La fiction nostrana ha sempre quel qualcosa in più che affascina, che rende una serata davanti alla televisione, molto più piacevole rispetto ad un asettico telefilm americano. Un esempio è sicuramente il Commissario più amato d’Italia: Montalbano.
Sono oramai più di quindici gli anni passati in sua compagnia e nonostante le centinai di repliche, Montalbano miete sempre il solito, indiscusso e imbattibile successo. Molti si sono chiesti perché questo commissario stempiato, buongustaio in termini di cibo e di donne, vinca sempre su tutto e tutti, anche contro programmi che generalmente risiedono ai primi posti delle classifiche d’ascolto.
Troppo riduttivo dire che Montalbano, con i suoi scenari mozzafiato, le nuotate in un’acqua cristallina, i piatti prelibati, incanta il telespettatore per il semplice fatto che anche lui vorrebbe essere lì. Montalbano fa di più, incarna un uomo per bene, che nonostante questo, non riesce a piegarsi, in ogni situazione, ai dettami di una legge che troppo spesso tutto sembra fuorché diritto.
Montalbano insegna che nella vita la razionalità spesso cede il posto alla passione, all’istinto. Non è un uomo perfetto, a volte sbaglia, si arrabbia, commette degli errori. Insomma Montalbano è una persona, un essere umano, con pregi e difetti. È questo che rende la fiction amata dal pubblico.

A Settembre, in attesa di due nuovi episodi del format originale, vedremo sui teleschermi di Rai Uno la seconda stagione del Giovane Montalbano, perché si sa, quando un personaggio è così amato, il pubblico lo vuole conoscere nella sua interezza. Vuole sviscerarne ogni singola caratteristica. Montalbano è l’esempio lampante che se dietro ad una fiction c’è una buona scrittura, dei bravi attori e degli scenari spettacolari, questa non può che diventare un fenomeno che si estende ben oltre la nostra penisola. Può diventare un grande e irrinunciabile prodotto di alta qualità.
Per rivedere le puntate del Commissario Montalbano, cliccate qui
Enrica Leone















































