Dieta e nuove abitudini, gli italiani virano su frutta e verdura

La cultura alimentare italiana sta cambiando: certo, esistono ancora fenomeni preoccupanti come l’obesità, soprattutto infantile, ma alcuni indicatori statistici rivelano che stiamo compiendo comunque dei passi in avanti anche sul fronte delle abitudini nella dieta.

Più frutta e verdura. Il dato più evidente emerge da uno studio pubblicato dal sito Coldiretti.it, che ha messo sotto osservazione fattori come il consumo di prodotti ortofrutticoli e altre tendenze nel nostro Paese: il risultato, secondo Roberto Moncalvo e Vincenzo Gesmundo, rispettivamente presidente e segretario generale dell’associazione, è che l’Italia sta viaggiando a ritmi da record, con gli acquisti di frutta e verdura che volano al massimo degli ultimi dieci anni.

Consumi record in Italia. Per la precisione, nel 2017 in Italia sono stati acquistati 8,52 miliardi di chili di ortofrutta, il 2,2 per cento in più rispetto all’anno precedente, e anche i primi mesi di questo 2018 confermano il trend: in poche settimane, le famiglie italiane hanno già comprato 1,32 miliardi di chili di frutta e verdura, l’1 per cento in più rispetto al dato, già ottimo, dell’anno scorso. 

Nuove tendenze alimentari. Anche il Rapporto Eurispes diffuso agli inizi di gennaio metteva in risalto come in Italia si stiano facendo largo le nuove tendenze alimentari, a cominciare da una maggiore attenzione alla salute e il ritorno a cibi considerati più sani, oltre che una riscoperta della dieta mediterranea. In questa scia si inserisce un altro dato, ovvero l’aumento delle persone che seguono una dieta strettamente vegetariana: sono il 6,2 per cento del campione intervistato, mentre nello stesso sondaggio del 2017 erano meno di 5 persone su 100.

Cresce il made in Italy. L’associazione dei coltivatori diretti non esita a definire questa situazione una “svolta storica“, parlando anche di una forte “inversione di tendenza” riguardo all’attenzione che gli italiani hanno verso gli stili di vita e le abitudini alimentari, che diventano anche più mature. Ad esempio, i consumatori tricolore guardano con interesse alla frutta esotica (il cui consumo è aumentato di quasi 4 punti percentuali negli ultimi anni), ma in larga parte preferiscono prodotti italiani, anche perché il nostro Paese “è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6 per cento)”.

Preferenza per mercati e produttori locali. Allo stesso tempo, aumentano sia l’attenzione per la freschezza dei prodotti che quella per il luogo di acquisto: nello specifico, il 64 per cento dei consumatori ritiene che il primo aspetto da valutare al momento di scegliere frutta e verdura sia appunto la freschezza, seguito da stagionalità (indicato dal 51,4 per cento) e dalla convenienza del prezzo (31,7 per cento). Per quanto riguarda invece i posti di acquisto, ci si reca al mercato o direttamente da un produttore, anche perché si stima che l’ortofrutta comperata direttamente dal contadino duri fino ad una settimana in più, visto che deve affrontare lunghe distanze per il trasporto prima di arrivare nel punto di vendita.

Spiccano gli acquisti di mele e patate. Dal punto di vista economico, frutta e verdura sono la principale voce di spesa del carrello dei consumi degli italiani e “pesano” per un importo di 102,33 euro a famiglia, pari al 23 per cento del totale mensile. In cima alle preferenze dei nostri connazionali restano le mele, il prodotto di punta delle produzioni frutticole nazionali, che superano le arance; tra le verdure e gli ortaggi, invece, dominano le patate davanti a pomodori e insalate di vario tipo.

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