Gli investimenti in ambito di ricerca spaziale stanno aumentando notevolmente. Abbiamo seguito e stiamo seguendo diverse delle recenti conquiste fatte nella scoperta di nuovi sistemi planetari, anche al di fuori della nostra galassia. Le sfide spaziali di cui abbiamo parlato in questi giorni non finiscono qui: Cina e Giappone sembrerebbero intenzionate a voler raggiungere con propri astronauti il nostro misterioso e bellissimo satellite, la Luna.

Proprio così, a distanza di alcuni anni dall’ultima passeggiata di esseri umani sulla Luna, i cinesi e i giapponesi contano di ritornarci. La prima a darne notizia è stata la Cina che con la sua agenzia spaziale CNSA (China National Space Administration) ha promesso di arrivarci entro il 2036. Più recente è la notizia diramata dall’agenzia spaziale giapponese JAXA che ha, invece, previsto lo sbarco sulla Luna nel 2030 proponendosi di anticipare, quindi, la missione cinese.

In particolare la Jaxa sta programmando le sue missioni lunari grazie anche agli scenari che si apriranno grazie alla partnership con la NASA per la costruzione di una stazione spaziale internazionale che orbiterà proprio intorno alla Luna e che renderà più agevole la programmazione ed il successo del programma lunare giapponese.

La stazione spaziale in orbita lunare dovrebbe essere pronta entro il 2025, in tempo utile per le ambizioni del Sol Levante. Maggiori dettagli riguardo gli ambiziosi programmi degli astronauti nipponici dovrebbero essere resi noti il prossimo anno.

Anche sul fronte cinese le notizie certe scarseggiano, anche se in realtà le attività in tale ambito offerte dalla Cina hanno già portato al rientro, nello scorso novembre, di due astronauti lanciati in una missione orbitale. L’anno prossimo la CNSA ha previsto la partenza di una sonda spaziale che avrà come obiettivo l’esplorazione del lato oscuro della Luna. La sfida tutta orientale per la conquista della Luna è partita. Resta solo da vedere chi tra Cina e Giappone riuscirà per prima nel proprio intento.

Salvatore Annona

 

 

Greenpeace

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