Cinquanta sfumature di Jane Austen: l’amore ai tempi del sadomaso

Che per voi sia semplicemente una ricorrenza commerciale o il giorno più romantico dell’anno, oggi è San Valentino. Appassionati biglietti d’amore, simbolici cioccolatini e meravigliosi mazzi di fiori: ad oggi San Valentino è una festa “consumistica“, un’altra occasione per aprire il portafogli anche se, simbolicamente, il 14 febbraio rappresenta il giorno in cui si celebra l’amore.

Le origini di questa ricorrenza sono piuttosto incerte e hanno a che fare con i Lupercalia, festività romana legate al culto degli innamorati e della fertilità.

Resiste una famosa leggenda legata a San Valentino che narra di un giovane di nome Sabino che si innamorò follemente di una ragazza, Serapia. L’unione era ostacolata dal fatto che Sabino fosse pagano, mentre la famiglia di Serapia cristiana. I giovani per coronare il loro sogno d’amore chiesero aiuto al Vescovo Valentino: il giovane Sabino era deciso a ricevere il battesimo così da potersi unire alla sua amata. Per un nefasto gioco del destino, Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato, allora, al capezzale della ragazza. Battezzò il giovane Sabino e unì i due in matrimonio: solo in questo modo sarebbero stati uniti per l’eternità.

La concezione che abbiamo oggi di San Valentino, ossia della festività per eccellenza di un amore romantico, prende forma nel Medioevo dall’idea struggente di “amor cortese”.

amore Valentino

La letteratura ha, difatti, da sempre dato ampio spazio a storie d’amore tormentate e romantiche, provando a raccontare uno dei sentimenti più universali e, allo stesso tempo, più difficili da descrivere a parole.

Bei tempi quelli in cui Mr Darcy, con i suoi modi orgogliosi e il suo temperamento da gentiluomo, rappresentava l’emblema dell’uomo ideale. Considerato solo nella sua patina superficiale, “Orgoglio e Pregiudizio” è il libro del romanticismo più sfrontato e dell’idea suprema di amore romantico: la bella Elizabeth alla fine sposa l’uomo facoltoso e ricco, superando e annullando qualsiasi confine sociale. È un libro che, tuttavia, fa soprattutto riflettere sugli errori in cui si incappa, quando ci si lascia sopraffare dai sentimenti sbagliati: quando si è succubi dell’orgoglio e accecati dal pregiudizio. E non staremo qui a sottolineare la sottile e “ironica” critica sociale della Austen, il rimarcare ossessivamente l’idea del matrimonio e la nitidezza beffarda con cui mette in luce i limiti della società: il “matrimonio” inteso quasi come un contratto da stipulare e nessun spazio per i sentimenti veri.

Perché, per una donna, il senso della vita si risolve lì:

«era l’unica sistemazione onorata per delle ragazze bene allevate ma di scarsi mezzi; e quantunque non fosse certo che recasse la felicità, era il più gradevole riparo contro la povertà».

Ed Elizabeth in questo è un personaggio anticonformista e “moderno“: pur avendo una madre ossessionata dall’idea di “accasare” le figlie, arriva a rifiutare non una, ma ben due proposte effettivamente vantaggiose per lei, mettendo sempre in primo piano sé stessa e l’amor proprio. La penna della Austen è acuta e graffiante, mentre descrive con minuziosa ironia le convenzioni di una società in cui apparire conta molto più che essere.

amore Valentino

Ma allo stesso tempo l’attrattiva di “Orgoglio e Pregiudizio” è forse la storia d’amore senza tempo, la moderna favola, in cui si va oltre le convenzioni sociali e qualsiasi differenza di condizione economica, dove il disprezzo si trasforma in comprensione e poi in amore.

E ancora, potremmo omaggiare il bellissimo “Cime Tempestose” di Emily Brontë: il romanzo per eccellenza dell’amore come forza totalizzante e irrazionale. La bellezza del libro è nel suo essere sgombro da ogni ornamento, perché racconta di una storia lontana dal semplicistico «e vissero per sempre felici e contenti»: l’amore è inteso nella sua essenza più totale, e come tale anche in senso prettamente negativo, una storia di un sentimento ardente che va oltre ogni cosa. La bella e capricciosa Catherine e il rozzo e duro Heathcliff sono due personaggi dalla passionalità bruciante e a tratti “crudeli” nell’essenza, e il tutto viene portato ai limiti più estremi. Amore e odio che convivono, si scontrano e trovano sempre nuovi compromessi.

Un libro che ci ha regalato una delle dichiarazioni d’amore più belle della letteratura di tutti i tempi:

«Quale scopo avrebbe la mia creazione se io mi esaurissi completamente qui? Le mie grandi sofferenze in questo mondo sono state le sofferenze di Heatchliff, e io le ho osservate e patite tutte sin dall’inizio; il mio pensiero principale nella vita è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io continuerei a essere; e, se tutto il resto persistesse e lui venisse annientato, l’universo mi diverrebbe estraneo; non mi sembrerebbe di esserne parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi; il tempo lo muterà, lo so bene, come l’inverno muta gli alberi. Il mio amore per Heathcliff è simile alle rocce eterne ai piedi degli alberi; fonti di poca gioia visibile, ma necessarie. Nelly, io sono Heatchliff –lui è sempre, sempre nella mia mente, non come un piacere, così come io non sono sempre un piacere per me, ma come il mio stesso essere; dunque, non parlare ancora di una nostra separazione: è impossibile…»

E se la Catherine di Emily Brontë è ardente e capricciosa, sua sorella Charlotte delinea uno dei personaggi femminili più emancipati che la letteratura ci abbia regalato.

Jane Eyre racconta dell’amore a cui non vogliamo soccombere: l’amore sbagliato, che va contro quelle che sono le convenzioni e il buon senso, l’amore che vorremo solo estirpare dal nostro cuore ma che, alla fine, è una forza travolgente che non può fare a meno di stravolgerci. E forse sarebbe semplicistico classificarlo solo come un “romanzo d’amore”, perché la sua vera forza è nella protagonista, la donna forte e indipendente che la Brontë delinea in modo “intimistico” anche nelle sue fragilità più vere.

E, dunque, la letteratura ci ha narrato incredibili ed eterne storie d’amore e ha creato indimenticabili personaggi femminili. Ad oggi, tuttavia, ciò che l’industria culturale ci propone è solo l’ennesima macchinazione mediatica.

Con numeri da capogiro, più di 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo, la saga di “Cinquanta Sfumature” altro non è che una trovata di marketing ben riuscita. Nata come fanfiction di “Twilight”, l’hype intorno alla trama è cresciuto così tanto che non importa quanto la storia sia banale e la prosa ripetitiva, ciò che conta è che si deve assolutamente leggerlo. E il cinema ha fatto il resto: ingaggiati i due “bellocci” di turno (Dakota Johnson e Jamie Dornan) si è giocato più sulla prestanza fisica dei due protagonisti che sulle effettive doti recitative.

amore Valentino
Dakota Johnson e Jamie Dornan

L’8 febbraio è uscito l’ultimo film della trilogia: così come i due precedenti il mese prescelto è sempre Febbraio, in vista di San Valentino.

La trama di fondo è abbastanza nota: Anastasia è la ragazza della porta accanto, che all’improvviso si ritrova catapultata nel mondo dell’imprenditore miliardario Mr Grey. Bello, ricco e intelligente: sulla carta l’uomo perfetto, se non nascondesse un “vizietto” un po’ particolare. E dopo che intere generazioni hanno sognato Mr Darcy, oggi per un’inspiegabile inversione di tendenza è Mr Grey ad affascinare e ad infuocare la fantasia e gli animi femminili.

E allora oggi ci tocca accontentarci di dichiarazioni di questo tipo:

«Primo: io non faccio l’amore; io f***o senza pietà. Secondo: ci sono molte altre scartoffie da firmare. Terzo: non sai cosa ti aspetta. Sei ancora in tempo per dartela a gambe. Vieni, voglio mostrarti la mia stanza dei giochi

La sua dolce metà Ana è il modello di donna che ci propone il best seller, la donna che il testo vuole farci vedere come indipendente e forte, che piega il dominatore con la forza del suo amore. Ma Anastasia non ha l’intelligenza vivace di Elizabeth, la passionalità brutale di Catherine e l’indipendenza sfrontata di Jane.

Se vogliamo davvero sapere d’amore, se vogliamo comprenderlo nella sua essenza totalizzante e devastante, lasciamo da parte le “Cinquanta Sfumature” di un qualsivoglia colore. Sull’amore vero, analizzato e narrato in tutte le sue sfumature, c’è ben altro da leggere.

Vanessa Vaia

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