napoli, parco dei murales, ponticelli

Ponticelli è una periferia di Napoli Est che insieme a San Giovanni a Teduccio e Barra forma il cosiddetto “triangolo delle Bermuda”. Quando si sente parlare ai telegiornali di Ponticelli le notizie riguardano sempre fenomeni di camorra, blitz e spaccio di droga.

Innegabilmente Ponticelli è un quartiere degradato e lasciato alla deriva dalle istituzioni, come se nessuno più ricordasse che nella Napoli Est esiste una periferia che ha bisogno di essere salvata e valorizzata per tornare a vivere. Ma esiste una realtà che non tutti conoscono e nessuno ne parla: stiamo parlando del Parco Merola meglio conosciuto come parco dei murales.

L’iniziativa per il parco dei murales di Ponticelli è promossa da INWARD, l’Osservatorio legato allo studio, alla ricerca e allo sviluppo della creatività urbana che si pone come obiettivo quello di riqualificare il territorio attraverso la pratica della street art, la cosiddetta “arte di strada” che non è assolutamente un atto vandalico, ma un modo di esprimere il proprio talento con l’intenzione di comunicare qualcosa.

Tanti street artist hanno dato il proprio contributo alla riqualificazione e alla sensibilizzazione per il parco dei murales di Ponticelli: uno di questi è Jorit AGOch, autore della street art “Ael, tutt egual song e criatur”. La “zingarella” è stato uno dei primi murales realizzati per il parco Merola in occasione della XI settimana contro il razzismo. Senza ombra di dubbio a colpire sono gli occhi profondi di Ael: verdi, come la speranza di un bambino rifugiato che prova a mettersi in gioco e a non subire discriminazioni perché ha una pelle o una religione diversa. Ael è il simbolo emblematico di chi ancora crede in un futuro migliore che può rifiorire grazie all’aiuto dell’istruzione scolastica.

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“Ael, tutt’egual song’e criature”

Al Parco dei Murales di Ponticelli, Ael non è l’unica bambina raffigurata: la talentuosa street artist italiana Le Fille Bertha ha realizzato uno splendido murales che reca il titolo di “A Mamm e tutt e Mamm”. Al centro, con colori vivacissimi è raffigurata in maniera ludica la “Madonna della Misericordia” e ai suoi lati due piccole bambine gemelle che cercano protezione. Anche questo murales ha un intento comunicativo ben preciso: al giorno d’oggi la maternità da qualcuno è vista come un ostacolo e un “incidente di percorso” e da qualcun’altro come un dono prezioso. Da un lato è impossibile non pensare all’alto tasso di natalità delle madri nelle zone periferiche di Napoli, ma purtroppo bisogna anche considerare che al giorno d’oggi le donne che scelgono di diventare madri incontrano una serie difficoltà nel mondo del lavoro e sono costrette ad accantonare (forse momentaneamente) la loro carriera.

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“A Mamm’ ‘e tutt’ ‘e mamm”

Anche i due street artist siciliani Rosk&Loste hanno voluto rendere omaggio al parco dei murales. Su una superficie di circa 400 mq, proprio in concomitanza di un campo da calcetto, è raffigurata l’immagine di due ragazzini in completino azzurro Napoli che rivolgono il loro sguardo verso un pallone da calcio grigio e nero. Anche in questo caso non si tratta di una casualità: i bambini, specialmente a Napoli, venerano l’oggetto pallone che diviene motivo di unione e comunione tra ragazzini di ogni età senza nessuna discriminazione. La partita di calcetto diviene motivo di incontro per i bambini che sfuggono dai compiti, dalla scuola e dalla famiglia e scelgono per un’ora della propria settimana in cui spendono le proprie energie correndo dietro un pallone. I colori usati sono ovviamente il bianco e l’azzurro, colori che rievocano un Maradona argentino e napoletano allo stesso tempo.

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Murales di RoskLoste

Il murales del friulano Mattia Campo Dall’Orto reca il titolo di “Lo trattenimiento de’ peccerille” e rievoca “Lo cunto de li cunti” del letterato napoletano Giambattista Basile. E ancora una volta i protagonisti sono i bambini: su uno sfondo giallo in un’aureola arancione sono dipinti con estrema minuzia due bambini che leggono. L’attività di lettura è sinonimo di chi vuole esplorare il mondo e vuole vivere “infinite vite”: non a caso, i bambini leggendo potranno confrontarsi con tante realtà e tante personalità diverse e avere la possibilità tramutare l’ordinario in straordinario. Accanto ai “peccerille” che leggono, sorge l’opera dello street artist toscano ZED1, “A pazziella ‘n man’ ‘e criature”, un misto tra nuove vecchio, tecnologia e maschera napoletana. Infatti i protagonisti sono Pulcinella, la più famosa delle maschere napoletane, e un joystick, simbolo di gioco tecnologico. In questo caso, Pulcinella prende il sopravvento sull’accessorio digitale per confermare la prevalenza della cultura antica e reale su una che sprofonda nell’irrealtà più assoluta.

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Sulla sinistra la street art “Lo trattenimiento de’ peccerille”; sulla destra il murales “A pazziella ‘n man’ ‘e criature”

Arianna Spezzaferro

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