Sabato 18 giugno, in Piazza Duomo a Cava de’ Tirreni, si è svolta l’assemblea pubblica organizzata dai militanti dell’organizzazione studentesca Unione degli Studenti – Cava de’ Tirreni, intitolata “FEARLESS – Senza paura“, contro ogni tipo di repressione.

L’obiettivo di questo evento, è stato quello di invitare la cittadinanza a prendere una posizione decisa e ferma contro ogni tipo di repressione, facendo un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i tristi avvenimenti e le storie delle vittime, collegati tra di loro da un solo filo conduttore: la repressione, che va a braccetto con l’odio, l’abuso di potere, l’omofobia, la transfobia, il razzismo, la xenofobia, il fascismo e con tutto quello che di male c’è nel mondo.

Le strade sono di chiama“: è questa la frase che ha accompagnato l’assemblea per tutta la sua durata, iniziata con l’apertura dello striscione in Piazza Duomo, dedicato ad alcune vittime simboliche della repressione: dallo studente Alessandro Caravillani, morto per mano dei fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari il 15 marzo 1982, a Stefano Cucchi, morto per mano dei servitori dello Stato il 22 ottobre 2009, per poi arrivare alla strage di Orlando di pochi giorni fa. Non sono mancati i momenti intensi durante lo svolgimento dell’evento: alcune persone che hanno seguito i militanti per tutta la durata dell’assemblea, si sono commosse di fronte alle parole dei loro discorsi, urlati a squarciagola con il megafono; altre, invece, hanno preso parola di loro spontanea volontà, partecipando attivamente all’assemblea e favorendo in questo modo, il dibattito collettivo e le crescita personale.

“Il senso dell’assemblea è anche questo: confrontarsi con la cittadinanza, avere uno scambio di conoscenze e di idee. E’ importante leggere i nomi di queste persone, è importante opporsi alla repressione affinché non ci siano altre vittime, perché il nostro silenzio ci fa diventare complici” – hanno detto i militanti dell’UdS – “Abbiamo capito che, nonostante nel mondo l’amore per il potere sia più forte del potere dell’amore, l’umanità continua a resistere agli attacchi degli oppressori e di chi vuole imprigionare ogni tipo di libertà, bloccando ogni pensiero ed idea. Ma con questo evento abbiamo sperimentato quanto scendere in piazza, un semplice sabato sera di giugno, sia importante: le strade sono di chi ama, ora e sempre.”

Come sempre, il cambiamento e le risposte alle nostre domande, arrivano dai giovani che, ancora una volta, non perdono tempo e si mettono in gioco, scendendo nelle piazze e riappropriandosi delle strade delle proprie città, le quali si sono trasformate, con lo scorrere del tempo, in vere e proprie gabbie. Alla gioventù di oggi non viene dato spazio, né fisico e né morale, e ciò avviene nella completa indifferenza delle persone. Per questo scendere in piazza è diventato sinonimo di grande coraggio, forza di volontà e libertà: come diceva George Orwell, infatti, la libertà è sentirsi in diritto di dire alle persone quello che non vogliono sentirsi dire.

Ana Nitu

 

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