Eutanasia, la Spagna dà il via alla proposta di legge
Fonte immagine: elEconomista.es

Una legge per regolare l’eutanasia. È la proposta avanzata in Spagna dal PSOE, partito di maggioranza nella coalizione con Podemos, e appoggiata da tutti i partiti della Camera con l’eccezione dei partiti di destra PP e Vox.

Non è la prima volta che una proposta di legge sull’eutanasia viene discussa in Spagna, questa volta però l’esito sembrerebbe positivo. Con 201 voti a favore, 140 contrari e 2 astensioni il Congresso ha dato carta bianca per la proposta di legge che si pensa possa uscire prima dell’estate. E così ritornano i rumori.

A far discutere è la delicatezza dell’argomento perché quando si parla di vita e di morte il confine tra morale e diritto diventa labile: non si tratta soltanto di un dibattito medico, quanto di una questione sociale, etica e politica.

Cosa prevede la proposta di legge sull’eutanasia

La proposta concepisce l’eutanasia come un diritto individuale appartenente a coloro i quali soffrono di “una malattia grave e incurabile” o di “disabilitazione” tale da determinare “sofferenza insopportabile“. La richiesta di porre fine al proprio percorso dovrà essere avanzata secondo la proposta dagli stessi individui davanti all’organico sanitario. Da qui partirà un processo che coinvolgerà medico e paziente e anche ulteriori specialisti estranei al gruppo di lavoro che ha seguito il paziente.

Alla prima richiesta ne seguirà un’altra esaminata da una Commissione incaricata dalle comunità regionali. Entro un mese dalla prima richiesta il paziente potrà decidere di prendere il farmaco che decreterà il decesso o di chiedere aiuto. Naturalmente si tratta di una proposta, sono tanti i punti da discutere. È certo che è prevista l’obiezione di coscienza da parte dei medici e che il diritto all’eutanasia sarà inserito nella “salute pubblica”.

Contrari e a favore in Spagna

Contraria è naturalmente la destra rappresentata da PP e Vox. Dopo aver evidenziato la dubbia costituzionalità e aver presentato una legge sulle cure palliative, concepita come alternativa all’eutanasia, alcuni esponenti dei suddetti partiti hanno sottolineato quanto la legge nasconderebbe l’intenzione di risparmiare sulla previdenza sociale e sulla sanità.

Parere diverso quello del PSOE: «Non importa dove ci troviamo, il dolore umano non ha ideologia» (Marìa Luisa Carcedo, socialista). La proposta di legge sull’eutanasia incontra il parere favorevole del 58% della popolazione. Secondo la ricerca svolta dal Center for Sociological Research (CIS), solo il 10% si mostra contrario, mentre il 15% non appare sicuro.

Uno sguardo sull’Europa

La Spagna si appresterebbe a seguire l’esempio di Stati europei come l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo. In Germania, Austria e Finlandia è consentito il suicidio assistito ma non l’eutanasia. Anche in Portogallo si torna a discutere dopo l’esito negativo del 2018.

Lontana resta l’Italia, dove non esistono leggi che regolamentano l’eutanasia, l’argomento è in sospeso nonostante le numerose casistiche già presentatesi e dove si può incorrere in un processo giudiziale. Anche se passi importanti sono stati fatti con le sentenze della Consulta su singoli casi che si sono verificati, come quello di Dj Fabo.

Un argomento simile richiede un’analisi complessa e non soluzioni frutto di necessità. Al di là di credo o visioni politiche, la discussione sull’eutanasia, che letteralmente significa la buona morte, garantirebbe la discussione di un diritto e la facoltà di poter scegliere se avvelersene o meno. Perché se esiste un diritto alla vita, forse può esiste un diritto alla morte.

Alba Dalù

Greenpeace

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