Elezioni 2018, si infiamma il dibattito sui vaccini obbligatori

La diffidenza sui vaccini e i movimenti vari che sono nati a seguire hanno ormai un’origine abbastanza chiara e definita derivante principalmente dalla “Bufala 0”, ovvero quella che anni fa collega le vaccinazioni all’insorgenza dell’autismo.

Tutto quanto, NoVax e “genitori indignati” in primis, viene alimentato giornalmente da social network e informazione di massa in una spirale sempre più confusa dove è sempre più difficile distinguere la realtà dalla menzogna.

Le elezioni del 4 marzo si avvicinano e il tema vaccini rischia di diventare una delle chiavi di volta di una campagna elettorale abbastanza confusa, dove l’impressione generale è che si giochi a chi la spara più grossa.

Siamo in presenza di un ampio range di posizioni riguardo i vaccini che vanno dalle più estreme dei gruppi No-Vax, difficili da identificare a livello politico ma che, almeno inizialmente, strizzavano l’occhio al M5S, fino, ovviamente, ai partiti di governo (PD in primis) che rivendicano la bontà del Decreto Lorenzin.

C’è poi la posizione di mezzo del “Vaccini sì, ma senza obbligo”  che risulta, però, poco praticabile. Tale posizione al momento è stata presa dal M5S che rischia di perdere così i NoVax più intransigenti, dalla Lega, apparentemente da LeU anche se non s’è ancora ben capito il loro pensiero a riguardo e da qualche sparuto gruppo di rivoluzionari a targhe alterne che probabilmente non hanno ancora chiarito il capitolo alleanze eventuali post-voto.

L’obbligo è la parte del decreto più discussa dato che, nell’opinione di molti, sovvertirebbe l’ordine democratico andando ad imporre il trattamento di massa e portando all’esclusione dalla scuola i bambini non vaccinati, a regalare miliardi alle lobby farmaceutiche in barba ad una libertà che poi, in fondo, non è proprio così scontata.

La realtà dei fatti è ben più semplice e, sgombrando il campo da complotti e compagnia bella, risiede nell’analisi di dati prettamente statistici che hanno visto negli ultimi anni un calo drastico delle vaccinazioni e la rinnovata presenza e pericolosità di patologie come il morbillo che per decenni grazie ai vaccini erano state tenute abbondantemente sotto controllo.

Ecco perchè, volente o nolente, urge l’obbligo. Se esiste una forma di libertà in tutto ciò di sicuro essa ha la forma della sicurezza sanitaria, della sicurezza di poter mandare a scuola i figli senza il rischio di contrarre malattie appartenenti al passato la cui rinnovata presenza è un’involuzione e non certo una qualsivoglia forma di libertà.

La domanda che a questo punto sorge spontanea è questa: la questione vaccini influirà sull’esito delle elezioni?

C’è da fare sicuramente una premessa: le posizioni più intransigenti e radicali impersonificate dai NoVax in questo paese di solito non partecipano al voto. Esse fanno parte di un entourage che rifiuta pressochè tutto quello che in qualche modo è ufficiale, compresa la scelta di un governo, dimenticando che hanno in mano invece l’arma più potente, ossia quella dell’urna.

Per il resto, che non è poco, il dibattito sui vaccini andrà a rafforzare una serie di elementi di sfiducia che pervadono l’intero paese e che verosimilmente verteranno su chi meglio rappresenterà l’antisistema.

I vaccini saranno, quindi, parte di un calderone con dentro un pò di tutto, dove l’ingrediente principale esula dal confronto e dal ragionamento e punta dritto alla pancia, alla rabbia e soprattutto alla paura.

Mauro Presciutti

 

 

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui