Un domingo è lo spettacolo teatrale che omaggia l’arte circense, una fantasmagoria acrobatica creata dalla mente di Florent Bergal e messa in scena dalla compagnia argentina Proyecto Migra che ha conquistato il pubblico napoletano durante la sua prima europea al Teatro Nuovo, in occasione del Campania Teatro Festival.
La trama quasi non conta: ambigua, a tratti paradossale, ci mostra una domenica qualunque di una famiglia stravagante, i cui equilibri interni già precari sono turbati dall’arrivo di uno sconosciuto. La scena si apre sul lusso di una casa di ricchi possidenti. Un quadro alla parete, forse il ritratto di un’antenata, sul tavolo al centro quella che sembra essere dell’argenteria. Poi le luci investono il corpo di una donna seduta, immobile, su una poltrona rossa, intonata col velluto rosso – barocco, ridondante – del drappo che ricopre il fondo, forse il sipario teatrale. I due occhi strabuzzati della donna fissano un secondo personaggio, che calca la scena reggendo tra le mani un’enorme zucchina: così inizia uno spettacolo assurdo ed esilarante, in cui il corpo umano e le sue infinite possibilità di movimento sono i veri protagonisti. Tra volteggi in aria, numeri di giocoleria e danze acrobatiche i sei personaggi di Un domingo ci raccontano il gioco del teatro attraverso una trama tipizzata, che non è altro che un espediente per mettere in mostra le abilità circensi degli attori e delle attrici. Tra le note di regia si legge: «Restiamo tra le mura del teatro: le scene necessitano di un contesto, di uno spazio in cui mettere in scena le azioni. Il teatro serve a questo: è uno spazio di rappresentazione che evoca emozioni, non le illustra. C’è un desiderio di catarsi permanente che rende la fantasia più accessibile. Tuttavia, gli elementi visibili che appartengono al teatro sono sempre presenti. Il sipario rosso del teatro non è nascosto, anzi, viene usato per il nostro gioco… Le entrate, le uscite, le apparizioni, le sparizioni, i passaggi, le fughe… sono elementi importanti nel nostro lavoro. Ci piace quando un personaggio o un’azione possono impadronirsi di una scena e trasformarne il significato. Lo spazio teatrale è una delle materie prime delle nostre creazioni».
Poche battute, scambiate in varie lingue moderne (in spagnolo, ma anche in inglese e in italiano) reggono il racconto. La trama ha i tratti della commedia plautina: i suoi personaggi non sono approfonditi sul piano psicologico e rispettano i ruoli classici della narratologia. In Un domingo si affacciano sulla scena il padre padrone, la coppia di adolescenti innamorati ostacolati dal padre, la madre insoddisfatta che accoglie le lusinghe del giovane innamorato della figlia, la pecora nera della famiglia e il servus callidus. Tuttavia, la modernità della visione del regista consente di non disdegnare, a volte, una lieve messa in crisi dei ruoli dei personaggi: i ruoli narratologici e quelli di genere vengono sfidati, ad esempio, attraverso le movenze effeminate del moderno Trimalcione che fa da padrone di casa o dal ballo sfrenato e animalesco della moglie Beatriz, che ci viene mostrata in preda a deliri dionisiaci, complice lo sguardo seducente del nuovo arrivato all’interno della famiglia.
Il Campania Teatro Festival ha ospitato dunque uno spettacolo internazionale dal carattere stravagante e dissacrante, accolto con grande entusiasmo dalla platea partenopea nella sua prima in Europa.
Giulia Imbimbo
















































