Il non ancora. Una generazione tenuta in sospeso

Che cosa significa oggi essere una generazione sospesa? È attorno a questa domanda che ruota uno degli appuntamenti più significativi del MAC fest 2026. Mercoledì 5 agosto, a Cava de’ Tirreni, il festival ospita Macrovisioni: Generazione Sospesa, un confronto nato dalla collaborazione con Adesso!, movimento impegnato sui temi della giustizia sociale e delle politiche per le nuove generazioni, e Factanza, media company che da anni racconta l’attualità attraverso i linguaggi dell’informazione digitale. Non si tratta semplicemente di un talk inserito nel programma, il festival infatti accoglie una campagna che esiste già nello spazio pubblico e che ha riportato il tema della condizione economica delle giovani generazioni al centro del dibattito nazionale, attraverso una mobilitazione, un podcast dedicato e il coinvolgimento di rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sindacale.

La campagna prende le mosse da una constatazione tanto semplice quanto difficile da ignorare. Secondo i dati diffusi dai promotori, i salari reali italiani sono sostanzialmente fermi ai livelli degli anni Novanta; un neolaureato che sceglie di lavorare in Italia percepisce mediamente uno stipendio inferiore rispetto ai coetanei che intraprendono un percorso professionale all’estero; per una larga parte degli under 35, inoltre, l’accesso alla casa appare oggi più difficile rispetto alla generazione precedente. Non sono numeri utilizzati per impressionare il lettore, ma indicatori che raccontano come l’ingresso nella vita adulta si stia progressivamente spostando in avanti. Da questa lettura nasce una piattaforma articolata in quattro richieste: salari d’ingresso più elevati, incentivi fiscali che favoriscano gli aumenti retributivi, un contrasto più deciso all’abuso degli stage come forma di lavoro precario e il riconoscimento della formazione continua come diritto. Si tratta di proposte concrete, formulate con un linguaggio quasi tecnico, che provano a tradurre una condizione generazionale in un’agenda politica. Eppure, osservate nel loro insieme, queste richieste sembrano raccontare anche qualcosa che va oltre l’economia. Parlano di un tempo continuamente rimandato.

È forse questa la cifra più riconoscibile della cosiddetta “generazione sospesa”: una generazione che prolunga gli studi, rimanda l’autonomia abitativa, rinvia la stabilità lavorativa e vede continuamente spostarsi in avanti quella soglia simbolica che, tradizionalmente, segnava l’ingresso nella vita adulta. Un “non ancora” che non coincide soltanto con la precarietà economica, ma con una più generale esperienza dell’attesa. Questa esperienza richiama alcuni dei temi affrontati dalla riflessione sociologica degli ultimi decenni. La difficoltà di costruire traiettorie biografiche stabili si inserisce nei processi della “modernità liquida” descritti da Zygmunt Bauman, mentre la pressione costante verso la prestazione e l’autorealizzazione rimanda alle analisi di Byung-Chul Han sulla società della prestazione e sulle forme contemporanee di auto-sfruttamento. Non perché il talk intenda sviluppare queste categorie teoriche, ma perché esse offrono una chiave utile per leggere il senso più profondo dei dati da cui prende avvio la campagna.

A portare questa prospettiva sul terreno dell’analisi economica sarà Demetrio Guzzardi, ricercatore dell’Università della Calabria e fellow del World Inequality Database, che da anni studia la distribuzione della ricchezza e del reddito e gli effetti delle disuguaglianze sul sistema fiscale italiano. La sua presenza contribuisce a spostare il dibattito dalla percezione individuale alle dinamiche strutturali, mostrando come ciò che spesso viene vissuto come un problema personale possa essere interpretato come una questione collettiva. Accanto a lui interverranno Francesca Pancrazio, Head of Sustainability di Pancrazio Spa e presidente dei Giovani Imprenditori ANICAV, chiamata a offrire il punto di vista del sistema produttivo sulle prospettive occupazionali delle nuove generazioni, e Tomaso Greco, in rappresentanza di Adesso!, che illustrerà le proposte e gli obiettivi della campagna. A moderare l’incontro sarà Tommaso Coluzzi, giornalista e content creator di Factanza, mentre nel pomeriggio Alice Giusti guiderà il Circle Time dedicato allo stesso tema, aprendo uno spazio di confronto diretto con il pubblico.

La collaborazione tra Adesso! e Factanza racconta, a sua volta, una trasformazione significativa delle forme della partecipazione pubblica. La mobilitazione passa oggi anche attraverso gli ecosistemi digitali, nei quali informazione, divulgazione e attivazione civica tendono sempre più a intrecciarsi. È un cambiamento che riguarda il modo in cui le nuove generazioni costruiscono consenso, condividono conoscenza e provano a incidere sul dibattito pubblico. Non sorprende, allora, che il MAC fest abbia scelto di ospitare questo confronto all’interno di un’edizione dedicata al tema di Malamente. Se il festival invita a leggere il disagio non come qualcosa da rimuovere ma come un’occasione di riflessione, Generazione Sospesa mostra una delle forme più silenziose di quel disagio: non la rottura improvvisa, ma l’attesa continua. Un’attesa che rischia di diventare la condizione ordinaria di un’intera generazione e che, proprio per questo, merita di essere riportata nello spazio della discussione pubblica.

Catia Somma


Il programma

Ore 19:30 – Circle Time Macrovisioni: Generazione Sospesa
Con Alice Giusti (Head of Content, Factanza) e Adesso!
CasaMAC

Ore 21:00 – Talk Macrovisioni: Generazione Sospesa
In collaborazione con Adesso! e Factanza.

Intervengono: Francesca Pancrazio (Head of Sustainability, Pancrazio Spa; Presidente Giovani Imprenditori ANICAV) e
Demetrio Guzzardi (Università della Calabria; Forum Disuguaglianze e Diversità)

Modera: Tommaso Coluzzi (giornalista e content creator, Factanza)
Saluti istituzionali: Raffaele Giordano (Sindaco di Cava de’ Tirreni) e Francesco De Simone (HR Manager, DECOM Srl)
Interpretariato LIS a cura di Rosaria D’Alessio e Assunta Galluzzi.
Sala Teatro “Luca Barba”, CasaMAC.

Catia Somma
Raccolgo immagini, voci e storie, esplorando i territori di confine tra arte, ricerca e memoria visiva. Il mio lavoro si muove tra il documentario, la fotografia e la scrittura audiovisiva, indagando come le narrazioni contemporanee plasmano l’identità e la percezione del mondo.

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