Inondazioni mortali nove volte più probabili a causa della crisi climatica
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A quasi due mesi dalle forti alluvioni che hanno colpito la Germania, il Belgio e i Paesi Bassi, un nuovo studio conferma il legame che intercorre tra eventi meteo estremi ed emergenza climatica. Secondo i ricercatori del gruppo World Weather Attribution, la crisi climatica innescata dalle attività umane ha reso più probabile le inondazioni mortali. Più di duecento persone sono state vittime delle forti piogge che in sole 48 ore hanno devastato i territori situati nelle vicinanze dei fiumi Ahr, Erft e Mosa. Nonostante il numero crescente dei deceduti e dei danni economici e sociali provocati dalla distruzione ambientale perpetrata dall’essere umano, le politiche di mitigazione e di salvaguardia ambientale nazionali e internazionali continuano a essere insufficienti.

Come l’uomo ha aumentato la probabilità di inondazioni mortali

Le alluvioni registrate nel 2021, in particolare quella avvenuta tra il 12 e il 15 luglio nei territori del Nord-Reno Westfalia e della Renania-Palatinato, hanno superato i record di precipitazioni osservati storicamente. Lo studio redatto dal World Weather Attribution conferma tutto ciò e evidenzia che «il cambiamento climatico indotto dall’uomo ha alterato la probabilità e l’intensità delle forti piogge», queste ultime causa di inondazioni mortali.

Grazie all’utilizzo di metodi sottoposti alla cosiddetta “revisione paritaria” (peer review), gli scienziati hanno analizzato il modo in cui le attività umane hanno modificato le precipitazioni estive nelle regioni europee più colpite tra Belgio, Germania e Paesi Passi. I risultati della complicata ricerca non sono di certo incoraggianti considerando due fattori che più di tutti dovrebbero preoccuparci: mentre la crisi climatica si acuirà col passare del tempo, provocando maggiori danni economici e sociali, tra cui figurano le inondazioni mortali di cui si occupa lo stesso report, la politica continua a temporeggiare, rimandando l’irrimandabile e, così facendo, contribuendo alla distruzione ambientale.

Il danneggiamento dei dispositivi utili alla raccolta dati riguardati i livelli dell’acqua, causato dalle inondazioni, hanno obbligato i ricercatori a concentrarsi sui soli dati delle precipitazioni. Combinando questi ultimi con i dati storici locali sul clima e sulle piogge, avvalendosi di strumenti di simulazioni climatica, gli scienziati hanno confrontato la frequenza delle precipitazioni estreme che hanno colpito la regione interessata dalle inondazioni mortali, con la frequenza delle precipitazioni prevista in un “mondo pre-industriale”, ovvero un mondo con un clima più freddo di 1,2°C rispetto ai livelli odierni. «I modelli suggeriscono che il cambiamento climatico causato dall’uomo ha aumentato l’intensità delle precipitazioni di tali tempeste del 3-19% rispetto al clima pre-rivoluzione industriale», si legge sulla rivista scientifica Nature. Inoltre l’aumento di 1,2°C dovuto al riscaldamento globale indotto dalle attività umane fa sì che i suddetti eventi meteo estremi si verifichino in una qualsiasi regione dell’Europa occidentale con una ciclicità di circa 400 anni. Una frequenza che ha subito un aumento dell’1,2% – 9% rispetto ai livelli pre-industriali.

Inondazioni mortali nove volte più probabili a causa della crisi climatica
A sinistra: precipitazioni accumulate in due giorni nella regione interessata dagli eventi estremi (13-15 Luglio)
A destra: precipitazioni accumulate nell’arco di 24 ore per ciascuno dei singoli giorni dell’evento estremo Fonte immagine e descrizione: https://www.worldweatherattribution.org/heavy-rainfall-which-led-to-severe-flooding-in-western-europe-made-more-likely-by-climate-change/

La raccolta di tutte le prove disponibili, compresa la comprensione fisica, le osservazioni su una regione più ampia e i diversi modelli climatici regionali, confermano che i cambiamenti climatici causati dalle attività umane hanno aumentato la frequenza e l’intensità degli eventi meteo estremi, fattori che peggioreranno col peggiorare della crisi climatica. Secondo il professor Maarten van Aalst dell’Università di Twente, nei Paesi Bassi, «Gli enormi costi umani ed economici di queste inondazioni sono un duro promemoria del fatto che i Paesi di tutto il mondo devono prepararsi per eventi meteorologici più estremi. Abbiamo urgente bisogno di ridurre le emissioni di gas serra per evitare che tali rischi diventino incontrollabili».

Necessità confermata da Sjoukje Philip, ricercatore climatico presso il Royal Netherlands Meteorological Institute e coautore dello studio, secondo cui, considerando le difficoltà nelle analisi inerenti l’influenza dei cambiamenti climatici su un singolo evento meteo estremo, la scienza è in ogni caso riuscita a dimostrare che le emissioni di gas serra hanno reso più probabili e più intense le precipitazioni estreme e conseguentemente le inondazioni mortali in tutta l’Europa occidentale.

Marco Pisano

Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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