Dal Museo d’Orsay: Impressionisti Tête à tête arriva a Roma presso il Complesso del Vittoriano (Ala Brasini) dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016.
Prosegue con ottimi successi la mostra impressionista Tête à tête con circa sessanta opere che ritraggono la società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti furono esponenti e testimoni.
La mostra nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia. Essa è curata da Guy Cogeval, presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie con la curatela scientifica di Xavier Rey, direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay e di Ophélie Ferlier, conservatore del dipartimento di sculture del Musée d’Orsay.
“Abbiamo voluto sottolineare, prima di ogni cosa, l’importanza del ritratto nella cultura impressionista, ha spiegato Rey. La scelta delle opere è stata infatti finalizzata a restituire un intero ambiente culturale e sociale attraverso la raffigurazione di personaggi famosi, letterati, pensatori e artisti, immersi nella loro dimensione intima di affetti come ad eventi mondani”
Sono pittori che amano il loro tempo… cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni. Zola, 1868.
Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin: questi, tra i tanti, gli artisti in mostra. Tra i soggetti per eccellenza vi erano artisti e letterati, famiglie, amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti che evocano episodi di un’esistenza dilaniata che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume.


Con gli Impressionisti scompaiono le distinzioni tra i generi, tanto che risulta abbastanza difficile distinguere il ritratto di un individuo da quello i un modello professionale. Si ritrae semplicemente ciò che si vede così come lo si vede. Non si allude all’arte della mimesi, non si rispettano parametri ne concezioni realiste. Tutto risulta essere sempre un prodotto originale e innovativo.
“Non si tratta più della riproduzione di una fisionomia o dell’analisi di un carattere, ma dell’istantanea di un essere umano in un contesto familiare o sociale, magari circondato da quelli che incidono nella sua vita” ha aggiunto la Godart.
“Il modello, non più fissato in una convenzione fuori dal tempo, è vivo nel mondo”.
Sabrina Mautone

















































