Hospitality Manager
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Superato il periodo di crisi acuta provocata dalla pandemia da Covid-19, gli operatori del settore turistico hanno potuto gradualmente riprendere le proprie attività a pieno regime, alimentando la ripartenza di un comparto di fondamentale importanza per l’economia italiana. Contestualmente, è aumentata la richiesta di figure professionali, anche di livello manageriale, da collocare all’interno delle strutture per organizzare le attività ricettive.

Da una rapida ricerca sulle principali piattaforme online per gli annunci di lavoro, si evince come una delle figure più ricercate sia quella dell’Hospitality Manager, un professionista specializzato in gestione alberghiera. Su LinkedIn, ad esempio, sono oltre 450 gli annunci per la selezione di un manager per le attività ricettive ed alberghiere mentre sul sito Indeed.com si trovano oltre 260 inserzioni attive. Da ciò è facile intuire di come si tratti di un ruolo per il quale le opportunità non mancano: ma di cosa si occupa, nello specifico, un Hospitality Manager? Di seguito vediamo quali sono le competenze e le mansioni che contraddistinguono questo specifico profilo professionale.

Come diventare Hospitality Manager

Per diventare un Hospitality Manager è necessario anzitutto intraprendere un apposito percorso di studi; da questo punto di vista, le opzioni sono due: diplomarsi presso un istituto professionale alberghiero oppure conseguire una laurea in Hotel management o in Gestione del Turismo. Naturalmente, le possibilità di impiego aumentano per coloro i quali hanno ampliato o perfezionato la propria formazione; in tal senso, una delle opzioni più valide è rappresentata da un Master in Hospitality Management, come quello erogato dal portale specializzato www.uplevel.it.

Di cosa si occupa un Hospitality Manager

Come già accennato, un Hospitality Manager è uno specialista in gestione alberghiera; in quanto tale, si occupa principalmente di organizzare e supervisionare quotidianamente le attività che vengono svolte all’interno di una struttura ricettiva. Le principali responsabilità di un manager alberghiero consistono nel coordinare il personale al fine di raggiungere e mantenere alti gli standard qualitativi dei servizi offerti alla clientela.

Nello specifico, le responsabilità principali di un Hospitality Manager includono:

  • selezionare ed assumere personale qualificato, in relazione agli standard qualitativi e operativi della struttura;
  • organizzare e coordinare le attività di accoglienza e ristorazione, nonché i servizi accessori forniti ai clienti;
  • supervisionare lo staff e valutarne l’operato;
  • controllare la qualità e la quantità delle forniture necessarie allo svolgimento delle attività della struttura;
  • gestire eventuali reclami e lamentele da parte dei clienti, individuando la soluzione più adatta ad ogni contesto o situazione;
  • supervisionare la gestione del budget e adeguare l’utilizzo delle risorse finanziarie a bisogni e necessità specifiche;
  • garantire il pieno rispetto degli standard qualitativi e operativi in relazione alle normative di settore;
  • assicurarsi che i report siano stilati ed archiviati in maniera corretta e conforme;
  • revisionare e preparare la reportistica destinata ai senior manager.

Requisiti e competenze richieste

Un Hospitality Manager, per assolvere a tutte le mansioni sopra elencate, deve essere in possesso di una vasta gamma di competenze e conoscenze diversificate, perlopiù di carattere specialistico e settoriale. Nello specifico, sono richieste:

  • formazione scolastica o accademica specifica;
  • buona conoscenza della lingua inglese; spesso rappresenta un requisito preferenziale anche la conoscenza di uno o più lingue straniere (anche non europee), come nel caso degli Hospitality Manager di crociera;
  • buone capacità di utilizzo delle risorse informatiche e digitali (conoscenza del pacchetto Office in primis);
  • attitudine al problem solving;
  • spiccate capacità relazionali e comunicative;
  • adeguata conoscenza degli standard normativi di riferimento (Standard ISO, ad esempio);
  • padronanza delle tecniche e delle ‘buone pratiche’ del settore ricettivo;
  • capacità organizzative e di leadership.

Ovviamente, a seconda dei casi, una comprovata esperienza professionale pregressa (nel medesimo ruolo o in uno affine) costituisce spesso un requisito preferenziale o una vera e propria discriminante ai fini della selezione.

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