Il 20 e il 21 dicembre 2025, il Teatro Leonardo di Milano ha dedicato due spettacoli interamente alla comicità, confermandosi uno dei luoghi più vivi e coerenti della scena teatrale milanese. Due appuntamenti firmati Zelig Lab, pensati come uno spettacolo natalizio ma capaci di mantenere intatta quella cifra stilistica che, da anni, rende Zelig un punto di riferimento per la comicità italiana. Sradicati dalla storica sede di viale Monza, i comici di Zelig Lab hanno saputo incantare il pubblico, centrando appieno lo scopo della serata: un momento di puro divertimento, ideale per avvicinarsi alle feste con il sorriso.
Non si è trattato quindi di un semplice “speciale di Natale”, bensì di una proposta che ha saputo mescolare leggerezza, ironia e sperimentazione.

A guidare il pubblico lungo questo percorso è stato Davide Paniate, con una conduzione brillante, dinamica e mai scontata. Fin dall’inizio chiarisce il tono della serata: non un semplice presentatore, ma un vero protagonista, capace di tenere insieme i vari momenti dello spettacolo con intelligenza comica e grande autoironia. Emblematica la sua battuta: «Sono il generico di Claudio Bisio. Abbiamo la stessa funzione, ma io costo decisamente meno», che strappa subito la risata e crea un contatto diretto con la platea. Il tutto senza rinunciare alla consueta autoironia cona la domanda «Quanti mi seguono su Instagram?», la cui risposta ha poi fatto da filo conduttore alla comicità della serata.

Lo spettacolo, della durata di circa 100 minuti, si apre con l’ingresso sul palco dei The Pax Side of the Moon, che accompagnano Paniate nella narrazione. La band, attiva dal 2011 e spesso definita “erede illegittima” degli Elio e le Storie Tese, porta sul palco una presenza musicale originale e fuori dagli schemi. In questa occasione, la cantante interpreta alcune delle più celebri canzoni melodiche italiane, intrecciandole con le arie natalizie più note, creando un accompagnamento musicale funzionale, coinvolgente e sorprendentemente efficace.

Paniate si auto-definisce il Caronte di questa traversata comica, chiamato a traghettare sul palco cinque artisti diversi per stile, linguaggio e percorso, ma accomunati da una comicità rapida, diretta e spesso basata sul coinvolgimento attivo del pubblico. Ogni comico ha il suo spazio, il suo tempo e la sua firma personale, all’interno di una struttura ben orchestrata che non perde mai ritmo.

Il primo a lasciare il segno è Eddy Mirabella, personaggio fantasioso e poliedrico, che racconta con i suoi sketch una carriera costellata da oltre cento provini falliti per il Cirque du Soleil. Fallimenti che diventano materia comica e occasione per stupire: le clownerie, la giocoleria, l’equilibrismo, danno vita ad una comicità grottesca e contemporanea. La sua forza sta soprattutto nella capacità di improvvisare e di gestire gli imprevisti, trasformandoli in parte integrante dello spettacolo.

A seguire, l’energia positiva di Max Samaritani, comico, attore e operatore di teatro sociale. La sua comicità parla di corpo, immagine e vita quotidiana, con una marcata autoironia. Samaritani invita, infatti, il pubblico a guardare la realtà con sincerità, senza filtri e senza inutili drammi. Ne nasce quindi una risata che fa pensare, leggera ma mai superficiale, racchiusa nella sua firma stilistica: la Total Positivity.

Non manca un momento di narrazione travolgente e provocatoria, grazie ad Alice Redini, la quale, giocando con il tema dei diritti degli uomini, ribalta stereotipi e luoghi comuni con intelligenza e ritmo serrato.

La serata si arricchisce di una firma Zelig che non può assolutamente mancare: il momento illusionistico. Un momento reso possibile da un’autentica magia firmata Nikolas Albanese, che per atmosfera e stile richiama un giovane Mago Forrest, tra illusioni, sorpresa e una comicità dal gusto surreale. I suoi sketch sono rapidi, ricchi di suspense e mai scontati, costruiti su un efficace contrasto tra l’effetto magico e l’ironia. In chiusura, Corinna Grandi, con uno sketch che mette in scena una donna forte, sicura e consapevole. Il suo intervento è incisivo, ironico e perfettamente calibrato, capace di lasciare il pubblico con una sensazione di completezza e soddisfazione.

Ancora una volta il Teatro Leonardo dimostra di saper proporre un modo intelligente di fare teatro comico: offrire ai suoi spettatori una serata piacevole, leggera e spensierata, in cui ridere di sé stessi e dei piccoli problemi quotidiani che spesso si ingigantiscono, ma che l’ironia riesce a rendere più lievi e sopportabili.

Elisabetta Vinci

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