De Magistris: Potere al popolo effetto della rivoluione napoletana

Era maggio del 2016 quando Luigi De Magistris chiuse un convegno di campagna elettorale gridando a pugno chiuso: «potere al popolo». Oggi, quel «Potere al popolo» è una lista che concorrerà alle prossime elezioni politiche il 4 marzo.

Un De Magistris implacabile, l’uomo e il politico candidato a Sindaco di Napoli nel 2011 che è riuscito a farsi rieleggere anche nel 2016 lasciando l’ultimo comizio auspicando che il potere fosse nelle mani del popolo in sua rappresentanza. Qualcuno disse che i toni utilizzati erano stati eccessivi, quel pugno chiuso poi, accompagnato da uno slogan così forte: «potere al popolo», rappresentava un’ulteriore calamita per le critiche. Quel potere al popolo, oggi, è una lista, precisamente un progetto. Un progetto politico – sociale “a tempi record”, come i media tendono a definirlo “un progetto cresciuto a Napoli, epicentro da cui si è sviluppato, coinvolgendo rapidamente tutta la nazione”.

Un progetto che ha origine dall’esperienza giovanile, da quella che De Magistris stesso chiama “rivoluzione napoletana”, la cui liberazione popolare passa necessariamente dal popolo stesso, attraverso assemblee democratiche, incontri territoriali, analisi sociali, i cui messaggi sono chiari, cristallini ed accessibili. Un progetto che non nasce oggi, basti pensare ai protagonisti di questa lista o agli stessi sostenitori: persone semplici, di tutte le età, la cui lotta sociale inizia sui propri territori, affacciandosi più volte a realtà similari nazionali e internazionali, sino a giungere ad oggi, proponendosi come alternativa alla politica mediocre di questi anni di pseudo destre e sinistre. Giovani generazioni allo sbando, così direbbero i politichesi di quest’epoca, sottolineano importanti lotte e possibilità, in un programma scritto a più mani.

Un’alternativa che parte da Napoli e sostenuta, tra l’altro, da alcuni protagonisti del movimento demA appartenente al Sindaco De Magistris, il cui nome, tuttavia, non si legge. Non dovrebbe sorprendere la sua non candidatura, più volte ha dichiarato di voler finire il suo mandato e solo successivamente avrebbe pensato ad altri progetti, senza nascondere, tuttavia, il dispiacere di non poter concorre alle ultime elezioni. Un De Magistris che non si candida con nessuno ma che si sbilancia facendo delle dichiarazioni in merito alla lista Potere al Popolo: «è un progetto molto bello, è importante che dei ragazzi che io ammiro, stimo per la loro intelligenza, per la loro passione, per il loro coraggio e la loro follia, decidano di opporsi a grandi colossi come i partiti, candidandosi». Affermando che tale decisione rappresenta sicuramente un effetto politico della rivoluzione napoletana, ricordando, inoltre: «non mi schiero perché faccio il Sindaco h24, però apprezzo questi giovani che decidono di non affidare il proprio destino solo delegando ma mettendoci la faccia». E, a chi insinua che in futuro questo movimento possa sottrarre voti o comunque contrapporsi al movimento demA, risponde: «siamo sulla stessa strada e credo che porteremo tutti insieme la genuinità e il coraggio dell’esperienza partenopea a livello nazionale, per attuare la costituzione in difesa dei beni comuni».

Insomma, un De Magistris che non risponde esplicitamente alla domanda: «chi voterà il 4 marzo?» ma che non nasconde il suo apprezzamento per la lista di sinistra Potere al Popolo definendola come «l’unica che dice qualcosa di maggiormente radicato con il popolo». Riflessioni avvenute anche durante l’assemblea demA di cui egli stesso è Presidente, dichiarando: «abbiamo ritenuto che bisogna concentrare il lavoro per il congresso di maggio, per le prossime amministrative e i futuri impegni. Ma chiaramente non siamo spettatori neutrali né alimenteremo la lista degli astensionisti», senza nascondere, inoltre, le preoccupazioni nei confronti della legge elettorale: «penso, da come è formulata la legge elettorale, che sarà molto difficile avere uno schieramento vincente il 4 marzo con una linea politica chiara».

Chiarisce, in maniera più dettagliata il fratello di Luigi De Magistris, Claudio, dichiarando: «Non ci sono nostri candidati, il Movimento non si è espresso e non ha proposto nè definito alcuna candidatura. Chi si è proposto lo ha fatto a titolo personale, da indipendente, e come tale non deve esporre il Movimento». Questa la risposta secca e diretta per chi tira per il colletto i fratelli De Magistris e lo stesso Movimento; il segretario, inoltre, ci tiene a precisare che la chiamata in causa di demA è del tutto legittima: «siamo in tanti ed è normale che ci siano posizioni diverse soprattutto in mancanza di un nostro coinvolgimento diretto» in riferimento alle pressioni di questi giorni e, continua: «tutto si muove però nella coerenza dei nostri programmi e nell’essere alternativi alle destre, in tutte le sue forme, e per questo non bisogna lasciarsi trascinare in dispute e scontri al nostro interno, gli obiettivi restano altri».

Dopo il 5 marzo alte le aspettative, il Movimento demA concorrerà alle Europee mettendo alla prova il lavoro di questi anni, nonché, molto probabilmente, la forza politica di Claudio De Magistris.

Bruna Di Dio

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

3 Commenti

  1. Ciao Bruna complimenti per il tuo lavoro lo stai svolgendo benissimo. Continua così è se un domani penserai di entrare in politica i 5 stelle sarebbero fieri di te un abraccio

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