
Il Teatro degli Arcimboldi ha accolto anche quest’anno “Roberto Bolle and Friends”, il gala che porta in scena alcune delle più alte espressioni della danza internazionale e che, nel tempo, è diventato un appuntamento centrale della stagione culturale milanese. Le serate dal 21 al 24 maggio 2026 hanno confermato il successo di un format ormai riconoscibile, capace di coniugare qualità artistica e grande accessibilità.
Lo spettacolo si sviluppa come una sequenza di coreografie che alternano repertorio classico e danza contemporanea, affidate a danzatori provenienti da compagnie prestigiose di tutto il mondo. Accanto a Roberto Bolle si esibiscono artisti di altissimo livello, in un continuo dialogo tra stili e linguaggi differenti che permette al pubblico di attraversare l’evoluzione della danza in modo immediato e coinvolgente.

Accanto a Roberto Bolle si sono alternati artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, dal Berliner Staatsballett, dall’Astana Ballet e da importanti realtà internazionali, in un gala capace di fondere repertorio classico e sperimentazione contemporanea.
Ma il protagonista assoluto resta naturalmente Bolle, la cui presenza scenica unisce rigore tecnico e forte capacità espressiva. Ogni sua interpretazione mantiene un equilibrio raro tra controllo e intensità emotiva, rendendo il gesto danzato non solo perfetto sul piano formale ma anche profondamente comunicativo. Il suo ruolo all’interno del gala va oltre l’esecuzione: è anche quello di curatore di un progetto che seleziona coreografie e interpreti con un’idea chiara di danza come linguaggio universale.

Il programma ha proposto un alternarsi di grandi classici, come Esmeralda e Don Quijote, e coreografie contemporanee come Sphere, creato da Mauro Bigonzetti, creando un ritmo che passa dalla tradizione alla sperimentazione senza strappi. È proprio questo passaggio continuo tra mondi diversi a rendere lo spettacolo accessibile e coinvolgente, perché permette di vedere la danza nelle sue tante forme. Questo intreccio costruisce un ritmo scenico vario e dinamico, in cui la danza classica mostra la sua struttura rigorosa e quella contemporanea apre a dimensioni più astratte ed emotive.
Anche la parte visiva ha un ruolo importante, pur senza mai diventare invadente. Le luci disegnano lo spazio con discrezione, mentre i costumi restano eleganti e puliti, lasciando sempre al movimento dei danzatori il centro della scena. Il tutto contribuisce a creare un’atmosfera equilibrata, dove nulla è eccessivo.
Alla fine, come spesso accade con questo gala, si ha la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre la semplice successione di numeri di danza.
Il tour proseguirà poi nell’estate 2026 con tre tappe in scenari particolarmente suggestivi: il 14 luglio al Circo Massimo di Roma, il 21 luglio all’Arena di Verona e il 26 luglio alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula. Un itinerario che trasforma la danza in esperienza diffusa, portandola fuori dai teatri tradizionali e inserendola in scenari di forte impatto storico e paesaggistico.
Elisabetta Vinci















































