Archivo personale dell'autore, Ventotene

Il 23 maggio 1986 moriva a Roma Altiero Spinelli, politico e intellettuale antifascista, tra i principali promotori del progetto di integrazione europea. Nato nella capitale il 31 agosto 1907, si avvicina giovanissimo alla politica aderendo al Partito Comunista Italiano e partecipando alla lotta clandestina contro il fascismo, fino all’arresto nel 1927 e alla condanna a oltre sedici anni tra carcere e confino.

Sull’isola di Ventotene, insieme a Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, scrive nel 1941 il Manifesto di Ventotene, il testo fondativo del federalismo europeo. In un continente devastato dalle guerre nazionali, Spinelli immagina una soluzione radicale, fondata sul superamento degli Stati nazionali attraverso una federazione europea. Non un utopia ma una proposta politica. Liberato nel 1943 dopo la caduta del fascismo, Spinelli fonda il Movimento Federalista Europeo, con l’obiettivo di diffondere e tradurre in azione politica l’idea di un’Europa unita.

Negli anni successivi è uno dei protagonisti più tenaci della costruzione europea, prima come promotore del federalismo nel dopoguerra, poi come commissario europeo tra il 1970 e il 1976 e infine come parlamentare europeo dal 1979 fino alla morte. Il culmine del suo impegno arrivò nel 1984 con il cosiddetto “Piano Spinelli”, un progetto di trattato per l’Unione Europea approvato dal Parlamento europeo.

Tra le opere di Altiero Spinelli, una delle più importanti è la sua autobiografia: Come ho tentato di diventare saggio, pubblicata nel 1984. Nel libro Spinelli ripercorre la propria formazione politica e intellettuale, dagli anni della militanza antifascista all’esperienza del carcere e del confino durante il regime fascista. Attraverso un racconto personale e spesso critico verso le ideologie del Novecento, descrive il progressivo distacco dal comunismo e la maturazione della sua idea federalista europea. Un opera preziosa, da leggere. Non solo e non tanto una autobiografia, ma una riflessione sul rapporto tra politica, libertà e responsabilità individuale in uno dei periodi più complessi della storia europea.

Altiero Spinelli muore il 23 maggio 1986, mentre è ancora parlamentare europeo. Non assiste né alla fine della Guerra fredda né ai successivi sviluppi dell’Unione Europea. È sepolto nel cimitero dell’isola di Ventotene, dove ogni anno centinaia di studiosi, cittadini e rappresentanti delle istituzioni europee vanno a rendergli omaggio.

Accanto alla sua tomba si trova quella di Luciano Bolis, partigiano e federalista europeo. Nato nel 1918, Bolis partecipò alla Resistenza nelle file del Partito d’Azione e fu arrestato dai fascisti nel 1944. Durante le torture in carcere, per non rivelare informazioni sui compagni, si tagliò la gola con una lametta, riuscendo rocambolescamente a sopravvivere. Nel dopoguerra proseguì il proprio impegno politico nel Movimento Federalista Europeo accanto a Spinelli, convinto che l’Europa potesse essere l’argine a nuove guerre nel continente.

A quarant’anni dalla sua morte e a oltre ottant’anni dalla stesura del Manifesto di Ventotene, il pensiero di Spinelli continua a essere un punto di riferimento nel dibattito sull’integrazione europea e sul futuro politico del continente.

Gabriele Bartolini

Gabriele Bartolini
Gabriele Bartolini (Roma, 2003) studia Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. È presidente della sezione ANPI di Trastevere e membro del Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma. Fa parte del gruppo dell’ANPI Nazionale che lavora sulle giovani generazioni. Cura per Patria Indipendente una inchiesta sul tentativo di riscrittura della Storia tramite le intitolazioni di vie e spazi pubblici a Giorgio Almirante.

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