Da diversi anni a questa parte, nel nostro Paese si è iniziato a parlare di cannabis light. Di cosa si tratta? Della cannabis caratterizzata da un basso contenuto di THC, pari cioè allo 0,2 – 0,6%. La si può acquistare facendo riferimento sia a negozi fisici, sia a e-commerce come Prodotti-Cannabis, uno dei portali più celebri del settore.
Qui è possibile trovare diverse tipologie di prodotti. Il più celebre è indubbiamente l’olio CBD. La sua fama è dovuta alla semplicità di utilizzo e alla possibilità di scegliere tra diversi livelli di diluizione, il che è molto vantaggioso soprattutto se si parte da zero con l’assunzione di cannabis depotenziata.
Attenzione: il più famoso, ma non l’unico! Esistono, infatti, anche prodotti magari meno famosi, in quanto scelti soprattutto da una nicchia di appassionati, ma altrettanto interessanti. In questo elenco, è possibile includere il Moonrock.
Di cosa si tratta? Di cime di cannabis passate in oli concentrati estremamente pregiati e nel kief. In questo articolo, ci soffermeremo in particolare su quest’ultimo. Cos’è? Come si produce? Scopriamolo assieme nelle prossime righe.
Kief: di cosa si tratta?
Partiamo dalle basi, cercando di capire cos’è il kief. Tutti, guardando la cannabis con una lente, hanno notato, sulle cime, la presenza di piccoli cristalli. Quelli sono i tricomi. Il kief si può definire, per utilizzare termini non tecnici, come un accumulo di tricomi.
Essendo caratterizzati da un importante contenuto di attivi, i tricomi della cannabis, quando vengono raccolti, permettono di apprezzare le proprietà della pianta nella sua forma più pura ed efficace.
Come si produce?
Premettendo il fatto che sarebbe meglio utilizzare il verbo “raccogliere”, ricordiamo che parte tutto dalle infiorescenze completamente essiccate. A detta di diversi breeder esperti, sceglierle come punto di partenza è il non plus ultra se si ha intenzione di prendere i tricomi senza particolari problemi.
Se si ha a che fare con infiorescenze umide, prelevare i tricomi è molto più difficile. Inoltre, si corre il rischio che non siano più integri.
La raccolta del kief può avvenire senza problemi anche in contesti domestici. Per effettuarla al meglio, infatti, basta dotarsi di grinder, uno strumento che qualsiasi appassionato di cannabis dovrebbe avere con sé.
Grazie ad esso, è possibile procedere direttamente a macinare i fiori. Quello che viene ottenuto da questa procedura si divide in due. Troviamo da una parte, proprio in uno scompartimento ad hoc, i tricomi sminuzzati. Dall’altra, invece, abbiamo il resto della materia vegetale.
Soprattutto se si ha un grinder piccolo – cosa normalissima se non si tratta la cannabis in contesti industriali – può essere necessario un po’ di tempo prima di riempire lo scompartimento sopra citato. Nulla di problematico in quanto, una volta ottenuta la quantità di kief giusta, la si può utilizzare in diversi modi.
Giusto per fare un esempio, ricordiamo che il kief si può usare anche per preparare il burro alla cannabis. In questo caso, essendo una preparazione culinaria, è necessario passare dal processo di decarbossilazione, sottoponendo la materia vegetale a una temperatura attorno ai 110°C per 30-45 minuti.
Le caratteristiche del Moonrock
Tornando un attimo alle caratteristiche del Moonrock, ricordiamo che si tratta di un prodotto estremamente pregiato. Uno degli aspetti che lo rende speciale riguarda il contrasto tra il sapore del kief, particolarmente dolce, e i toni delle cime, che possono variare a seconda delle peculiarità. Nel caso della Critical Lime, una cima molto apprezzata sia dai neofiti, sia dagli appassionati, si può gustare dei toni piacevolmente agrumati.
Un consiglio utile da considerare riguarda il fatto di evitare di assumerlo se si è alle prime armi con l’assunzione della cannabis light. Si tratta, infatti, di un prodotto estremamente puro, che potrebbe dare fastidio a chi non è abituato al CBD.















































