Quando introdussi nel bel mezzo di una cena a casa di amici l’argomento della rivista di poesia mi fu risposto -quando, se non a vent’anni”.

Ciò che seguì a quella risposta è ora sulla mia scrivania: si tratta del volume zero di “Mosse di seppia”.

La rivista, giunta oramai al suo quinto numero, ospita poesie e racconti, interviste e recensioni. Ogni numero contiene anche una rubrica di filologia, scorrevole e puntuale: si presta ad un’agevole lettura, senza però scadere in considerazioni banali.

Ciò che rende originale, e senza dubbio temerario, questo progetto è l’aver restituito alla scrittura un formato cartaceo e l’aver riportato la redazione entro i confini di un luogo fisico, in un momento in cui anche i grandi quotidiani si avviano al digitale. Ovviamente, anche l’incontro tra l’autore e il lettore avviene senza l’intermediazione di uno schermo, ma si svolge in uno spazio ben definito in cui confrontarsi su un continuo fiorire di nuovi spunti (e, non a caso, si tratta quasi sempre di librerie del centro storico, di quelle in cui esiste ancora la figura tradizionale del libraio) .

Emilio Costa, nel suo editoriale “numero zero”, non fornisce, però, ulteriori indiscrezioni sulla genesi di “Mosse di seppia”, così ci priva degli elementi necessari a ricostruire tutto il percorso che collega quella fatidica serata al pomeriggio di lunedì 15 settembre, quando Lisa, Giulia e Gianpasquale presentano, alla libreria “Dante e Descartes”, l’ultimo volume della loro rivista. Tocca dunque ai tre giovani, componenti di una redazione vivace e numerosa, darci qualche informazione in più: sembrano franchi, perché non ci nascondono neanche le difficoltà- inevitabili- della convivenza.

Su un tavolino fanno bella mostra tutti i volumi pubblicati. L’ultimo sfoggia una veste grafica completamente diversa. E’, ci spiegano, l’ultima edizione, “Mosse di seppia cafè”, pubblicato ad agosto. A differenza delle precedenti, accoglie anche il contributo di autori non appartenenti alla redazione. Contiene, infatti, le opere vincitrici di un concorso bandito nel mese di maggio.

Dopo le presentazioni, i ragazzi della redazione e qualche volontario tra il pubblico leggono alcune poesie. Solo alcune però. Sebbene il sole non sia ancora tramontato e tutti resterebbero volentieri un altro paio d’ore, a pochi metri da noi, su un palco montato per una festa rionale, i musicisti iniziano ad accordare i primi strumenti. Resistiamo quanto possiamo, ma, incalzati dagli assoli, dobbiamo salutarci.

E’ possibile reperire ulteriori informazioni sulla rivista all’indirizzo web http://mossediseppia.wix.com/mossediseppia e sulla pagina fan di facebook.

                                                                                                          Danilo De Luca

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