L'allerta meteo è una cosa seria, non una scusa per saltare la scuola
Immagine: casertanews.it

Scuola chiusa o scuola aperta? Questo è il dilemma che affligge sempre più spesso gli studenti italiani ogniqualvolta la Protezione Civile emana la celeberrima e ormai poco temuta, a torto, allerta meteo. L’emanazione continua di questi preavvisi meteorologici sembra stia creando un’alone di leggerezza attorno a una questione tutt’altro che leggera. L’allerta meteo è cosa seria e, considerando l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, prenderla sotto gamba può costituire un pericolo.

Scenari di criticità dell’allerta meteo

Con il termine “allerta meteo” si indica l’insieme di procedure approvate da Stato e Regioni e basato su un sistema di preallarmi nazionali gestito dal Dipartimento della Protezione Civile tramite la collaborazione con i Centri Funzionali, le strutture regionali e i Centri di Competenza. Un gruppo tecnico composto da membri del settore meteo del Centro Funzionale Centrale e del servizio meteo dell’Aeronautica è incaricato di realizzare le previsioni meteo su tutto il territorio nazionale. Tali previsioni fungono da base su cui in seguito vengono fatte valutazioni concernenti le 158 zone di allerta nazionale. Suddette stime vengono eseguite dapprima su scala regionale e poi, restringendo il campo, su scala provinciale e territoriale. Grazie a un complesso sistema di analisi e sulla base di soglie di allerta prestabilite dalla legge, viene valutato il grado di rischio e di criticità meteo. Dal momento in cui il team tecnico verifica la concreta possibilità di un pericolo, il Centro Funzionale inoltra il preallarme alle Regioni, che con procedure proprie le trasmettono a Province, Comuni e Prefetture.

I livelli di criticità vengono identificati grazie a quattro codici:

  • Codice verde: assenza di fenomeni significativi prevedibili;
  • Codice giallo: criticità ordinaria. Occasionale pericolo per la sicurezza delle persone con possibile perdita di vite umane per cause incidentali;
  • Codice arancione: criticità moderata. Pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane;
  • Codice rosso: criticità elevata. Grave pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane.
L'allerta meteo è cosa seria, non una scusa per saltare la scuola
Allerta arancione e rossa in Liguria per il giorno 20 ottobre
Immagine: ilmeteo.it

Il meteo non è più vecchia scuola

Come già visto, l’emanazione di un’allerta meteo si verifica grazie a un complesso sistema di analisi e sulla base di soglie di allarme prestabilite da norme nazionali. Certo è che, come dimostrano sempre più studi, col passare degli anni, con l’aumento dell’inquinamento atmosferico e quindi del riscaldamento globale, gli eventi meteorologici non sono più quelli di una volta. Grazie alla scienza possiamo quindi capire quanto sia controproducente e, perché no, pericoloso sottovalutare le sempre più frequenti allerte meteo concernenti tutto il territorio italiano. Occorre sottolineare tale incontestabile realtà a fronte dei sempre più frequenti commenti presenti sul web, figli di un’ignoranza senza limite che altro non fa che alimentare un sistema in cui gli analfabeti funzionali non smettono di pronunciarsi su argomenti di cui conoscono poco o nulla.

Ma a volte la scienza non basta. Pretendere che una sempre più folta schiera di illetterati che crede di poter parlare solo perché in possesso di un nome utente e una password, esigere che siffatti individui riescano a leggere e capire un articolo scientifico è di per sé illogico. Mettiamo quindi da parte la scienza per un minuto. Cerchiamo di ignorare studi come l'”Explaining Extreme Events in 2017 from a Climate Perspective” secondo cui le ondate di calore, la siccità, i nubifragi e altri eventi meteo estremi possono essere direttamente imputati al global warming causato a sua volta dalle attività umane. Trascuriamo per un attimo decenni di studio e concentriamoci sui numeri, su calamità naturali che hanno colpito e che colpiranno l’Italia intera, sui morti dovuti a tali disastri.

L'allerta meteo è cosa seria, non una scusa per saltare la scuola
La denuncia di Europa Verde
Immagine: https://www.facebook.com/EuropaVerdeIt/

«Il clima è già cambiato, come purtroppo dimostrano le inondazioni dei giorni scorsi a Venezia, Matera e Pisa e gli eventi meteorologici estremi che si sono abbattuti su molti territori e che colpiscono la penisola con sempre maggiore frequenza». È la denuncia di Legambiente che pochi giorni fa ha presentato il rapporto 2019 “Il clima è già cambiato” grazie al quale si sono raccolte, tra le altre cose, informazioni riguardanti i danni provocati in Italia dai fenomeni climatici. Secondo il report, nel solo 2018 in Italia si sono registrati 142 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati. Dal 2010 ad oggi il numero dei suddetti eventi meteo sale a 563, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti. «Nello specifico», si legge nel rapporto, «si sono verificati 211 casi di allagamenti da piogge intense, 193 casi di stop alle infrastrutture da piogge intense con 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 14 casi di danni al patrimonio storico, 25 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità, 123 eventi con danni causati da trombe d’aria, 20 casi di frane causate da piogge intense e 75 gli eventi causati da esondazioni fluviali». In questo periodo 207 persone sono state vittime del maltempo e, secondo i dati del CNR, a tali disgrazie va aggiunta l’evacuazione di quasi 50mila persone a causa di eventi quali frane ed alluvioni. Per farci un’idea più chiara sui disastri naturali avvenuti finora e quindi sull’importanza di un’allerta meteo, è possibile consultare la mappa del rischio climatico nelle città italiane.

L’inverno sta arrivando

Il tributo che continuiamo a pagare in termine di vite umane è il dato più sconcertante riguardo gli eventi meteorologici estremi. A questi tristi dati vanno aggiunti i 193 casi di danni a infrastrutture da piogge intense e i 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane. Tali informazioni dovrebbero farci comprendere l’importanza dell’allerta meteo, sempre più spesso sottovalutata e insensatamente criticata.

L'allerta meteo è cosa seria, non una scusa per saltare la scuola
Allagamento a Roma con disagi per i trasporti pubblici
Immagine: legambiente.it

Con la tropicalizzazione del clima mediterraneo gli eventi meteo estremi si intensificheranno sempre di più. Oltre l’ecosistema e le risorse idriche, a rischio sono soprattutto le risorse alimentari e la salute umana. Di questo passo dovremmo abituarci all’emanazione delle allerte meteo e il dilemma “scuola chiusa, scuola aperta” sarà l’ultimo dei nostri problemi. Il clima sta impazzendo a causa dell’avidità dell’uomo che, invece di agire, continua a sottovalutare tutto ciò trattando la tutela ambientale come una seccatura. Ma l’Italia sarà il primo Paese al mondo a introdurre lo studio del climate change tra le materie studiate a scuola: le future generazioni avranno la possibilità di capire l’importanza della natura e della sua salvaguardia. I bambini avranno sulle loro spalle tutto il peso di una lotta resa ancora più ardua dalla noncuranza dei loro genitori, di una generazione che non è stata capace di diventare consapevole dei propri gesti. Dovranno vestirsi da adulti in un mondo in cui gli adulti si comportano come neonati capricciosi. «Il bambino deve crescereL’inverno sta arrivando» non è più solo una delle frasi più famose di George R.R. Martin.

Marco Pisano

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