Aggiusta bambini, Napoli, mestiere

La Napoli antica è riuscita sempre a contraddistinguersi segnando e definendo numerose professioni, le quali col tempo sono andante scemando e hanno lasciato il posto al naturale processo di evoluzione sociale nonché culturale: un esempio è il mestiere delle aggiusta bambini.

Le antiche professioni napoletane hanno segnato spesso la curiosità di noi tutti: qualcuna ancora oggi resiste, altre invece erano alimentante dall’ignoranza popolare di quel determinato periodo storico. Lavori che riecheggiavano tra i vicoli di Napoli, dai mercati alle case: la città esprimeva la propria fantasia sopperendo anche alla povertà dei secoli scorsi. In alcuni casi sono state create professioni sleali e disoneste pur di portare a casa un minimo di capitale che potesse soddisfare almeno le esigenze primarie. Senza ombra di dubbio, spicca la macabra arte praticata dalle aggiusta bambini. 

Nascono, pertanto, lavori strani e divertenti, nonché originali ma, in alcuni casi, frutto di un disagio sociale che animava e caratterizzava la cittadina partenopea.

Intorno al 1800, a Napoli come in altre città era diffusa tra il popolo molta ignoranza. Naturalmente questo dato alimentava truffe di ogni genere: spesso le vittime erano le classi meno abbienti, le quali non avevano né gli strumenti né le possibilità per riconoscere le medesime truffe e poter reagire. Non solo vi si affidava, ma non volendo si dava sempre più spazio a queste professioni. Per cui, a causa dell’ignoranza e di una cultura distribuita in maniera quasi discriminatoria tra i diversi ceti sociali, si agevolava la diffusione di professioni assai discutibili tra cui le aggiusta bambini.

In cosa consiste un tale mestiere, come quello delle aggiusta bambini, che sembra quasi alludere a delle bambole nonché ad un possibile gioco?

Un gioco non è certamente. Una vera e propria professione la cui origine pare sia da considerare proprio agli inizi del 1800 e non a caso nemmeno gli anziani di oggi ricordano in che modo potesse rendersi “utile” nella società dell’epoca. Ma qualche reminiscenza esiste e viene ricordata. In quel contesto di disagio sociale e di povertà si andrà a diffondersi l’antico mestiere napoletano delle aggiusta bambini. Protagoniste di questa sorta di professione erano le donne, le quasi si facevano beffa dell’ignoranza popolare e di alcuni ceti sociali, promettendo loro di intervenire su possibili malformazioni del nascituro in cambio naturalmente di denaro. Considerando il contesto storico e a seguire il livello culturale, una professione del genere trovò piena espressione e risultava essere l’effetto di un problema molto più ampio da ricercare in un meticoloso studio sociale e politico.

Le aggiusta bambini approfittavano dell’ignoranza e dell’ingenuità popolare sottraendo  alle madri i loro figli dopo aver assistito al parto, in modo tale da poter “aggiustare” possibili malformazioni o difetti del bambino appena nato. Difetti, se così vogliamo definirli, che ad oggi non non possono essere considerati tali: ogni bambino nasce con delle imperfezioni causate da traumi o sforzi subiti durante il parto e l’elasticità della loro pelle crea questi “difetti” che con lo scorrere di qualche giorno porterà tutto nella norma. Certo, ad oggi ci facciamo forza di un bagaglio culturale ereditato nel tempo e abbiamo tutti gli strumenti e le informazioni per poterci difendere da truffe del genere, senza dover subire ed essere vittime della nostra stessa ignoranza.

Sarà forse un caso che una professione del genere sia scomparsa?

Seguendo un processo logico diremmo no, senza troppi ma o se. Un tempo le aggiusta bambini non facevano altro che convincere le madri a portare via con loro il neonato, riportandolo poi nei giorni a seguire in modo tale da poter determinare un operato che potesse risolvere quei difetti. In effetti, attendevano qualche giorno, tutto sarebbe tornato nella norma senza nemmeno un minimo loro intervento. La natura si determina e si determinava da sola. Una professione che ha fatto la sua storia, che a tratti è ricordata alla pari di tanti altri mestieri napoletani forse anche meno cruenti.

Bruna Di Dio

 

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

2 Commenti

  1. Una storia, un mestiere che non conoscevo, frutto della grande forza immaginativa e creativa dei napoletani.
    È stato molto interessante leggerlo anche per come è stato narrato.

  2. Ti seguo e spesso ho letto cose molte simili a quella postata sull’aggiusta bambini. Nulla mi meraviglia più quando si tratta di Napoli
    A te faccio i complimenti per le tue interessanti ricerche, in particolare antropologiche delle nostre genti. Un minuscolo appunto: …quel troppo indugiare sulla povertà, ignoranza e credulità del popolino. Non perché non fosse così ma ripetuto troppo volte. Un caro abbraccio

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