APVR

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie, o APVR (apparecchi di protezione delle vie respiratorie), sono indispensabili per proteggere il lavoratore in ambienti a rischio, ad esempio quelli in cui la percentuale di ossigeno è inadeguata al fabbisogno o sono presenti sostanze potenzialmente nocive.

Queste sostanze nocive possono rappresentare un rischio per la salute, come fumi, microrganismi, fibre o polveri, disperse nell’aria e che possono essere inalati e causare problemi respiratori.

I DPI delle vie respiratorie devono essere utilizzati dai lavoratori durante la realizzazione di attività a rischio, ovvero in cui potrebbe avvenire l’inalazione di sostanze pericolose per l’organismo. Tra queste attività figurano, ad esempio, il lavoro in impianti di trattamento di rifiuti liquidi o solidi, alcuni procedimenti realizzati nei laboratori microbiologici e biologici, alcune attività sanitarie (ad esempio quelle che prevedono il contatto con pazienti affetti da malattie trasmissibili per via aerea), le attività zootecniche e la manutenzione di impianti idrici.

Le normative di riferimento a cui prestare attenzione sono specifiche per ciascun dispositivo e ogni tipo e modello è accompagnato dalla documentazione tecnica fornita dal produttore.

Quest’ultima deve rispettare alcune norme tecniche di riferimento, come la EN 140 per le semimaschere, la EN 136 per le maschere pieno facciali e la EN 149 per i facciali filtranti mentre per gli obblighi del datore di lavoro esistono riferimenti come la norma UNI 11719:2018 a cui fa riferimento anche il D.Lgs. 81/2008.

Come scegliere i dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei

Come sottolineato anche nel magazine online di Lyreco, la scelta dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie va condotta con grande attenzione, tenendo conto di una serie di aspetti e caratteristiche fondamentali.

In particolare, per individuare i dispositivi idonei è necessario considerare numerosi fattori come il livello di concentrazione delle sostanze potenzialmente pericolose, la durata dell’esposizione del lavoratore a tali sostanze e la percentuale di ossigeno presente nell’ambiente lavorativo.

In base a tali fattori, per esempio, è possibile stabilire se utilizzare un dispositivo filtrante o isolante. I primi sono apparecchi come i facciali filtranti, le semimaschere e le maschere a pieno facciale che coprono la bocca, il mento, il naso e gli occhi. Sono utilizzati in genere quando la concentrazione di ossigeno è superiore al 17%, con il lavoratore che viene esposto a sostanze pericolose note e quantificate con un odore percepibile.

I dispositivi isolanti invece sono impiegati di solito quando non è possibile garantire un’efficacia adeguata degli apparecchi filtranti, di norma con concentrazioni di ossigeno inferiori al 17%.

In questo caso si tratta di dispositivi che isolano il lavoratore dal contatto diretto con l’aria ambientale, infatti gli apparecchi isolanti come semimaschere e maschere a pieno facciale dispongono di appositi sistemi di alimentazione di aria per la respirazione (ad aria compressa, a pressione negativa o ventilazione assistita).

Come segnalato dall’INAIL in un approfondimento aggiornato al 2022, tra i dispositivi di protezione delle vie respiratorie più impiegati ci sono i facciali filtranti monouso, classificati secondo gli standard FFP1, FFP2 e FFP3 in base al livello di protezione contro le polveri.

Utilizzo e manutenzione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie

Oltre all’utilizzo di APVR idonei, è importante utilizzarli correttamente ed effettuare anche un’adeguata manutenzione di questi strumenti. Prima dell’impiego è importante che venga controllata la conformità del dispositivo, verificando tutta la documentazione ed eseguendo un test di tenuta del respiratore sul singolo utilizzatore.

Inoltre, è necessario rispettare alcune regole fondamentali sull’uso di questi DPI, per esempio indossandoli in aree non inquinante e rimuovendo eventuali ostacoli che possono comprometterne l’efficacia, come i baffi o la barba.

I prodotti riutilizzabili devono essere sempre puliti e disinfettati dopo l’uso, secondo le istruzioni fornite dal produttore nelle istruzioni per l’uso che accompagnano il DPI, eliminando eventuali residui di saliva o tracce di sudore, garantendo un funzionamento ottimale di componenti come le valvole, che potrebbero essere pregiudicate da tali agenti biologici.

Bisogna anche verificare l’integrità del dispositivo di protezione delle vie respiratorie prima di utilizzarlo, eseguendo o facendo eseguire una manutenzione ordinaria e straordinaria dell’apparecchio finalizzata a preservarne le performance.

Uno degli interventi di manutenzione è il cambio di alcuni componenti come il filtro, da sostituire con un modello idoneo e conforme secondo le indicazioni del costruttore, oppure del controllo di eventuali perdite di tenuta nel tempo delle maschere facciali filtranti.

Pasquale De Laurentis

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