Fonte: napolistories.it

Quando passavo per Piazza Dante era una presenza fissa: dietro al bancone della sua storica libreria, dirimpetto alla statua di Dante Alighieri, oppure fuori all’uscio della libreria – tra le bancarelle di libri usati e scolastici – a fumare una sigaretta. Ci ha lasciati ieri a 84 anni Tullio Pironti, figura fondamentale nel panorama editoriale e culturale napoletano. Ebbe il merito di far conoscere all’Italia autori oggi diventati di culto come Don Delillo e Raymond Carver; in più, con la sua casa editrice aveva pubblicato Il camorrista – libro su Raffaele Cutolo – del giornalista Giuseppe Marrazzo da cui è stato tratto il film del regista Giuseppe Tornatore.

L’attività libraia dei Pironti iniziò dopo la persecuzione di Michele Pironti (1814-1818), magistrato e patriota che fu perseguitato e poi imprigionato dalle autorità del regno Borbonico. Tullio non seguì da subito le orme del nonno e del padre, aprendo una parentesi importante della sua vita, che poi avrebbe influenzato anche la sua attitudine da libraio: il pugilato. «Dopo dodici combattimenti vinti di fila, un giorno persi e scoppiai a piangere», disse intervistato dalla Repubblica, di lì a poco, precisamente a 25 anni, avrebbe aperto la sua libreria. Erano gli anni Sessanta.

L’attività editoriale della casa editrice Tullio Pironti cominciò nel 1972 con la pubblicazione del libro-reportage La lunga notte dei Fedayn del giornalista Domenico Carratelli all’indomani della strage di atleti israeliani mentre si svolgevano i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera. Tradusse e pubblicò autori americani di rilievo, strappando alle grandi case editrici del nord (nella fattispecie a Mondadori) l’esordio narrativo di Breat Easton Ellis: «Una studentessa che da New York mi segnalava le novità mi disse che le vetrine delle librerie erano tappezzate dal romanzo di questo diciottenne. Accettai di fare l’asta, non sapevo chi era il contendente. Mi giocai tutto, 51 milioni ricavati dalla vendita dei libri scolastici» disse Pironti. Di Carver pubblicò Blu oltremare, mentre di Don Delillo Cane che corre e Giocatori.

Nella sua autobiografia – Libri e Cazzottil’editore-pugile raccontava il suo percorso da scugnizzo nato vicino al centro storico di Napoli, via dei Tribunali, a pugile professionista (toccò i 50 incontri e venne convocato nella nazionale italiana, categoria pesi medi) e infine libraio ed editore. Inoltre, nel 2009 l’autobiografia approdò negli Stati Uniti con il titolo di Books & Rough Business, corredata per di più dalla prefazione di Fernanda Pivano, storica traduttrice ed esperta di letteratura americana la quale mantenne una solida amicizia con Tullio Pironti.

Negli ultimi anni era divenuto sofferente nel vedere la débâcle culturale di Napoli e del degrado che circondava – e tuttora circonda – il centro storico, soprattutto nei pressi di Port’Alba (storico polo libresco e culturale di fianco Piazza Dante frequentato da fini intellettuali, persino da Benedetto Croce). Aveva tentato diverse volte di fare «rete tra librerie e case editrici, oggi hanno chiuso quasi tutti», e di librerie, in effetti, a Port’Alba ne stanno chiudendo tante, a partire dalla storica libreria Guida, operativa per 80 anni e fallita nel 2014.

Di recente Tullio Pironti aveva lanciato un appello ai lettori affinché limitassero l’acquisto online e ritrovassero quella sana abitudine che è comprare libri in una libreria fisica, accatastata tra vecchi manuali d’epoca, volumetti usati e pubblicazioni recenti, tastando con mano il volume che più attira il lettore, che tra un acquisto e l’altro, perché no, potrà discutere con il librario lì presente. Ecco, con Tullio non sarà più possibile farlo. Speriamo tutti che la libreria resti in quello stesso punto.

Antonio Figliolino

Antonio Figliolino, classe 2002, napoletano di nascita. Manifesta sin da piccolo una forte passione per la letteratura, nonché per gli studi umanistici. Inoltre, alla luce di un interesse radicato in famiglia, presenta un'attenzione particolare per i fatti politici. Divoratore di libri, i quali spaziano dalla letteratura sudamericana, italiana e portoghese.

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