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@Photo Credits: eunews (https://www.eunews.it/2019/02/26/alleanze-al-bivio-europa-cinque-stelle/113961)

Dopo l’esito delle elezioni europee, l’Europarlamento inizia a prendere forma. I 751 seggi di Strasburgo sono stati ripartiti in base alle percentuali raggiunte dalle varie compagini politiche. La situazione che rimane da definire, però, riguarda i gruppi di cui i partiti – Lega e M5S su tutti – sceglieranno di far parte.

Le prossime mosse di Lega e M5S, infatti, ci diranno con certezza quale sarà il loro peso specifico nell’ambito dell’Europarlamento per i prossimi anni.

Salvini voleva sovvertire l’Europarlamento, ma forse non sarà così…

Ormai si può dire: la Lega ha avuto successo in Italia, ma non si può fare lo stesso discorso per quanto riguarda l’Europa. Il partito di Salvini, infatti, non è riuscito nell’intento di partecipare ad un’alleanza numericamente centrale nello scacchiere del Parlamento Europeo. Nello specifico, ”Identità e Democrazia” ha raccolto soltanto 73 membri (appartenenti a 9 Paesi diversi): cifre che gli hanno permesso di piazzarsi solo al quinto posto, appena dietro popolari (179), socialisti (153), liberali (106) e verdi (74).

A rovinare i piani di Salvini, ci hanno pensato soprattutto gli importantissimi ”no” – tra gli altri – ricevuti da Orban e Farage, sui quali la Lega non ha potuto contare al fine di rafforzare la posizione della propria alleanza europea. Sarà dunque difficile che il Ministro dell’Interno italiano possa fare la voce grossa a Bruxelles senza i numeri sufficienti.

M5S, tra Farage e un futuro incerto

Chi, invece, potrebbe avvicinarsi al Brexit Party sono proprio i Cinque Stelle, i quali hanno seriamente rischiato (e rischiano ancora, a dire il vero) di rimanere fuori dai giochi. Eh sì, perché dopo le recenti difficoltà nel trovare alleati (incassati ”due di picche” da liberali, popolari europei, verdi e conservatori), il M5S potrebbe rimanere con un pugno di mosche e sparire, di fatto, dal sistema decisionale dell’Europarlamento.

La ”pena” per chi non riesce a formare un’alleanza, infatti, è il taglio dei finanziamenti e il fatto di non poter partecipare all’opposizione in maniera attiva. Ciò significherebbe assumere una posizione di netto svantaggio non solo nei confronti della Lega, ma anche di tutti gli altri partiti del Parlamento Europeo.

Cosa fare, dunque? Ai Cinque Stelle non resterebbe che tentare l’approccio con il già nominato Nigel Farage. Tuttavia, sebbene i numeri non sarebbero ancora abbastanza (mancherebbero i rappresentanti provenienti da altri cinque Paesi europei), i grillini dovrebbero tener conto di un altro fattore: in Europarlamento, vige la norma numero 32, che vieta le alleanze tra forze politiche che non condividono alcun tema dal punto di vista ideologico. Proprio tale norma potrebbe spingere i Cinque Stelle a prendere una decisione drastica: ammettere di avere temi in comune con il Brexit Party o essere condannati all’irrilevanza in campo internazionale. Nel primo caso, comunque, sarebbe curioso conoscere i punti condivisi tra le due parti in gioco, visto che l’obiettivo di Farage è unicamente l’uscita dall’Europa.

Dopo una lunga campagna elettorale, qual è il bilancio di Lega e M5S?

Stando ai dati sopracitati, la situazione non può dunque dirsi rosea per i due partiti di governo. A farne le spese, però, potrebbero essere ancora i Cinque Stelle, che si trovano di fronte all’ennesima decisione critica degli ultimi mesi.

Una scelta sbagliata, adesso, rischierebbe di incrinare ancora di più il rapporto (già non idilliaco) con l’elettorato. D’altra parte, non tutti gli elettori del M5S approverebbero una svolta drasticamente euroscettica dei grillini. Così facendo, lo ”strappo” post 26 maggio non farebbe altro che allargarsi e chi potrebbe beneficiarne sarebbe soprattutto Salvini. La Lega, infatti, non aspetta che ulteriori passi falsi da parte dei grillini per poter affermare sempre di più il proprio predominio in ambito nazionale. Se non altro, questo maschererebbe il parziale insuccesso ottenuto dal Carroccio all’Europarlamento.

Intanto, comunque, rimane da chiedersi: riusciranno, Lega e M5S, a ritagliarsi un ruolo di maggiore importanza in Europa o dovranno rivedere correggere alcuni toni utilizzati, nell’ultimo periodo, proprio nei confronti del Parlamento Europeo?

Samuel Giuliani

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