In questi ultimi giorni di settembre i cittadini siriani stanno vivendo un vero e proprio incubo. I recenti bombardamenti su Aleppo sono stati tra i peggiori nei cinque anni di guerra civile in Siria: hanno provocato oltre 220 morti e trasformato edifici residenziali in cumuli di macerie.

Nella giornata di mercoledì i principali ospedali di “la bigia” M10 e M2 sono stati colpiti da pesanti bombardamenti. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani i raid aerei avrebbero recentemente colpito anche un piccolo ospedale da campo nel quartiere di Sakhur provocando la morte di una persona.  Ancora ignoti i mandanti.

Nelle ultime ore ad Aleppo il lancio di razzi ha causato la morte di 16 persone tra cui 6 donne e 5 bambini.

Sono proprio questi ultimi a soffrire maggiormente per questa guerra senza tregua: in solo una settimana si contano 96 minori morti. Queste le parole del direttore esecutivo dell’agenzia ONU Justin Forsyth: «I bambini di Aleppo sono intrappolati in un incubo a occhi aperti. Non ci sono parole per descrivere le sofferenze che stanno sperimentando».

A peggiorare la situazione è il taglio di viveri che la popolazione sta vivendo. Il conflitto armato ha di fatto reso impossibile in molte zone l’arrivo di aiuti umanitari. La nutrizionista dell’UNICEF Raija Sharhan ha dichiarato: «Dallo scorso aprile non siamo potuti entrare a Madaya. Sono stata lì a gennaio, i bambini erano affamati e nonostante i nostri frenetici sforzi abbiamo visto morire proprio sotto ai nostri occhi un giovane uomo. Nei mesi successivi sono ritornata quando è stato possibile accedere. Ma questa volta non so cosa possiamo trovare…».

Le fazioni in lotta non si fanno scrupoli e pur di imporre il proprio potere mettono a repentaglio la vita di migliaia di innocenti. A soffrire la fame sono soprattutto le fasce deboli, ossia donne e bambini. Con l’approssimarsi dell’inverno, le condizioni di vita delle famiglie siriane che hanno scelto di restare nelle proprie case non si fanno certo più facili. Fortunatamente, di recente è entrata in gioco l’ONU che ha dato inizio a un’azione di mediazione con convogli inter-agenzie in quattro città. Si auspica che il loro intento vada a buon fine.

Eugenio Fiorentino

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