Ricciardi (M5S): “Stipendi oltre il tetto all’ASI: Serve trasparenza”
Fonte: pagina Facebook di Marianna Ricciardi

La nuova governance dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nominata dal Governo Meloni, ha tra i suoi primi atti disposto un significativo aumento delle retribuzioni per i vertici dell’ente, superando in alcuni casi il tetto massimo previsto per i dirigenti della Pubblica amministrazione. Ne abbiamo parlato con la deputata del Movimento 5 Stelle Marianna Ricciardi.

Onorevole, quali sono le sue principali preoccupazioni riguardo agli aumenti salariali dei vertici dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e come valuta questa decisione in relazione alla gestione delle risorse pubbliche?

«La mia preoccupazione nasce da un principio semplice: quando un ente pubblico aumenta gli stipendi dei propri vertici anche fino al 75%, valicando il tetto stabilito per legge e non per il raggiungimento di risultati straordinari, ma semplicemente in concomitanza di un cambio di governance, tradisce la propria missione. In questo caso parliamo dell’Agenzia Spaziale Italiana, che dovrebbe essere il motore dell’innovazione, della ricerca e della competitività tecnologica del Paese. E invece? Volano solo gli stipendi, mentre i fondi per ricerca e sviluppo restano fermi».

Nel suo intervento si evidenzia come lo stipendio del direttore generale dell’ASI sia stato aumentato di circa 82 mila euro pochi mesi dopo aver assunto l’incarico. Quali sono le ragioni ufficiali fornite dall’ente per questa rapida revisione delle retribuzioni?

«Sappiamo che questi aumenti sono stati approvati internamente dalla governance, ma non risultano motivazioni pubblicamente documentate né legate a risultati oggettivi o traguardi raggiunti. Questo è uno dei motivi per cui ho voluto accendere i riflettori sul tema. C’è completa assenza di trasparenza. Il governo, interrogato in aula, ha detto che è giusto così in quanto l’ASI è un ente complesso, senza però portare dati oggettivi a supporto».

La stessa dinamica di aumento riguarda anche il presidente dell’ASI e altri membri degli organi di controllo. Qual è il suo punto di vista sulle modalità e i tempi di questi incrementi?

«Tutto è avvenuto in tempi rapidissimi, nel silenzio più totale. Parliamo di un ente pubblico, non di un consiglio d’amministrazione privato. Qui si gestisce denaro dei contribuenti. È inaccettabile che i vertici si “autopremino” con stipendi che superano i 300.000 euro lordi annui, mentre milioni di lavoratori arrancano e non arrivano a fine mese. È una questione di equità e di giustizia sociale. I tempi e le modalità adottate sono il sintomo di una gestione autoreferenziale e scollegata dalla realtà».

Si menziona che al 31 dicembre 2024 risultano oltre due miliardi di euro di residui passivi, fondi destinati a ricerca e sviluppo mai spesi. Quali sono le cause di questa mancata utilizzazione delle risorse e quali conseguenze potrebbe avere sulla ricerca spaziale italiana?

«Le cause possono essere molteplici: inerzia amministrativa, mancanza di visione strategica, assenza di coordinamento con il governo. Ma il risultato non cambia: più di due miliardi fermi mentre l’Europa corre e investe sull’industria spaziale. Questa inattività compromette la competitività del nostro sistema Paese e svilisce le competenze di tanti ricercatori e ingegneri italiani che spesso sono costretti ad andare all’estero per trovare opportunità. Compresi i dipendenti dell’agenzia stessa, che non sono messi nelle condizioni di fare al meglio il loro lavoro».

Secondo lei, quale funzione sta realmente svolgendo l’ASI in questo contesto, considerando che si rinuncia a impiegare risorse vitali per l’innovazione e il progresso tecnologico del Paese?

«Io posso giudicare l’ASI in merito a quanto ho contestato, il che mi porta a dire che così com’è gestita ora, sembra più un parcheggio dorato per manager premiati dalla politica che un centro strategico per l’innovazione. Ripeto: se un’agenzia spaziale non investe quanto dovrebbe in ricerca e sviluppo, allora viene meno alla sua ragion d’essere. E se poi i suoi vertici si aumentano pure lo stipendio, siamo davanti a una beffa.
Io auspico un cambio di vertice affinché i dipendenti siano messi nelle condizioni di lavorare al meglio».

Come valuta la trasparenza e la comunicazione dell’ASI riguardo alle recenti decisioni di aumento degli stipendi e alla gestione delle risorse?

«I cittadini non sanno nulla di quello che accade all’interno dell’ASI e persino i parlamentari sono stati tenuti all’oscuro. Il portale amministrazione trasparente dell’agenzia non consente di consultare queste informazioni e anche il portale interno, dopo la mia interrogazione, è stato oscurato. Serve un cambio di passo radicale sul piano della trasparenza: ogni euro speso, ogni euro non speso, ogni decisione strategica devono essere documentati, motivati, e resi pubblici. Non si può pretendere fiducia cieca quando si maneggia denaro pubblico».

Quali azioni o interventi ritiene necessari per garantire una maggiore responsabilità e corretta gestione delle risorse pubbliche all’interno dell’ente?

«Innanzitutto, a mio parere si dovrebbe intervenire per ripristinare il tetto retributivo per i dirigenti che hanno avuto aumenti fuori misura. Poi occorre che il Ministero competente vigili davvero, non come ha fatto Adolfo Urso che in questo caso non ha fatto nulla. Inoltre, va aperta una verifica ispettiva sull’impiego – o meglio: sul non impiego – dei fondi. Infine, serve che l’ASI riporti la missione scientifica e tecnologica al centro della sua azione. Basta premi per chi non produce risultati».

Quali messaggi vorrebbe trasmettere ai cittadini e alle istituzioni in merito alla gestione dell’Agenzia Spaziale Italiana e alle sue recenti decisioni?

«Lo dico chiaramente: chi governa oggi si oppone ad un salario minimo da 9 euro l’ora, ma chiude un occhio su stipendi d’oro da oltre 300.000 euro l’anno. È una vergogna. È per questo che non dobbiamo abbassare la guardia. Il Movimento 5 Stelle c’è, e continuerà a denunciare ogni abuso e ogni spreco. I cittadini meritano un Paese che premia il merito e investe sul futuro, non che gonfia gli stipendi di pochi privilegiati a spese della collettività».

di Sara Spiniello

Sara Spiniello
Sono una ragazza solare e piena di energia, sempre pronta a sorridere e a diffondere positività. Sono profondamente innamorata degli animali e della natura, e cerco sempre di proteggerli e di prendermi cura di loro nel miglior modo possibile. Passare del tempo all'aria aperta, immersa nella natura ad ammirare la bellezza di ogni piccolo dettaglio che il mondo naturale ha da offrire mi fa sentire viva e mi infonde la tranquillità di cui ho bisogno nella frenesia della vita quotidiana. La tutela dell'ambiente è una delle mie priorità, e cerco di fare la mia parte nel ridurre l'impatto negativo sull'ecosistema. Sono attenta al riciclo, cerco di ridurre l'uso di plastica monouso e promuovo soluzioni sostenibili nella mia vita quotidiana. Da anni mi dedico al volontariato animalista, perché credo che aiutare sia una delle cose più gratificanti che si possano fare. Nel frattempo, lavoro anche presso uno studio legale e scrivo per questa redazione!

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