Laboratori chimici
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In un laboratorio chimico devono essere presenti arredi che possono aiutare il chimico o il ricercatore nel suo lavoro, contribuire alla sua sicurezza o alla corretta conservazione delle sostanze utilizzate.

Naturalmente, oltre all’arredamento idoneo dev’essere presente anche la giusta attrezzatura, costituita da appositi materiali certificati, che possono durare nel tempo e garantire anche il rispetto dei livelli di sicurezza richiesti dalla normativa attuale.

Per disporre di soluzioni di qualità è possibile affidarsi a realtà specializzate del settore come AHSI, che permette di passare in rassegna il proprio catalogo anche online, nella sezione “strumenti laboratorio chimico” del sito web ufficiale. Il tutto con la possibilità di richiedere anche la consulenza di un team specializzato, in grado di proporre la soluzione migliore a seconda delle proprie, specifiche esigenze.

Dalle autoclavi ai sistemi di disinfezione dell’aria: cosa non può mancare in un laboratorio chimico

Uno degli strumenti che non può mancare in un laboratorio chimico sono le autoclavi che consentono di sterilizzare le attrezzature più piccole.La capacità interna può raggiungere anche i 200 litri e vi si possono disporre tutti i tipi di strumenti.

L’interfaccia software consente all’operatore di impostare tutti i parametri necessari a una pulizia e sterilizzazione personalizzate, con generatori di vapore che hanno il loro punto di forza in materiali quali l’acciaio inossidabile, che resiste sia all’ossidazione che alle alte temperature previste. Tenuta stagna e controllo anche da remoto rendono questi dispositivi sicuri e idonei anche ad applicazioni di tipo farmaceutico.

Un altro strumento presente nei laboratori è il distillatore chimico che permette di separare le componenti più volatili, come quelle alcooliche, da quelle ad esempio liquide. Questo dispositivo deve essere realizzato in maniera da sopportare l’introduzione di elementi quali fenoli, solfiti, acidi e azoto.

Anche qui possono giocare un ruolo fondamentale le alte temperature date dal vapore, che supporta nel procedimento di distillazione. I macchinari più evoluti hanno anche un’impostazione semi-automatizzata che riconosce le sostanze e decide in autonomia la procedura più adatta.

Purificare l’aria in un laboratorio è una fase imprescindibile che va aggiunta all’esigenza di utilizzare anche una cappa aspirante. I sistemi di disinfezione dell’ambiente, di norma, vengono attivati a stanza vuota – pur se alcuni modelli non risultano pericolosi anche in presenza di personale – con sistemi a plasma freddo che neutralizza la quasi totalità di virus, batteri e microparticelle dannose. Le emissioni compromettono così in via definitiva e irreversibile strutture di DNA e proteine.

Gli altri strumenti più utilizzati in un laboratorio chimico

Un analizzatore biochimico si trova in quasi tutti i laboratori farmaceutici o dediti alla ricerca e può avere svariate funzioni: può ad esempio restituire agli operatori informazioni importanti sul metabolismo cellulare dei campioni inseriti, consentire la colorimetria attraverso determinati reagenti per avere risposte concernenti la concentrazione di alcuni agenti o permettere l’utilizzo della luce per stabilire parametri diversi a seconda di opacità o luminescenza. Dall’impostazione di temperature diverse alla misurazione di ioni, l’interfaccia software sarà, ancora una volta, automatizzata in parte o completamente al fine di garantire all’operatore un lavoro sempre personalizzato.

Un altro dispositivo che si ritrova spesso nei laboratori chimici è il bioreattore, dove le colture vengono lasciate per periodi di tempo prestabiliti e agitate costantemente per garantire l’apporto corretto di ossigeno. Saranno quindi osservati dagli operatori elementi che vanno eventualmente a mutarsi, come ad esempio il pH o la temperatura, avendo sempre e comunque la possibilità di regolare la temperatura ambientale.

In maniera analoga, le camere fitologiche hanno ambienti controllati internamente e facilmente modificabili: vi si conservano e osservano colture di vario tipo, da quelle cellulari a quelle di organismi quali alghe o piante. Per questo il loro impiego non è limitato alle applicazioni di tipo botanico, ma è anche ideale in quelli alimentare ed entomologico.

Infine, non mancano sistemi di conservazione a freddo che possono raggiungere anche diversi gradi sotto lo zero termico, indispensabili in caso di conservazione di determinati medicinali o vaccini, oltre che per derivati ematici, enzimi e organismi cellulari di vario tipo che temono temperature più alte.

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