cosmetici naturali
Fonte: Laura Chouette (Unsplash)

Negli ultimi anni, il mercato legato ai prodotti beauty è cambiato tantissimo. Tra i mutamenti che lo contraddistinguono è possibile citare la maggior attenzione alla qualità degli ingredienti, che si traduce nell’interesse verso i cosmetici naturali, apprezzati sia dalle realtà che vedono il proprio business ruotare attorno alla bellezza sia, chiaramente, dai consumatori finali.

La cosmesi naturale si distingue da quella tradizionale per la maggiore attenzione alla cura del corpo nella sua interezza. L’obiettivo è infatti quello di superare e risolvere gli inestetismi trattando la radice del problema. Ovviamente in questo processo occorrono anche dei prodotti cosmetici naturali ad hoc, domanda che in Italia viene oggi soddisfatta da produttori specializzati nel settore come Ayurway.

Di cosa si parla di preciso quando li si chiama in causa? Soffermarsi su questo interrogativo è fondamentale in quanto, oggi come oggi, regna una forte confusione tra le varie diciture messe in primo piano dalle aziende.

Cosmetica naturale: di cosa si tratta?

Quando si utilizza l’espressione “cosmetica naturale”, si inquadra una macro categoria sotto alla quale è possibile far rientrare diverse tipologie di prodotti. Si tratta di preciso dei cosmetici derivanti da estratti vegetali, di quelli eco-bio e dei cosmetici biologici.

Se, per quanto riguarda i primi, le peculiarità sono note, il discorso cambia nel momento in cui, invece, ci si sofferma sui secondi e sui terzi. Quando si parla di cosmetici eco-bio, si inquadrano prodotti formulati a partire da materie prime a prevalenza vegetale. La loro caratteristica principale riguarda il fatto di provenire da colture gestite con metodi biologici.

Per amor di precisione, è il caso di specificare che l’attenzione alla sostenibilità passa anche dal packaging, realizzato tenendo conto dell’impatto ambientale, che deve essere il più possibile ridotto. Spazio quindi a materiali riciclati o, meglio ancora, compostabili.

Le aziende che si approcciano alla produzione di cosmetica mirando alla realizzazione di una proposta biologica, devono aderire a regole ben precise. Per poter essere definito bio, qualsiasi prodotto cosmetico deve essere caratterizzato dal 95% minimo di ingredienti provenienti da filiere biologiche. Inoltre, la sua produzione non deve prevedere in alcun modo il ricorso a derivati di origine petrolifera. Non è altresì prevista la presenza di paraffina, formaldeide, coloranti sintetici.

A questo punto, è naturale chiedersi cosa si utilizzi al posto dei sopra menzionati ingredienti. Soluzioni di origine vegetale, caratterizzate quindi da un maggior livello di sicurezza.

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Le dosi di materie prime vegetali e il vuoto normativo

Quando si parla di cosmesi naturale, è molto importante soffermarsi sulle percentuali di materie prime aventi origine vegetale. Partiamo rammentando che, per poter parlare di cosmetici naturali, è necessario che i prodotti siano caratterizzati da una percentuale di sostanze vegetali pure pari al 10. A questa base vanno poi associati componenti che, invece, possono essere il risultato di processi di trasformazione di materie prime vegetali. Ciò vuol dire che, a prodotto finito, si avrà a che fare con una composizione la cui purezza oscilla tra il 50 e il 70%.

Fondamentale in tutto questo è ribadire che la definizione sopra citata non è normata in alcun modo. Attualmente, in Italia, non esiste alcuna linea guida ufficiale grazie alla quale è possibile definire in maniera chiara e univoca le peculiarità di un cosmetico naturale.

Per dovere di completezza, però, è il caso di sottolineare la possibilità di fare riferimento a indicazioni comunitarie. Quali di preciso? Il Regolamento Europeo 655/2013. In merito alla tipologia di cosmetici a cui sono dedicate queste righe, stabilisce che, essendo prodotti “rilevanti nella vita degli utilizzatori finali”, è importante garantire in merito ad essi informazioni “utili, comprensibili e affidabili”.

Il sopra menzionato regolamento comunitario pone l’accento sul fatto che, nel momento in cui si citano le proprietà di un determinato ingrediente e le si attribuisce al prodotto finito, è necessario sostenere le proprie affermazioni con prove concrete, come per esempio la percentuale significativa dell’ingrediente in questione.

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