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Isis, ad Al-Furat la legge anti magliette di calcio

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Negli ultimi tempi la cieca violenza dei terroristi dell’Isis si è riversata sulla vita quotidiana di chi aveva deciso di passare una serata allo stadio, al ristorante o ad un concerto come avvenuto a Parigi o di chi si trovava, invece, in aeroporto o in metropolitana come accaduto a Bruxelles.

L’obiettivo degli estremisti islamici, oltre che incutere timore, è quello di colpire la libertà individuale di ogni persona e per farlo sono disposti davvero a tutto. Uno degli ultimi assurdi divieti imposti dal Califfato è quello di girare per le città, o semplicemente acquistare, delle maglie di calcio di alcune squadre di calcio.  Il veto mira, ovviamente, a ridurre il traffico internazionale e il giro di miliardi che ogni anno intascano i produttori come ad esempio Nike e Adidas.

Nella provincia di Al-Furat, in Iraq, la polizia religiosa ha, infatti, stilato una lista delle maglie proibite. Nel mirino ci sono nazionali come Francia, Germania e Inghilterra, top club europei quali Real Madrid, Manchester United, Barcellona, Chelsea e Milan e persino squadre minori come West Bromwich Albion e Sunderland. In rete circola un documento in cui è possibile leggere l’elenco di tutte le divise bandite.

Secondo quanto riferito dall’osservatorio sulla minaccia terroristica e sulla Jihad Jttm trasgredire a queste tiranniche leggi può portare a severe punizioni corporali. Chi non rispetta il nuovo diktat degli jihadisti riceverà ottanta frustate nella pubblica piazza. L’onda d’urto Isis è arrivata anche contro il calcio e sembrerebbe, ahimè, non placarsi.

Eugenio Fiorentino

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