PTO
Fonte: Kobu Agency (via Unsplash)

Quando si pensa al mondo del lavoro, oggi, appare chiaro su più livelli quanto, esso, sia effettivamente cambiato. Soprattutto analizzando il mercato aziendale, è possibile rendersi conto di quanti accorgimenti una company necessiti, effettivamente, per poter essere competitiva. Nella stragrande maggioranza dei casi, comunque, le forme di marketing e diffusione dei prodotti e servizi erogati dall’impresa avvengono online, ma ciò non vuol dire che non continuino ad esserci delle iniziative, nate in realtà diversi anni addietro, che sono ancora in grado di fidelizzare la clientela o avvicinare nuovi lead.  

Stiamo parlando di pratiche di advertising come la PTO, ossia una forma pubblicitaria da dover pianificare in maniera molto dettagliata e che avviene con la diffusione di oggetti promozionali come i gadget. La pubblicità tramite oggetto è nata con lo scopo di diffondere l’immagine aziendale e ottenere visibilità a basso costo. Per questo motivo le aziende hanno iniziato a diffondere oggetti brandizzati e portato allo sviluppo del mercato dei gadget personalizzati. Con il trascorrere degli anni i principali ecommerce hanno iniziato ad adottare nuove tecniche di stampa, come ad esempio la serigrafia, la stampa tampografica, con plotter, laser, digitale e transfer riuscendo a realizzare e consegnare gli oggetti in pochi giorni (maggiori informazioni su questo sito).

Insomma, la pubblicità tramite oggetto è una strategia di marketing presente all’interno dei vari mercati del lavoro da diverso tempo e che continua a trarre non pochi risultati. La forma strategica in quesitone nacque a partire dagli anni ’80 e, con la rivoluzione digitale che ha interessato il mondo del lavoro negli ultimi anni, essa non è sparita, ma ha avuto modo di cambiare e implementarsi. Nella pubblicità tramite oggetto, per l’appunto, è il gadget a farsi mezzo pubblicitario, veicolando un vero e proprio messaggio promozionale. Di seguito, scopriamo i particolari e i vantaggi di questo modo di fare marketing.

Usare i gadget per fare marketing, la psicologia dietro la PTO

La pubblicità tramite oggetto nacque come risposta diretta alle forme pubblicitarie di massa, prima ancora dell’avvento del web. Ci stiamo, chiaramente, riferendo ai messaggi promozionali diffusi attraverso radio, televisione e stampa e che, per natura, si rivolgono ad un bacino d’utenza ampio ed indistinto. Fare pubblicità attraverso i gadget permise alle company di veicolare un determinato messaggio ad un bacino d’utenza specifico, fidelizzando i clienti con strategie di comunicazione mirate e studiate in modo molto dettagliato.

I gadget diventavano metodi utili per diffondere messaggi, esercitando funzioni primarie e rivelandosi molto utili nel quotidiano delle persone, rimandando costantemente alla connessione tra il consumatore e l’azienda e, quindi, spingendo questi ultimi a mantenere gli standard relazionali intrattenuti con la company. Stando alla psicologia applicata all’economia, infatti, fare gadget marketing, anche oggi, permette alle company di restare impresse nella mente dei clienti, portandoli in maniera praticamente spontanea a contraccambiare con l’acquisto di un bene o di un servizio a marchio.

Tutti i vantaggi della pubblicità tramite oggetto

Sono diversi, come abbiamo visto, i punti di forza dell’advertising effettuato attraverso i gadget promozionali. Possiamo affermare che, principalmente, essa si attui per fidelizzare la clientela grazie ad accessori brandizzati. Il vero punto di forza della PTO, infatti, risiede nella sua originalità, permettendo ai consumatori di godere di prodotti stimolanti, utilizzabili quotidianamente e, oggi più che mai, dall’estetica accattivante. Gli oggetti promozionali, del resto, vengono scelti a seguito di indagini accurate, utili a destare l’interesse nei confronti degli accessori stessi, prima ancora che dei prodotti da parte del pubblico a cui, generalmente, l’azienda si rivolge. È proprio per questa ragione che, nella PTO, la creatività rivesta un ruolo particolarmente importante in fase di pianificazione.

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