Play Strindberg, pietra miliare del teatro contemporaneo al Bellini

Play Strindberg, un Classico di Dürrenmatt

Play Strindberg dal 5 al 10 dicembre 2017 è in scena al teatro Bellini di Napoli, per la regia di Franco Però. Con l’impeccabile interpretazione degli eccellenti attori Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni.

Trattasi della rilettura che Friedrich Dürrenmatt volle realizzare negli anni ’60 del novecento di Danza macabra del drammaturgo August Strinberg al teatro di Basilea.

Dürrenmatt, insoddisfatto delle traduzioni e rappresentazioni precedenti, riscrive l’opera dell’autore svedese, reinterpretandone le molteplici possibilità espressive. Dà vita ad un nuovo classico di straordinaria attualità considerato tutt’oggi una pietra miliare della drammaturgia contemporanea.

Play Strindberg, pietra miliare del teatro contemporaneo al Bellini

Play Strindberg, una tragedia familiare

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.

[Anna Karenina, Lev Tolstoj] 

ll conformismo della borghesia, la falsità delle convenzioni, la famiglia intesa come trappola sociale. Questi i temi enucleati nelle pièce che si apre nel giorno delle nozze d’argento dei coniugi Alice e Kurt, segnato dall’inesorabile scorrere della clessidra del tempo.

Play Strindberg, un’opera densa che si concentra nell’unità dello spazio del ring dove i personaggi con feroce sarcasmo si sfidano come in un estenuante incontro/scontro di boxe.

A destra un tavolino e un telegrafo. A sinistra due divani. Alice fila la vita del coniuge come un Moira di rosso vestita. «Cosa c’è per cena?» chiede Kurt nella ristrettezza di una stanza. La ristrettezza della miseria. Lo spazio chiuso della loro vita coniugale monocorde e asfissiante. E osservando dalla finestra il mondo fuori, i personaggi mantengono quel carattere naturalistico di un “Zola svedese” reinterpretato da Dürrenmatt in Play Strindberg con ottica brechtiana.

Nella sua estasi strindberghiana Durenmatt amplifica il nichilismo e la visione di una umanità sommessa. Che incede a passo lento, incapace di cambiare il proprio destino.

play strindberg, la pietra miliare del teatro contemporaneo al Bellini

Un giorno arriva sull’isola Edgar lo “straniero”. Nel cugino la donna ormai anziana ritrova l’entusiasmo della giovinezza perduta, l’antica passione del teatro, la fascinosa atmosfera di Copenaghen. Ritrova lo slancio vitale della passione, illudendosi di poter cambiare vita e fuggire da una esistenza grigia e di stenti. Ma si ritroverà nuovamente sola e disillusa ad accudire un marito invalido con le sue sole forze.

Metafore sceniche in Play Strindberg: la dialettica del ring 

Il ring di Play Strindberg, è la metafora scenica dell’estenuante duello a suono di gentili insulti e feroce odio. Il gong claustrofobico riverbera nella fortezza dell’isola. La rinascita è impossibile. Il nemico Kurt combatte contro la malattia e non si arrende alla dipartita: «vivrò altri 20 anni!», ribatte fiero. Ad ogni suo svenimento Alice gli urla addosso il suo “memento mori”. Senza comprendere che quell’estenuante duello è una ‘danza macabra‘ tra due persone già morte.

È una lotta dell’autodistruzione, dove i personaggi escono dal ring per aspettare inermi il proprio turno. La dialettica di un virtuosismo grottesco, scandito da undici gong e interludi a parte in cui gli attori rompendo la quarta parete, presentano la scena.

Siamo ormai giunti nel finale di questa tragedia familiare. Kurt è paralizzato ma, ancora vivo. Ora lo sguardo ormai disincatato di Alice acquisisce una profondità brechtiana. Ai suoni gutturali di quel marito “straordinariamente insopportabile”, ora non oppone più parole di sarcasmo, ma parole mute che sembrano dire:

Lo ammetto, non ho speranza.

Il cieco parla di una via di uscita. Io ci vedo.

Quando tutti gli errori sono esauriti
l’ultimo compagno che ci sta di fronte
è il Nulla.

[Ai nati dopo di noi, Bertolt Brecht]

Play Strinberg, la pietra miliare del teatro contemporaneo al Bellini

Play Strindberg, il cast

Traduzione di Luciano Codignola, regia Franco Però. Con Maria Paiato – Alice Franco Castellano – Edgar, Maurizio Donadoni – Kurt scene Antonio Fiorentino. Costumi Andrea Viotti. Luci Luca Bronzo. Musiche Antonio Di Pofi.  Coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Artisti Riuniti, Mittelfest 2016.

Rosa Auriemma

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