omicidio su cui sta indagando attraverso delle visioni ad occhi aperti che gli permetteranno di risolvere intuitivamente le indagini. La serie è ambientata a Napoli negli anni ’30 in pieno regime fascista.

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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