Storie di resistenza: la liberazione di Roma dal Nazifascismo

Il 4 giugno 1944 Roma è libera! La liberazione dal nazifascismo di Roma rappresenta uno degli eventi più importanti della fase conclusiva della Seconda guerra mondiale. Dopo mesi di combattimenti le truppe anglo-americane entrano nella capitale italiana, ponendo fine all’occupazione nazista della Città iniziata nel settembre 1943.

Alle 23.15 del 3 giugno 1944, dai microfoni di Radio Londra viene pronunciata la parola in codice “elefante”: il messaggio che preannunciava l’imminente liberazione di Roma. Nelle prime ore del 4 giugno, i reparti americani fanno il loro ingresso nella città passando dall’Appia e dalla Casilina, mentre le forze tedesche si ritirano dalla zona di Ponte Milvio e dai quartieri settentrionali.

Quella romana è una Resistenza che merita di essere riscoperta e riportata al centro della memoria collettiva. Per molti anni, infatti, il contributo offerto dalla capitale alla lotta contro l’occupazione nazifascista è rimasto in secondo piano rispetto ad altre esperienze partigiane più note, a causa della “mancata insurrezione” della città e per altre ragioni. Eppure Roma fu teatro di una resistenza diffusa, fatta non solo di azioni armate, ma anche di reti clandestine, scioperi, sabotaggi e gesti quotidiani di solidarietà e opposizione. Valore sottolineato dal recente riconoscimento di cui la città di Roma è stata insignita: la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo offerto dalla città e dai suoi cittadini nella lotta di Liberazione. Si legge sul sito del Quirinale:

“La Città eterna, già centro e anima delle speranze italiane nel breve e straordinario tempo della Seconda repubblica romana, per 271 giorni contrastò l’occupazione di un nemico sanguinario e oppressore con sofferenze durissime. Più volte Roma nella sua millenaria esistenza aveva subito l’oltraggio dell’invasore, ma mai come in quei giorni il suo popolo diede prova di unità, coraggio, determinazione. Nella strenua resistenza di civili e militari a Porta San Paolo, nei tragici rastrellamenti degli ebrei e del Quadraro, nel martirio delle Fosse Ardeatine e di Forte Bravetta, nelle temerarie azioni di guerriglia partigiana, nella stoica sopportazione delle più atroci torture nelle carceri di via Tasso e delle più indiscriminate esecuzioni, nelle gravissime distruzioni subite, i partigiani, i patrioti e la popolazione tutta riscattarono l’Italia dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista. Fiero esempio di eroismo per tutte le città e i borghi occupati, Roma diede inizio alla Resistenza e alla guerra di Liberazione nazionale nella sua missione storica e politica di Capitale d’Italia. 9 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

Sulla Resistenza e la Liberazione di Roma tanto è stato scritto, con contributi di maggiore o minore valore. Lavoro preziosissimo è “Roma in armi” (Carrocci, 2024) di Davide Conti, lo storico che ha curato la ricerca che ha portato al conferimento della Medaglia d’Oro.

Davide Conti ricostruisce il ruolo delle partigiane e dei partigiani romani, dei civili e dei giovani che parteciparono alla liberazione della città. Attraverso documenti e testimonianze, Conti mostra la Resistenza romana in tutta la sua complessità, importanza ed estensione, ricordando ciò che Roma è stata: una città tutt’altro che passiva, capace invece di esprimere coraggio, sacrificio e partecipazione civile nel momento più delicato e drammatico della sua storia contemporanea.

Che questo 82esimo anniversario della Liberazione di Roma sia per tutte e tutti un’occasione per riscoprire questa straordinaria esperienza resistenziale.

Gabriele Bartolini

Gabriele Bartolini
Gabriele Bartolini (Roma, 2003) studia Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. È presidente della sezione ANPI di Trastevere e membro del Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma. Fa parte del gruppo dell’ANPI Nazionale che lavora sulle giovani generazioni. Cura per Patria Indipendente una inchiesta sul tentativo di riscrittura della Storia tramite le intitolazioni di vie e spazi pubblici a Giorgio Almirante.

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